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	<title>Enrico Letta</title>
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	<description>Partito Democratico</description>
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		<title>Il prossimo Consiglio Europeo sarà sul lavoro. Un ottimo inizio</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 11:23:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione www.enricoletta.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente del Consiglio da Bruxelles annuncia: "Van Rompuy ha accettato la nostra proposta, il tema della disoccupazione giovanile sarà il tema centrale del prossimo Consiglio europeo di giugno. E a luglio i ministri del Lavoro dell'Unione si riuniranno a Berlino per un consiglio straordinario in cui concordare misure contro la disoccupazione giovanile".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;I dati sulla disoccupazione conferma che quella che stiamo seguendo è la strada giusta. La disoccupazione è l&#8217;incubo di questo tempo e se non ci sono risposte non c&#8217;è credibilità della politica e delle istituzioni europee&#8221;.</p>
<p>Lo ha detto il premier<strong> Enrico Letta</strong> annunciando che a luglio i ministri del Lavoro della Ue si riuniranno a Berlino per un consiglio straordinario per concordare misure contro la disoccupazione giovanile.</p>
<p>Il presidente del Consiglio si è detto &#8220;molto soddisfatto del fatto che <strong>Van Rompuy</strong> abbia accettato la nostra proposta: il tema della disoccupazione giovanile sarà il tema centrale del prossimo Consiglio europeo di giugno. E a luglio i ministri del Lavoro dell&#8217;Unione si riuniranno a Berlino per un consiglio straordinario in cui concordare misure contro la disoccupazione giovanile&#8221;.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/lY_9k5iaBVo?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><span style="font-size: 14px;">Guarda <a href="http://ec.europa.eu/avservices/video/player.cfm?sitelang=en&amp;amp;ref=I078546">il video completo della conferenza stampa</a>.</span></p>
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		<title>Per il lavoro fatti e non parole</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 11:05:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione www.enricoletta.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il video integrale della conferenza stampa di Enrico Letta dopo il Consiglio Europeo straordinario di Bruxelles.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sono molto soddisfatto del fatto che <strong>Van Rompuy</strong> abbia accettato la nostra proposta: il tema della disoccupazione giovanile sarà il tema centrale del prossimo Consiglio europeo&#8221;. Lo ha detto il premier, Enrico Letta all&#8217;inzio del briefing con la stampa dopo il Consiglio Europeo. &#8220;E&#8217; un ottimo inizio. Per noi è una questione cruciale&#8221; ha spiegato il presidente del Consiglio.</p>
<p>Incontrando i giornalisti Letta ha spiegato che &#8220;Il Consiglio si è chiuso con un<br />
accordo che comprende due punti: energia e lotta all&#8217;evasione fiscale. E&#8217; un buon accordo&#8221;.</p>
<p><span style="font-size: 14px;">Guarda <a href="http://ec.europa.eu/avservices/video/player.cfm?sitelang=en&amp;amp;ref=I078546">il video completo della conferenza stampa</a>.</span></p>
<p><a href="http://ec.europa.eu/avservices/video/player.cfm?sitelang=en&amp;ref=I078546"><img class="alignleft  wp-image-10500" alt="Bruxelles,Enrico Letta e Enzo Moavero Milanesi al briefing con la stampa dopo il Consiglio Europeo su energia e e lotta all'evasione fiscale" src="http://www.enricoletta.it/wp-content/uploads/2013/05/Letta-moavero-castellaneta-660x455.jpg" width="528" height="364" /></a></p>
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		<title>Lavoro e crescita, serve più Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 14:16:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione www.enricoletta.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il testo dell'intervento con cui Enrico Letta ha illustrato al Parlamento gli obiettivi del Governo per i prossimi appuntamenti europei: "L'Italia ha a cuore l'Europa ed è, per storia e tradizione, nel cuore dell'Europa, ma quella di oggi non ci basta: vogliamo molto di più e molto di meglio e per averlo cercheremo di farci primi interpreti di un europeismo attivo, di proposta e di cambiamento". ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft  wp-image-10493" alt="Enrico Letta in Parlamento" src="http://www.enricoletta.it/wp-content/uploads/2013/05/Letta_camera_consiglioUE.jpg" width="419" height="273" />Pubblichiamo il resoconto stenografico dell&#8217;intervento tenuto in Senato dal Presidente del Consiglio Enrico Letta durante la seduta n.24 del 21 maggio dedicata al dibattito sul Consiglio Europeo straordinario di Bruxelles.</em></p>
<p>Signor Presidente, onorevoli senatori, non posso cominciare questo intervento questa mattina senza rivolgere un pensiero commosso alle vittime del tornado che questa notte, ora italiana, ha devastato gli Stati Uniti. È un pensiero che ovviamente rivolgo &#8211; penso &#8211; a nome di tutti. È una giornata triste per un Paese amico dell&#8217;Italia. È una giornata triste per tutti noi.</p>
<p>La sorte dell&#8217;Italia e quella dell&#8217;Europa sono legate l&#8217;una all&#8217;altra; inevitabilmente legate. <a href="http://www.enricoletta.it/proposte/le-dichiarazioni-programmatiche-del-governo-letta/">L&#8217;ho detto in questa stessa Aula poco meno di un mese fa, richiedendo la vostra fiducia. Due destini che si uniscono</a>, due storie che ritrovano senso e prospettiva solo se unite; ne va della costruzione del nostro futuro, per questa generazione e per quelle a venire, ne va del nostro essere comunità, in un mondo in continua e spesso drammatica trasformazione.</p>
