18/07/2009

Controesodo

Controesodo, un'idea bipartisan per gli Italians

Favorire la mobilità dei talenti attraverso un'azione di sensibilizzazione in Parlamento e nella pubblica opinione. È l'idea alla base di «Controesodo - Talenti in movimento», progetto promosso dall'Associazione TrecentoSessanta diretto sia  ai talenti italiani che hanno abbandonato il nostro Paese e che potrebbero tornare o contribuire, dall'estero, a iniziative di promozione del merito, sia ai talenti stranieri che potrebbero invece scegliere l'Italia come meta della propria formazione e della propria crescita, personale e professionale.
 
Obiettivo generale è dunque quello di trasformare il vincolo della nuova emigrazione italiana in una grande opportunità di sviluppo e coesione sociale e, nel contempo, fare (finalmente!) dell'immigrazione nel nostro Paese una scelta responsabile e fondata sull'integrazione, per chi la compie e per chi ne è oggetto.
 
A partire dal dicembre 2008, questa idea è stata promossa in un tour che ha già toccato decine di tappe, in l'Italia, in Europa, negli Stati Uniti. Anche i cittadini hanno contribuito concretamente e continuano a farlo - di persona o su www.controesodo.it - alla redazione di 5 proposte di legge che nel corso dei mesi sono state presentate al pubblico, discusse, emendate, di nuovo discusse, ancora modificate.
 
Il primo risultato concreto di «Controesodo - Talenti in movimento» è stata la presentazione della proposta di legge «Scudo fiscale per il rientro dei talenti»,che prevede la concessione di un credito d'imposta agli italiani trasferitisi all'estero che tornino in Italia per aprire un'attività di lavoro autonomo o per essere assunti come dipendenti.
 
Anche la seconda proposta, dal titolo «Talenti, welcome! », fa ricorso al credito d'imposta, ma si rivolge a ragazzi stranieri, per incoraggiarli a venire a studiare in Italia. Oltre al credito d'imposta. La proposta prevede inoltre la concessione di borse di studio.
 
Sono poi già in cantiere - e stiamo lavorando affinché anche su di essi possa esserci un sostegno trasversale - ad altri 3 progetti di legge:
 
?    Learn and Back: un credito d'imposta per chi investe in formazione qualificata all'estero e torna a lavorare in Italia;

?    una versione nazionale dello scudo fiscale Sud-Nord per agevolare il rientro nel Mezzogiorno dei giovani emigrati nelle regioni settentrionali;  

?    infine, un pacchetto di agevolazioni fiscali per gli Italians che, pur restando all'estero, finanziano nuove attività nel nostro Paese.
 
 
Tutte le proposte sono state firmate da deputati di entrambi gli schieramenti, tra cui Enrico Letta, Stefano Saglia, Maurizio Lupi, Guglielmo Vaccaro, Alessia Mosca, Barbara Saltamartini, Beatrice Lorenzin, Salvatore Vassallo,  e hanno ottenuto il supporto e l'attenzione dell'Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà
 

