23/08/2008
No al virus della «minoranzite»

Un partito percorso dal «virus della minoranzite» che ormai è da «allarme rosso». Con queste parole Enrico - con un'intervista concessa oggi a La Stampa, la prima dopo la pausa estiva - ha risposto pubblicamente alle tante tensioni che attraversano in queste settimane il PD. «Penso si sia superato il livello di guardia», spiega portando ad esempio il caso Sardegna che finisce in Tribunale. «Per questo lancio un allarme forte e accorato: si sta diffondendo nel partito il virus della minoranzite: si sta meglio in minoranza, ma così non ci si confronta con i problemi reali. Un virus che può portare alla distruzione del PD».
Enrico difende il governatore sardo Renato Soru e il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, esprimendo «solidarietà ad entrambi». E di fronte allo spuntare delle correnti, dice: «Dobbiamo trovare un modello di partito del 2008, una via moderna perché coesistano leadership, capacità decisionale e pluralismo». In questo periodo «paghiamo la scorciatoia delle elezioni anticipate e il disastro
della caduta di Prodi. Siamo un partito da allarme rosso, abbiamo davanti temi che - sottolinea l'esponente del Pd - non possiamo eludere». Quanto al congresso «ho già detto che non c'è problema. Dobbiamo affrontare le questioni di organizzazione interna e congresso in tempi brevi. Ma non mi convince chi, come Cofferati, dice ?congresso ma non è in discussione Veltroni?. Una posizione da ex PCI, e il PD non è il PCI».
Infine, Enrico Letta apre all'UDC: «Se il partito di Casini tornasse nel centrodestra e noi non lo evitassimo per il PD sarebbe un disastro, perché l'idea di un'intesa con l'UDC è una prospettiva politica importante. Se salta questa ipotesi la vedo ancora più grigia».