<p>Abbiamo tutti voluto questo dibattito perché l&#8217;Europa lo merita, ma soprattutto sono i popoli europei, gli stessi che oggi fronteggiano la più spaventosa crisi economica e democratica del tempo recente, a meritarlo. Ciò che non meritano è, viceversa, tutto ciò che ha a che vedere con i limiti dell&#8217;Europa di oggi: le approssimazioni di un dibattito pubblico inchiodato a letture parziali, le tensioni di uno scontro politico fatto sovente di posizioni pregiudiziali.</p>
<p>Nessun altro luogo si presta meglio del Parlamento della Repubblica, espressione della sovranità popolare, al compito difficilissimo di provare a restituire dignità, verità e calore al racconto sull&#8217;Europa dei popoli. È un compito che investe tutti quanti noi e che abbiamo la responsabilità di assolvere fino in fondo, rispettosi ciascuno dei rispettivi ruoli ma in funzione solo e soltanto dell&#8217;interesse generale del Paese.</p>
<p>Il confronto tra Governo e Parlamento sulla politica europea del resto è un obbligo fissato dalla legge approvata dalle Camere lo scorso anno, grazie, tra l&#8217;altro, all&#8217;impulso del ministro <strong>Moavero Milanesi</strong>, che non è qui oggi perché impegnato al Consiglio affari generali di Bruxelles proprio nella preparazione del vertice di domani. Anche nel recente passato, inoltre, il Parlamento si è rivelato prezioso nella definizione della posizione italiana in Europa.</p>
<p>Per tutti questi motivi oggi intendo qui illustrarvi gli obiettivi del Governo per i prossimi appuntamenti europei. Soprattutto, però, voglio e vogliamo ascoltare le vostre sollecitazioni e indicazioni: è un cammino che dobbiamo compiere insieme. L&#8217;occasione è il Consiglio europeo straordinario di domani. Fin dal giorno del voto di fiducia, che avete voluto accordarci, ho voluto avviare una serie di contatti con i vertici delle istituzioni dell&#8217;Unione e con alcuni dei principali partner, e lo stesso hanno fatto i colleghi Ministri con più dirette competenze in materia europea: Berlino, Parigi, Bruxelles, Madrid, Varsavia, presto anche Londra, ovunque a dire che <strong>l&#8217;Europa e la politica europea sono la bussola dell&#8217;azione di questo Governo</strong>; ovunque a ripetere che una larghissima parte dei problemi che il nostro Paese ha di fronte, e che spesso legittimamente hanno angustiato la comunità internazionale si possono risolvere in modo più efficace con soluzioni europee. Le domande italiane hanno molto spesso una risposta, appunto, europea, a condizione, tuttavia, che la stessa Europa sia finalmente in grado di offrire un ambiente che ampli e sostenga la capacità di azione della politica nazionale e non si traduca in una gabbia di vincoli, regole e procedure che vogliono salvaguardare la fiducia degli uni verso gli altri ma che finiscono spesso per limitare l&#8217;azione di tutti: famiglie, cittadini, piccole e grandi imprese.</p>
<p>In tutti gli incontri abbiamo illustrato la natura europea ed europeista del Governo; <strong>abbiamo chiarito agli interlocutori il nostro fermissimo impegno a rispettare la disciplina delle finanze pubbliche e ribadito la volontà di ottenere la chiusura della procedura per i disavanzi eccessivi avviata nei confronti dell&#8217;Italia nel 2009</strong> e di ricercare &#8211; questa è per noi una premessa irrinunciabile &#8211; all&#8217;interno del quadro della finanza pubblica europea, e non al suo esterno, tantomeno contro di esso, gli spazi per una politica economica dedicata fino in fondo alla crescita e alla creazione di nuovi posti di lavoro.</p>
<p>Il decreto-legge approvato venerdì scorso dal Governo sintetizza questa volontà. Abbiamo infatti <a href="http://www.enricoletta.it/primo-piano/dal-governo-prime-risposte-a-famiglie-lavoratori-e-imprese/">sospeso il pagamento della rata di giugno dell&#8217;IMU</a> (impegnandoci ad una più ampia riforma della tassazione che grava sulla casa entro la fine di agosto e ad una generale politica di rilancio dell&#8217;edilizia in una logica sempre più ambientalmente compatibile), rifinanziato la cassa integrazione in deroga per circa 1 miliardo di euro (provando a restituire ossigeno a tante e troppe famiglie sull&#8217;orlo della disperazione), dato un primo ed importante segnale di attenzione ai cosiddetti lavoratori precari della pubblica amministrazione ed eliminato, non a titolo personale ma una volta per tutte, il doppio stipendio dei Ministri parlamentari, a partire ovviamente da quello del Presidente del Consiglio, il tutto tenendo fermi i saldi e gli obiettivi di bilancio stabiliti nel Documento di economia e finanza. Mi auguro che anche su questa base la Commissione europea decida il prossimo 29 maggio l&#8217;abrogazione per l&#8217;Italia della procedura di deficit eccessivo; sarebbe un segnale importantissimo che una nuova rotta è tracciata per l&#8217;Italia e per l&#8217;Europa, e possiamo cominciare, forti della lezione degli errori del passato ma più determinati che mai a fare bene.</p>
<p>Perché uscire dalla procedura è per noi una priorità? Prima di tutto perché cambiare obiettivo ad un passo dal traguardo significherebbe vanificare i sacrifici pesantissimi fatti dai cittadini a partire dal 2011 e suscitare nei mercati e nelle istituzioni europee dubbi sull&#8217;effettività della nostra azione di risanamento. Ciò porterebbe l&#8217;Italia ancora una volta sotto esame, all&#8217;ultimo banco, oggetto di biasimo e di alzate di spalle, senza contare i prevedibili riflessi sul costo di finanziamento del debito sovrano, un debito che grava come un macigno sulla nostra economia.</p>
<p>Possiamo permetterci tutto questo? No, non possiamo e lo dico anche perché <strong>mi riconosco in una generazione che paga carissimo il peso di sperperi e scelte sbagliate, compiute in buona e in cattiva fede dalle generazioni precedenti. Nessuno di noi vuole scaricare sulle spalle dei nostri figli e dei nostri nipoti una zavorra che ne pregiudicherà per decenni e decenni le scelte di vita e di lavoro</strong>, le opportunità di dare un senso a se stessi e alle proprie potenzialità, l&#8217;occasione di sentirsi felici e realizzati; sono certo che nessuno di noi lo vuole in quest&#8217;Aula e ciò al di là delle divergenze di opinioni e di provenienza politica che pur ci connotano e continueranno a dividerci. Al contrario, <strong>uscire dalla procedura consentirà all&#8217;Italia di beneficiare di tassi di interesse più bassi sui titoli di Stato e, quindi, di disporre di più risorse per rimettere in moto davvero l&#8217;economia e la società italiana; questo aiuterà le piccole e medie imprese ad accedere ad un mercato del credito oggi troppo spesso asfittico</strong>.</p>