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Commenti

10 commenti

Da: maddalena spissu
Scritto il: 28/08/09 11:44
Messaggio: Finalmente qualcuno ha il coraggio di ammettere che abbiamo un ENORME problema, e che si impegna per cercarne la soluzione. Sono una studentessa di 21 anni, l'anno prossimo finirò la laurea triennale e già ora mi sto informando sulle università all'estero. Amo il mio Paese, e mi costa tantissimo doverlo lasciare. Ma qua sembra che da trent'anni a questa parte i giovani siano incentivati ad andarsene: i Paesi che guidano il mondo hanno capito da subito che i giovani non solo sono una risorsa e non una voce in passivo del bilancio, ma che possono fare la differenza, creando quel valore aggiunto che permetta di generare sviluppo e crescita economica! L'Italia non è attrezzata, è antica e retrograda, in questo come in mille altri aspetti, e inevitabilmente ne paga la conseguenza. I cervelli fuggono, ma fuggono anche gli imprenditori, i lavoratori dipendenti, i professionisti. Controesodo ha finalmente evidenziato un importantissimo nervo scoperto, spero che riuscirà a imporsi anche all'attenzione mediatica, oltre che a quella parlamentare, e che i progetti di legge diventino presto realtà. Il fatto che sia un lavoro bipartisan lascia ben sperare... Non deludeteci anche voi!
Da: denis zuffellato
Scritto il: 08/07/09 13:01
Messaggio: MERITOCRAZIA E CONTROESODO 2 Avendo sposato Carolina, giovane designer brasiliana, cinque anni fa ho ottenuto il permesso di soggiorno permanente brasiliano. Non so fino a quando riuscirò a fermarmi in Italia dal momento che in Brasile, soprattutto con il Governo Lula, c'è un tasso di sviluppo piuttosto elevato con prospettive di crescita molto interessanti. Inoltre, cosa niente affatto secondaria, in Brasile - da sempre - l'attenzione nei confronti dei giovani è notevolmente più elevata rispetto all'Italia. Molti miei colleghi architetti brasiliani, alla mia età hanno già costruito grattacieli. Qui un architetto trentacinquenne al massimo lavora sottopagato in regime di partita iva presso uno studio più o meno affermato. Una prassi consolidata da più di un decennio, indice di lungimiranza e di intelligenza, è quella che vede le più grandi società brasiliane inviare i loro giovani lavoratori (ovviamente coprendo ogni spesa) in Europa, in Giappone e Cina a fare stage, corsi ed esperienze lavorative. Una volta tornati nel Paese, questi giovani si ritrovano con un bagaglio di esperienze enorme e con una visione più aperta e libera che gli permetterà di occupare un posto di lavoro di rilievo seguendo un percorso che, ancorché non esente da insidie, sarà contraddistinto da una crescita impensabile in situazioni come quelle che contraddistinguono l'Italia. Per mia moglie è difficile sottostare a questo clima così opprimente di chiusura verso i giovani e, ancora di più, verso gli stranieri. Ci giudica un Paese vecchio, poco moderno, senza grosse prospettive di crescita. Come darle torto! Per Carolina è inconcepibile che un laureato, magari a pieni voti con stage e master all'attivo, non occupi un posto di lavoro adeguato e non raggiunga retribuzioni decenti. Molto spesso un laureato guadagna molto meno di un giovane ?imprenditore? ed ?artigiano?. Un architetto come me guadagna meno di un garzone e di un muratore?..molto strano e preoccupante. Ma non focalizzerei l'attenzione sugli aspetti retributivi. La cosa più sconcertante è il clima di sfiducia e la pressoché assenza di norme in grado di incentivare l'iniziativa dei giovani. Di meritocrazia, gerontocrazia e ?Controesodo? ho già scritto nell'articolo:? MERITOCRAZIA E CONTROESODO 1?. Cosa fare?? Io propongo una ?Rivoluzione Culturale? che deve partire da noi giovani, dal nostro impegno, dalla nostra preparazione e formazione ed, anche e soprattutto, dalla nostra presenza nei luoghi che contano. L'impegno dei giovani in politica è - oggi più che mai - importantissimo. Accennavo alla situazione brasiliana: in questo Paese, che è sinteticamente annoverato tra i principali Paesi in via di sviluppo, non esistono particolari norme od incentivi fiscali volti a favorire i giovani. Esiste, invece, una naturale propensione a considerare i giovani una risorsa importantissima da ?utilizzare? al meglio. Direi che in Brasile (ma non è l'unico Paese) c'è, tangibile, un atteggiamento culturale diverso dall'Italia dove, almeno dagli anni ottanta in avanti, ci si è scordati dei giovani e della loro importanza, soprattutto se correlati allo sviluppo economico ed industriale del Paese. Ora, per sopperire ad un vuoto culturale così evidente, si può agire su due fronti: 1. fronte culturale e sociale; 2. fronte tecnico/legislativo attraverso cui promuovere iniziative e promulgare norme in grado di favorire i giovani. Qualcosa si sta facendo sul fronte tecnico/legislativo: il progetto Controesodo rappresenta un primo importante passo in questa direzione. Sul fronte culturale e sociale qualcosa in più da fare ci sarebbe: attenendo però a questioni di tipo non materiale, richiede uno sforzo a 360 gradi in grado di alimentare nei confronti della Società l'idea - peraltro molto presente anche nell'Italia del dopoguerra - che i giovani sono da considerarsi una risorsa importantissima da sfruttare in un'ottica di sviluppo e crescita del Sistema Paese. I giovani sono probabilmente i soli in grado di mettere in atto uno sviluppo virtuoso mosso da meritocrazia, preparazione, apertura mentale, conoscenza e tanta energia, invertendo una tendenza ormai più che consolidata nel nostro Paese rivolta a perseguire logiche ormai vetuste e, quel che è peggio, non più in grado di tenere il passo con il resto del Mondo. Un giovane architetto Denis Zuffellato