<p>In secondo luogo, essere tra i Paesi virtuosi ci permetterà di avvantaggiarci della nuova interpretazione delle regole del Patto di stabilità e di crescita, che concede margini di azione maggiori per alimentare gli investimenti pubblici produttivi e sul capitale umano quando sono collegati a riforme strutturali o a misure che aumentano la crescita potenziale. Un esempio attualissimo di questa flessibilità è l&#8217;operazione di pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione che consentirà di introdurre liquidità nell&#8217;economia e, dunque, di dar fiato alle imprese, operazione che vogliamo accelerare e alla quale diamo priorità.</p>
<p>Infine, potremo contare sul dividendo di una maggiore credibilità: solo chi ha le carte in regola può puntare a orientare nella direzione più vicina ai propri interessi e valori le scelte politiche dell&#8217;Europa. L&#8217;Italia potrà così disporre di una duplice forza politica: quella derivante dalla solidità di un&#8217;ampia maggioranza in Parlamento, a sostegno del Governo e delle linee di politica europea, e quella che viene dal mantenere in ordine la sua politica di bilancio ed economica. Questa forza politica dobbiamo saperla raccontare e far pesare ai nostri interlocutori: a tutti loro ho voluto mettere in chiaro che non siamo interessati alle scorciatoie di un europeismo astratto e di maniera, di chi sventola la bandiera dell&#8217;Unione ma poi va avanti per inerzia, tra spinte intergovernative oppure seguendo strade e progetti avviati semplicemente da altri.</p>
<p><strong>L&#8217;Italia ha a cuore l&#8217;Europa ed è, per storia e tradizione, nel cuore dell&#8217;Europa, ma quella di oggi non ci basta: vogliamo molto di più e molto di meglio e per averlo cercheremo di farci primi interpreti di un europeismo attivo, di proposta e di cambiamento:</strong> cercheremo di sventolare la bandiera di un&#8217;Europa che costruisce il futuro e dà risposte concrete, tangibili e durature.</p>
<p>L&#8217;Europa, nel definire politiche per la crescita e la creazione di lavoro, deve investire tanta energia quanta ne ha dedicata alla modulazione di un sistema di regole per mettere sotto controllo i conti pubblici e le politiche economiche dei suoi Stati membri.</p>
<p>L&#8217;Europa deve far seguire alle parole fatti reali: non possiamo &#8211; come nel caso dell&#8217;Unione bancaria o del Patto per la crescita &#8211; assumere decisioni, annunciare obiettivi, fissare calendari e poi lasciare che passino mesi e mesi senza che si vedano risultati concreti.</p>
<p>L&#8217;Europa è in crisi di legittimità, anche perché è in crisi di efficacia concreta: abbiamo bisogno di un&#8217;Europa meno lenta nel recepire le innovazioni politiche e nel tentare vie nuove rispetto a quelle già battute.</p>
<p>Non serve stravolgere i trattati: siamo bloccati, mentre altri (Stati Uniti e Giappone in testa) intraprendono per primi strade politiche non convenzionali, senza dogmi o ingessature procedurali. Ha operato, invece, con prudenza e capacità d&#8217;innovazione la <em>BCE</em>, che ha lanciato strumenti di rifinanziamento a lungo termine e poi le operazioni monetarie definitive (le OMT) nei tempi e modi giusti. Alla BCE si guarda con ragione anche oggi nella ricerca di soluzioni che sostengano il credito alle imprese, contrastando la frammentazione dei mercati finanziari e le strozzature che distorcono i meccanismi di trasmissione della politica monetaria.</p>
<p>Queste, dunque, le direttrici di politica europea che ho iniziato a tracciare nel confronto con i nostri partner, ma vengo adesso ai temi più specifici del <strong>Consiglio europeo</strong> di domani. Come sapete, si tratta di un vertice tematico dedicato a due materie cruciali: la<strong> lotta all&#8217;evasione fiscale e alle frode internazionali</strong> e una più forte<strong> politica energetica europea</strong>.</p>
<p>Comincerò da quest&#8217;ultima, innanzi tutto. Il Consiglio tornerà sui temi dell&#8217;energia domani, due anni dopo la riunione del febbraio 2011, per valutare i progressi nella costruzione di una politica energetica europea e affrontare in particolare quattro punti: il completamento del mercato interno dell&#8217;energia dal punto di vista sia della regolazione sia delle infrastrutture fisiche dell&#8217;interconnessione di rete, comprese le reti intelligenti; la promozione di investimenti, anche nell&#8217;ambito della definizione di un quadro di riferimento per le politiche in materia di cambiamento climatico ed energia dopo il 2020; la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e lo sfruttamento delle fonti di energia prodotte in Europa; infine, l&#8217;efficienza energetica.</p>
<p><strong>La priorità assoluta in campo energetico per noi resta lo sviluppo delle fonti rinnovabili</strong>. Il filo rosso che lega tutti gli altri temi è il <strong>contenimento dei prezzi dell&#8217;energia</strong>, oltre che naturalmente il contributo della politica energetica alla competitività dell&#8217;intera economia, italiana ed europea. È un&#8217;evoluzione niente affatto scontata: nell&#8217;agenda energetica europea, infatti, ora trovano finalmente piena legittimità espressioni come competitività, costi per le famiglie e per le imprese ed attenzione ai soggetti vulnerabili. Si tratta di uno sviluppo importante per il nostro Paese, dato che ancora oggi abbiamo un costo dell&#8217;energia più alto di quello di tutti gli altri partner europei e dei nostri <em>competitor</em> internazionali.</p>
<p>Insisteremo poi perché vi siano una politica europea di sostegno per gli investimenti infrastrutturali e per il completamento delle interconnessioni, nonché un forte impegno nei confronti delle esigenze delle imprese ad alta intensità energetica. Chiederemo poi una politica realistica del cambiamento climatico dopo il 2020 e invece un atteggiamento aperto e non penalizzante per lo sfruttamento delle fonti di energia prodotte in Europa, come lo <em>shale gas</em>. Porremo inoltre enfasi sulla necessità di progressi in materia di efficienza energetica, settore in cui l&#8217;Italia ha una leadership ed un&#8217;esperienza ormai innegabili. Sarà infatti da valutare con grandissima attenzione anche la proposta, avanzata di recente nel Libro verde della Commissione europea sul quadro al 2030 per le politiche dell&#8217;energia e del clima, di fondere in un unico obiettivo le misure attinenti alla produzione di energia rinnovabile, alla riduzione dell&#8217;emissione di gas serra e all&#8217;incremento dell&#8217;efficienza energetica, attualmente esplicitate nel cosiddetto triplice obiettivo 20-20-20.</p>
<p>Il Consiglio europeo discuterà poi &#8211; secondo grande tema &#8211; di lotta alla frode e all&#8217;evasione fiscale internazionale. In questa difficile stagione in cui tutti gli Stati membri chiedono sacrifici pesanti ai propri cittadini per il risanamento delle finanze pubbliche, <strong>la lotta all&#8217;evasione e alla frode fiscale è anzitutto imperativo morale, dovere ineludibile, senza dimenticare che si tratta di un elemento essenziale per assicurare l&#8217;equità e la fiducia nell&#8217;efficienza del sistema fiscale</strong>. L&#8217;aspetto centrale della discussione domani riguarderà l&#8217;affermazione del principio dello <strong>scambio automatico di informazioni fiscali</strong> come standard di trasparenza nelle relazioni tra Stati membri all&#8217;interno dell&#8217;Unione e tra l&#8217;Unione e i Paesi terzi. Si tratta di estendere in questo campo la collaborazione tra autorità fiscali, includendo tutte le tipologie di redditi attraverso una revisione della direttiva del 2011 sulla cooperazione amministrativa. Questo aspetto si collega al tema della tassazione dei redditi da risparmio percepiti da soggetti residenti in altri Stati membri. <strong>Il Consiglio europeo dovrà conferire alla Commissione il mandato ad avviare negoziati con Paesi terzi per rafforzare gli accordi in materia di cooperazione fiscale</strong>. Resta ancora sul tavolo, invece, il tema della revisione della direttiva sulla tassazione dei redditi da risparmio, su cui, come è noto, insistono sensibilità diverse in seno all&#8217;Unione: in particolare, si discute se subordinare o meno i progressi nella legislazione comunitaria ai passi avanti fatti nel negoziato sulla revisione degli accordi sulla fiscalità del risparmio con altri Paesi terzi europei, come <strong>Svizzera, Andorra, Liechtenstein, Monaco e San Marino</strong>. Sono temi sui quali non vogliamo ulteriori rinvii o timidezze.</p>
<p>Noi vogliamo che il Consiglio decida una serie di priorità d&#8217;azione per il futuro nel campo dell&#8217;evasione e della frode fiscale, a partire dall&#8217;attuazione del <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/consiglio_europeo20130522/piano_azione_lotta_frode_fiscale.pdf">piano d&#8217;azione della Commissione per rafforzare la lotta alla frode fiscale, presentato nel dicembre 2012</a>, e delle raccomandazioni agli Stati membri sulle pratiche fiscali aggressive e sulla buona governance fiscale nei confronti dei Paesi terzi. Ancora, secondo noi il Consiglio dovrà dare l&#8217;impulso politico per accelerare l&#8217;adozione di iniziative da tempo in discussione, come il pacchetto antifrode in materia di IVA, che include due proposte di direttiva relative, rispettivamente, all&#8217;introduzione di un meccanismo di reazione rapida per adottare misure di contrasto a nuove frodi improvvise e all&#8217;applicazione opzionale del meccanismo dell&#8217;inversione contabile in taluni settori esposti a rischio di frode. Un nuovo cantiere di lavoro si aprirà infine per quanto riguarda gli aspetti legati alla <strong>tassazione nell&#8217;economia digitale</strong>.</p>
<p>Il Governo sostiene pienamente l&#8217;obiettivo di rafforzare gli strumenti di lotta alla frode e all&#8217;evasione fiscale internazionale. Il problema ha dimensioni sempre più globali e dunque impone risposte coordinate a livello internazionale; per questo l&#8217;Unione deve promuovere i principi della trasparenza fiscale, nonché dimostrare la propria leadership, mettendo in atto misure efficaci di contrasto alla frode e all&#8217;evasione. Su questi temi non sono più ammesse timidezze. <strong>Occorre un&#8217;azione che non dia tregua all&#8217;evasione e alla frode e che contrasti in modo determinato il riciclaggio di denaro all&#8217;interno dell&#8217;Unione e nei rapporti con i Paesi terzi, attraverso l&#8217;identificazione dei beneficiari effettivi, anche in presenza di società, trust o fondazioni</strong>. Vogliamo poi che il Consiglio europeo mandi un messaggio inequivocabile sul riconoscimento dello scambio automatico di informazioni come standard di trasparenza in materia fiscale a livello europeo, sulla necessità di un&#8217;effettiva collaborazione amministrativa da parte di tutti gli Stati europei e sulla volontà dell&#8217;Unione di promuovere sviluppi a livello globale. Se avremo sviluppi in questo ambito, sarà più efficace la lotta all&#8217;evasione all&#8217;interno del nostro Paese, piaga cronica che combatteremo senza tregua e senza cedimento alcuno.</p>
<p>Onorevoli senatori, in conclusione, permettetemi di accennare ad alcuni dei temi che caratterizzeranno i prossimi appuntamenti europei dopo il vertice di domani e che sono al centro delle risoluzioni depositate dai Gruppi parlamentari. Il Consiglio europeo del 27 e 28 giugno, l&#8217;ultimo di questo semestre, chiuderà per l&#8217;appunto un semestre europeo di coordinamento delle politiche economiche e parlerà di futuro dell&#8217;Unione economica e monetaria; non può e non deve diventare un Consiglio di routine, di rito, di stanca procedura, di completamento di un percorso burocratico: una <em>photo opportunity</em> sbiadita e dai sorrisi stanchi e tirati non serve a nessuno, men che meno all&#8217;Italia.</p>