Da: Denis Zuffellato
Scritto il: 27/05/09 14:42
Messaggio: Sul tema della meritocrazia e del ritorno in Italia dei giovani talenti, penso che ci sia molto da fare. Il nostro Paese soffre di patologie che negli anni non hanno fatto altro che peggiorare: il sistema gerontocratico, la pressoché assenza di un libero mercato maturo che garantisca pari opportunità dove prevalgano i meriti, le capacità e non il clientelarismo e la spartizione politica dell'economia, fanno si che l'attrattività verso l'Italia sia sempre meno percepita. Ma quale giovane sprovveduto dovrebbe decidere di venire o restare in Italia considerando che qui c'è un sistema che non permette proprio ai giovani di entrare nel mondo del lavoro grazie ai meriti e alla preparazione? Quali sono le iniziative che si possono intravedere in questo senso fatte dall'attuale Governo?? Laconicamente direi proprio nessuna! L'Italia è l'unico Paese in cui politiche mirate alla concorrenzialità e alla competitività sono state fatte da un illuminato Governo di Centro Sinistra. Oggi però c'è un altro Governo che nulla fa in questa direzione. I giovani sono osteggiati e limitati da un sistema che ormai sta evidenziando i suoi viscerali limiti. Io di mestiere faccio l'architetto. Sono un giovane di 35 anni e non ho conoscenze di peso nel settore l'unico modo che ho per lavorare è di farlo al meglio delle mie possibilità cercando di rimanere sempre aggiornato e preparato. Prima ancora che entrasse in vigore la legge Bersani, per farmi conoscere, ho comprato degli spazi pubblicitari su alcuni giornali locali. Pensate che cosa paradossale: ho rischiato il deferimento dall'Ordine perché in quel periodo la pubblicità era vietata dal mio Statuto in quanto considerata denigratoria nei confronti della dignità del mio mestiere e del mio titolo. Ma non è denigratorio pilotare concorsi sia in ambito universitario, sia in ambito pubblico grazie al ruolo di potere che molti miei luminari colleghi ricoprono?? Non è denigratorio pilotare gare d'appalto per favorire imprese compiacenti?? Ma questo è quel che succede quotidianamente. Potrei raccontarvi numerosi episodi che mi hanno riguardato direttamente. Dopo la Laurea, a 26 anni ho ricevuto il mio primo incarico di progettazione da alcuni privati. Si trattava di progettare due ville in un piccolo paese della periferia milanese. Ebbene, sono stato letteralmente ?bastonato? da Tecnici comunali, imprese e progettisti del posto che non potevano sopportare l'idea di vedere entrare nel loro piccolo eremo un giovane professionista?.Ma a quale titolo?? Ma questo cosa vuole?? Solo con grande perseveranza e testardaggine e grazie alla preparazione ed alla conoscenza di norme, regolamenti e legislazione, sono riuscito a resistere a numerosi attacchi. Sembra uno scenario di guerra, ma è la realtà! Come possiamo pensare di attirare giovani ricercatori e professionisti in un sistema come quello italiano caratterizzato dalla totale assenza di concorrenza e di libero mercato?? Come possiamo lavorare in un Sistema con caratteristiche molto simili a quelle di un Sistema mafioso?? In un Sistema dove non esagero si affermo che tutto sia pilotato? Molto c'è ancora da fare. La strada è quella tracciata da Bersani. A livello legislativo dobbiamo lavorare per l'abolizione di vecchie e ormai vetuste strutture come gli Ordini Professionali che tutto fanno tranne che tutelare e favorire noi giovani professionisti. Dobbiamo lavorare perché anche all'interno delle nostre Università, prevalgano criteri di scelta diversi da quelli attuali. Superfluo dire cosa succede oggi nei nostri Atenei. Sappiano come vengono scelti ricercatori e docenti e come siano organizzati i concorsi. Ma questa devastante tendenza non può essere il nostro destino! Ne va del futuro del nostro Paese. La crescita economica e lo sviluppo virtuoso del Paese si possono ottenere con poche cose: meritocrazia e creazione di un libero mercato dove il ruolo dello Stato torni ad essere quello di indirizzo e di controllo. Dove la preparazione, l'intuito, la perseveranza ed i meriti diventino gli elementi su cui puntare. Dove si dia credito ed opportunità a noi giovani! Succede da tempo in gran parte dell'Europa e del Mondo. Facciamo in modo che questo possa succedere anche nel nostro Bel Paese. Questa non può essere solo una speranza, ma deve essere un obbiettivo concreto da realizzare. Un giovane architetto Denis Zuffellato

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