<p>Serve, al contrario, un risultato pieno e molto concreto, la prova che l&#8217;Unione europea stavolta fa sul serio e sul serio prende i problemi reali di milioni di cittadini europei, a cominciare dai giovani senza lavoro. Anche per questo, subito dopo il vertice di domani, <strong>scriverò al presidente del Consiglio europeo <em>Van Rompuy</em> una lettera per chiedere che il Consiglio europeo di giugno discuta proprio di lotta alla disoccupazione giovanile: voglio dare il senso dell&#8217;urgenza perché è un dramma che ha costi sociali e politici altissimi. L&#8217;Europa non può avere un futuro se non dà speranza a chi questo futuro deve costruirlo ed abitarlo</strong>. Servono questa volta misure concrete, facili da spiegare e immediate da verificare, che facciano la differenza subito, nel breve periodo.</p>
<p>Ad esempio, bisogna identificare gli strumenti per attuare al più presto la &#8220;<em>Youth Guarantee</em>&#8221; per i giovani negli Stati membri. Per questo si deve puntare ad una messa in opera il più possibile rapida della nuova iniziativa per l&#8217;occupazione giovanile e aumentarne in futuro la dotazione finanziaria. Bisogna inoltre riconoscere spazi di azione nelle finanze pubbliche nazionali perché gli Stati membri possano investire risorse adeguate nelle politiche attive del lavoro, nella <strong>riduzione delle tasse sul lavoro</strong> e nella <strong>creazione di nuovi posti per i giovani</strong>. Bisogna poi favorire la mobilità dei giovani in un vero e proprio mercato del lavoro europeo. Le decisioni europee saranno così la cornice entro cui coordineremo le misure nazionali contro la disoccupazione, le stesse che il ministro <strong>Giovannini</strong> sta mettendo a punto proprio in questi giorni.</p>
<p>Sosterremo, inoltre, l&#8217;importanza dell&#8217;economia reale e della competitività dell&#8217;industria europea, piccole e medie imprese in testa, come fattore essenziale per la crescita economica e la posizione dell&#8217;Europa nel sistema globale. Sosterremo l&#8217;obiettivo, lanciato dalla Commissione europea e dal vice presidente <strong>Tajani</strong>, di portare il contributo dell&#8217;industria manifatturiera europea al PIL dall&#8217;attuale 16 per cento al 20 per cento entro il 2020. Ci<strong> batteremo perché siano fatti progressi reali nell&#8217;attuazione della<em> road-map</em> verso un&#8217;autentica unione economica e monetaria e chiederemo progressi e tempi certi per il completamento dell&#8217;unione bancaria, che comprenda, innanzitutto, la tutela dei risparmiatori e un meccanismo unico di risoluzione delle crisi bancarie</strong>.</p>
<p>Unità quindi nel campo della moneta, delle strutture finanziarie, delle politiche economiche volte al lavoro e allo sviluppo. Tutto questo però non basta, o quanto meno non basta se non inquadrato nella cornice del grande e storico obiettivo di una maggiore integrazione politica e di una vera legittimazione democratica.</p>
<p><strong>Senza gli Stati Uniti d&#8217;Europa ogni progresso, anche il più ambizioso e faticoso, rischia di essere svuotato di senso. </strong>Senza gli Stati Uniti d&#8217;Europa il futuro dei popoli europei, oltre che delle istituzioni comunitarie, resta una chimera: difficilissima da prevedere, impossibile da raccontare, come la nuova idealità del nostro tempo, alle pubbliche opinioni del Continente.</p>
<p>Nei giorni scorsi abbiamo assistito a un rinnovarsi del dibattito sulla dimensione politica dell&#8217;Unione in vari Stati membri; anche in Italia voci autorevoli, la prima quella del ministro <strong>Emma Bonino</strong>, sono intervenute in questo campo: è il segnale che la politica europea finalmente è di nuovo in movimento in questa direzione, è il segnale che questo è il momento in cui l&#8217;Europa ha bisogno dell&#8217;Italia e del suo genuino e ambizioso europeismo.</p>
<p>Nei mesi che portano alle prossime elezioni europee ci giocheremo tutto per cambiare direzione e costruire un&#8217;Europa diversa da quella che in questi anni ha fatto montare tanto euroscetticismo, anche, ma non solo, nel nostro Paese. L&#8217;Italia deve contribuire a scrivere questa nuova trama della storia dell&#8217;Unione europea, con idee, visione, proposte, capacità di mediare e di tessere alleanze, anche in vista della importante Presidenza italiana del Consiglio dell&#8217;Unione europea nella seconda metà del 2014.</p>
<p>Tutto questo, onorevoli senatori, e concludo, potrà avvenire se il Governo si impegnerà al massimo, come abbiamo intenzione di fare e come faremo; ma tutto questo diventerà realtà solo se i cittadini, e quindi il Parlamento che li rappresenta, saranno protagonisti, come oggi in quest&#8217;Aula può e deve accadere.</p>
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		<title>Ora crescita e occupazione</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 09:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione www.enricoletta.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervista rilasciata da Enrico Letta a Clemente Mimun per il debutto di Tg5 Punto Notte.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo alcuni estratti dell&#8217;<a href="http://www.video.mediaset.it/video/tg5/servizio/390254/-ora-crescita-e-occupazione-.html">intervista rilasciata da Enrico Letta a Clemente Mimun per </a>il debutto di Tg5 Punto Notte.<strong><br />
</strong></em></p>
<p><strong><a href="http://www.video.mediaset.it/video/tg5/servizio/390254/-ora-crescita-e-occupazione-.html" target="_blank"><img alt="Enrico Letta intervistato da Clemente Mimun per Tg5 Punto Notte" src="http://www.enricoletta.it/wp-content/uploads/2013/05/tg5.png" width="508" height="279" /></a>UNO SFORZO SENZA QUARTIERE CONTRO LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE. </strong>“In gioco c’è il futuro dell’Europa e delle nostre stesse esistenze. Basti pensare a come viene vista oggi l’Unione dai nostri concittadini. È sinonimo di tante cose negative: di tagli, di tasse, di austerità. Ora dobbiamo capire che va rovesciata questa vulgata. Come? Occupandoci di questioni di cui si parla a cena nelle case delle famiglie italiane ed europee, dove si discute  in particolare di disoccupazione e di lavoro che non c’è, specie per i giovani”.</p>
<p>“La battaglia che stiamo facendo  &#8211; ha proseguito il presidente del Consiglio che mercoledì 22 maggio parteciperà al vertice europeo di Bruxelles –  non è contro le regole. Anzi, dobbiamo dire ai nostri partner che l’Italia vuole rispettare le regole. Ma è fondamentale anche che, mentre seguiamo le regole, l’Europa si occupi di problemi essenziali. Il piano per il lavoro per i giovani e lo sforzo senza quartiere per perseguirlo, secondo me, se fatti bene e con atti concreti, potranno essere compresi dai cittadini europei, che devono capire che l’Europa sta facendo qualcosa per loro”.</p>
<p><strong style="font-size: 14px;">GRILLO? C’E’ CHI FA E C’E’ CHI PARLA. </strong><span style="font-size: 14px;">Le accuse di</span><strong style="font-size: 14px;"> Beppe Grillo</strong><span style="font-size: 14px;">? “Io faccio il mio lavoro, che è tutto focalizzato sulle cose concrete e penso che questo sia il mio compito principale: fatti e risultati, che spero ci siano, e meno parole possibili. Farò di tutto per evitare che ci siano polemiche inutili e per rendere evidente che c’è chi fa e c’è chi parla”.</span></p>
<p><strong>PAPA FRANCESCO HA CENTRATO IL TEMA, RIDUZIONE DISUGUAGLIANZE PRIMA PRIORITÀ</strong>. “Il Papa ha centrato il tema giusto. La questione chiave oggi è che sono cresciute le diseguaglianze nel mondo e nei singoli paesi. In Italia la disuguaglianza è cresciuta in modo immenso. L’incremento della povertà è preoccupante e parte del paese sta vivendo grandissime difficoltà, soprattutto per la crisi occupazionale. Lo ripeto: la prima preoccupazione di questo governo è stata quella di mettere soldi per chi ha perso il lavoro. Non possiamo lasciar soli quanti vivono questo straordinario disagio. E dobbiamo aiutare loro e le PMI a ripartire, rispetto alla difficoltà. È un tema cruciale per un governo come questo che mi piace chiamare ‘di servizio al Paese’. Dobbiamo concentrarci sulle questioni reali”.</p>
<p><strong>GOVERNO: DETERMINATISSIMO A FARE DEL MIO MEGLIO. </strong>“Sono determinatissimo a fare del mio meglio”. Risponde così il presidente del Consiglio, Enrico Letta, a Clemente Mimun, che gli chiede se questo non sia davvero il suo governo ideale o il suo presidente del Consiglio ideale.</p>
<p><strong>CON OBAMA DISCUSSO DI SIRIA, LIBIA E DI CRISI. </strong>“Con <strong>Barack Obama</strong> abbiamo parlato di molte questioni. Di Siria e di Libia, in particolare. La Libia, anche per motivi di vicinanza, è fonte di grandissima preoccupazione per la stabilità dell’area”. “Abbiamo poi discusso – ha aggiunto –  di crescita e di come lasciarci la crisi alle spalle. Per i rapporti transatlantici è un tema fondamentale. La crisi è dovuta a un eccesso di finanza e a troppa poca attenzione all’economia reale, alle industrie, alle piccole imprese, a ciò che davvero crea lavoro. Adesso è il momento che l’Europa si concentri su questi temi”.</p>
<p><strong>EUROPA DIVISA NON SI VA DA NESSUNA PARTE, SOLO INSIEME C’E’ FUTURO</strong>.<strong> </strong>“Il Giappone e gli Stati Uniti hanno ripreso a correre e recuperato la loro leadership. Noi europei, invece, rischiamo di restare rinchiusi nei nostri problemi, privi di leadership, divisi tra noi. O capiamo che divisi non si va da nessuna parte e che solo insieme possiamo darci un futuro, occupandoci di lavoro e di giovani, oppure dovremo occuparci solo di piccolezze procedurali”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, intervistato da Clemente Mimun in un colloquio che andrà in onda questa sera nel corso della trasmissione Tg5 Punto Notte.</p>
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		<title>Telefonata tra Enrico Letta e Barack Obama</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 17:29:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione www.enricoletta.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Amministrazione americana conferma il proprio impegno a collaborare con i leader europei per promuovere un rapido superamento della crisi economica, prestando attenzione prioritaria alle politiche volte a fronteggiare la disoccupazione giovanile. Obama ha formulato l’auspicio di poter sviluppare quanto prima una personale collaborazione con il Presidente Letta già a partire del prossimo Vertice del G8 in giugno.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-10447" alt="Barack Obama al telefono" src="http://www.enricoletta.it/wp-content/uploads/2013/05/BO-call.jpg" width="412" height="279" />Il Presidente del Consiglio, <strong>Enrico Letta</strong>, ha avuto oggi una lunga e cordiale conversazione telefonica con il Presidente degli Stati Uniti d’America, <strong>Barack Obama</strong>, il quale – nel ribadire il fortissimo legame esistente tra i due Paesi – ha inteso confermare di persona i rallegramenti per la formazione del nuovo esecutivo già espressi il giorno del giuramento.</p>
<p>Il Presidente del Consiglio ha indicato le priorità del governo relativamente all’agenda di riforme politiche ed economiche, con particolare riguardo alle linee che egli esporrà in occasione dei Consigli Europei del 22 maggio e di fine giugno.<strong> Il Presidente Obama si è detto pienamente d’accordo circa l’esigenza di prestare attenzione prioritaria alle politiche volte a fronteggiare la disoccupazione giovanile</strong>. <strong>L’Amministrazione americana conferma</strong> – ha proseguito il Presidente Obama – i<strong>l proprio impegno a collaborare con i leader europei per promuovere un rapido superamento della crisi economica e favorire iniziative volte a stimolare la crescita in un quadro di mantenimento della stabilità fiscale</strong>. A questo riguardo, il Presidente del Consiglio e il Presidente Obama hanno condiviso l’esigenza di concludere positivamente i negoziati tra UE e Stati Uniti in materia di commercio e investimenti (<em>TTIP</em>).</p>
<p>Con riferimento ai temi internazionali, il Presidente Obama e il Presidente del Consiglio Letta hanno concordato sulla necessità di<strong> favorire uno sbocco pacifico della crisi siriana</strong>, attraverso un’iniziativa della Comunità internazionale in grado di coinvolgere i principali attori regionali. Nel corso della conversazione è stata altresì condivisa la preoccupazione per gli sviluppi della situazione in<strong> Libia</strong>, con specifico riferimento ai rischi d’instabilità suscettibili di accrescere l’insicurezza della popolazione civile e delle imprese straniere che operano nel Paese.</p>
<p>Nel confermare la volontà della sua Amministrazione di lavorare in stretta collaborazione con il governo italiano, e dopo avere espresso personale ringraziamento per l’impegno profuso dal nostro Paese per promuovere la pace nei diversi teatri internazionali, a cominciare dall’<strong>Afghanistan</strong>, <strong>il Presidente Obama ha formulato l’auspicio di poter sviluppare quanto prima una personale collaborazione con il Presidente Letta già a partire del prossimo Vertice del G8 in giugno</strong>.</p>
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		<title>Il mio piano lavoro per l&#8217;Unione Europea</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 08:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione www.enricoletta.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Enrico Letta a <em>Repubblica</em>: "Varate misure care al Pd, altro che vittoria di Berlusconi. Il lavoro è il cuore del mio impegno,  abbiamo già stanziato un miliardo”.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-10437" alt="Enrico Letta, Presidente del Consiglio italiano" src="http://www.enricoletta.it/wp-content/uploads/2013/05/letta-UE.jpg" width="419" height="372" /></p>
<div><em>Francesco Bei per la Repubblica, domenica 19 maggio 2013</em></div>
<div>«Il lavoro è il cuore del mio impegno, lo dimostrano le parole e, soprattutto, i fatti». Ai giovani senza futuro, agli esodati, ai cassintegrati, ma soprattutto alla piazza arrabbiata della Fiom che l’ha preso a bersaglio, <strong>Enrico Letta</strong> vorrebbe mandare un messaggio: è il lavoro il senso della sfida che l’ha spinto ad accettare la chiamata a Palazzo Chigi.</div>
<div>Letta ritiene di averlo chiarito già nel discorso programmatico alla Camere, «basato sulla centralità del lavoro» e con «l’impegno che sto portando in Europa sull’occupazione per i giovani in vista del Consiglio europeo di giugno».</div>
<div>Per questo bruciano le accuse di non aver fatto nulla. Anche il primo provvedimento del Consiglio dei ministri, preso venerdì, secondo il premier dimostra la concentrazione del suo governo per alleviare questa sofferenza del paese. «<strong>Il primo decreto &#8211; ricorda &#8211; costa 1.040 milioni, di cui 1000 sono contro la disoccupazione e 40 sul resto. E non c’è soltanto il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, ma anche l’aiuto immediato ai precari della Pubblica amministrazione e lo sblocco dei contratti di solidarietà</strong>». Fatti concreti.</div>
<div>E tuttavia c’è un’altra questione che, almeno sul piano dell’immagine, per Letta ha appannato il risultato raggiunto faticosamente venerdì. In questo caso il governo non c’entra nulla. Ma un Cavaliere in piena campagna elettorale ha rivendicato solo a se stesso il merito della sospensione dell’Imu, come se non fosse stato fatto altro, mettendo di nuovo nell’angolo il Pd. Il premier a questa rappresentazione non ci sta. «<strong>Bisogna finirla con questa logica assurda per cui Berlusconi vince sempre e il Pd perde sempre</strong>». In questo caso, poi, i fatti direbbero «l’opposto». Se appunto l’Imu è stato solo rinviata e il grosso delle risorse è stato postato sul lavoro, significa che in concreto Berlusconi non ha portato a casa nulla. «Gran parte della manovra è dedicata ai temi cari al centrosinistra, compresi i precari della pubblica amministrazione e i contratti di solidarietà». Sostenere il contrario per Letta «è semplicemente incredibile». Una critica rivolta certamente a Berlusconi ma anche alle tante voci infiammate della piazza <strong>Fiom</strong>.</div>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
<div>Se il governo ha provveduto venerdì a tamponare le falle più vistose &#8211; Cig, Imu, precari &#8211; per il premier è comunque in Europa, al consiglio europeo di giugno, che andrà giocata «la vera battaglia ». Con un alleato forte come Hollande. Con il presidente francese Letta ha discusso della possibilità di anticipare il più possibile l’utilizzo di quei 6 miliardi già previsti dal programma “<em>youth guarantee</em>”. E se non si potrà spenderli nel 2013, il proposito è che vadano a finanziare un piano per l’accesso ai giovani nel mondo del lavoro a partire dal primo gennaio 2014. Ma 6 miliardi di euro spalmati su 27 paesi sono una goccia nel mare. C’è bisogno di fare di più, molto di più. Dal Consiglio Ue l’Italia vorrebbe uscire con una decisione politica forte sulla cosiddetta “<em>golden rule</em>”, in modo da scorporare i fondi per l’occupazione dal calcolo del deficit strutturale. In sostanza la parte nazionale del finanziamento europeo non conterebbe ai fini dell’obbligo di pareggio di bilancio. Una volta fuori dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, per l’Italia sarebbe inoltre possibile varare anche misure “<em>one-off</em>” (una tantum) per dare una scossa all’occupazione.</div>
<div></div>
<div>
«<strong>La lotta alla disoccupazione giovanile &#8211; spiega Letta &#8211; diventerà il vero punto delle nostre politiche</strong>». Tra fondi nazionali e fondi sociali europei, al ministero dell’Economia calcolano che la forza d’urto da riversare sull’occupazione potrebbe arrivare a 12, forse 15 miliardi di euro. Allora sì che farebbero la differenza. Sul piano interno il «pacchetto occupazione» è già allo studio del ministro <strong>Enrico Giovannini</strong>. Punta su una revisione di tutte le politiche attive sul lavoro oltre che sugli sgravi fiscali per i neo assunti. L’intento è quello di partire da un rafforzamento delle agenzie per l’impiego, rivoluzionando un modello stantio che vede oggi passare appena il 5% delle assunzioni dalle vecchie agenzie di collocamento.</div>
<div>Il modello, come sempre, è il Nord Europa scandinavo.</div>
<div>Il metodo, invece, è quello del «dialogo sociale» nel triangolo governo- imprenditori-sindacati.</div>
<div>Un esempio lo si è avuto giovedì scorso, quando il presidente di Confindustria <strong>Giorgio Squinzi</strong> ha telefonato a Letta durante la cena con i leader di Cgil, Cisl e Uil per informarlo dei passi avanti fatti sul problema della rappresentanza sindacale. Questo è quello che il premier rivendica di aver fatto finora, ad appena un mese dal giuramento al Quirinale. «In questa fase &#8211; ammette &#8211; non possiamo fare di più. Allargare i cordoni della borsa, come si faceva in passato, non è possibile. Da qui a settembre è il massimo che possiamo fare. Poi, dopo le elezioni tedesche, speriamo che l’Europa cambi passo».</div>
<div>Niente rinvio dell’aumento dell’Iva, purtroppo, e niente sospensione per l’Imu sui capannoni. «Capisco le difficoltà dei commercianti e di chi ha attività produttive. Ma l’Imu sui capannoni vale 7 miliardi di euro e non li abbiamo».</div>
<div>La situazione resta difficilissima e non va persa per Letta la consapevolezza della drammaticità del momento. «Il circo mediatico, i partiti e anche diversi ministri &#8211; è lo sfogo finale &#8211; non hanno ancora capito qual è la nostra situazione. Ecco perché dobbiamo procedere con molta cautela».</div>
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		<title>Dal governo prime risposte a famiglie, lavoratori e imprese</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 16:38:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione www.enricoletta.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Consiglio dei Ministri approva la sospensione del pagamento della rata IMU di giugno, il sostegno ai lavoratori in difficoltà con il rifinanziamento della Cassa integrazione guadagni (Cig) e l’eliminazione dei doppi stipendi dei membri del governo che sono anche parlamentari.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-10415" alt="Conferenza stampa del Consiglio dei Ministri con Letta, Alfano e Saccomanni" src="http://www.enricoletta.it/wp-content/uploads/2013/05/conf-ministri-4-660x409.jpg" width="462" height="286" /><em>Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto sul <strong>congelamento della rata Imu di giugno sulla prima casa</strong> e sul <strong>rifinanziamento della cassa integrazione</strong> in deroga. Provvedimenti per la casa e il lavoro accompagnati dall’avvio della riduzione dei costi della politica con la misura che elimina il doppio stipendio per i componenti del governo che sono parlamentari </em>(<a href="http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=71102" target="_blank">il comunicato stampa con tutti i provvedimenti approvati sul sito del Governo italiano</a>).</p>
<p><em id="__mceDel"> “Come primo intervento è sospesa la rata Imu che le famiglie dovevano pagare a giugno &#8211; ha detto il presidente del Consiglio<strong> Enrico Letta</strong> al termine della riunione del governo – con il decreto <strong>ci diamo 100 giorni di tempo per articolare la riforma dell&#8217;Imu</strong> che è fondamentale perché c&#8217;è bisogno di fiducia e di far calare la pressione fiscale, ma serve anche uno stimolo all&#8217;economia reale a partire dal mercato dell&#8217;edilizia; che adesso è crollato ma è un volano fondamentale”.</em></p>
<p>Illustrando il provvedimento in conferenza stampa il premier ha rilevato l&#8217;attenzione molto forte alle imprese. Per questo è indicata fra le priorità della riforma dell&#8217;Imu la previsione di forme di deducibilità dell&#8217;imposta pagata sugli immobili destinati ad attività produttive. Non solo: “Nel decreto ci sono altri passaggi molto importanti, come la norma che fa ripartire la logica dei contratti di solidarietà, altro strumento importante per venire incontro a lavoratori e imprese”.<br />
Il Presidente del Consiglio ha sottolineato l’impostazione dell’azione di governo improntata a “non fare debiti per il futuro, non vogliamo scaricare debiti sulle nuove generazioni. Le scelte che l&#8217;esecutivo farà saranno scelte pro-crescita con grande attenzione all’occupazione”.<br />
“Sono fiducioso, penso che l&#8217;Unione Europea coglierà gli sforzi che l&#8217;Italia sta facendo per rimanere virtuosa &#8211; ha proseguito Letta &#8211; Vogliamo tenere i conti a posto, riteniamo che sia la base per rilanciare la crescita”.<br />
<strong>Contratti dei precari rinviati al 31 dicembre 2013. </strong>Il Governo ha rinviato la scadenza dei contratti dei precari della pubblica amministrazione da luglio 2013 al 31 dicembre 2013. “La scadenza al 31 luglio 2013 avrebbe rappresentato per moltissimi lavoratori un&#8217;oggettiva e molto forte difficoltà” ha detto Letta.</p>
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		<title>La disoccupazione giovanile incubo di tutti i leader europei</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 19:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione www.enricoletta.it</dc:creator>
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		<category><![CDATA[disoccupazione giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[enrico letta donald tusk]]></category>
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		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Conferenza stampa congiunta a Varsavia di Enrico Letta e Donald Tusk]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sono convinto che tutti i leader europei vedano il lavoro come il grandissimo incubo del nostro continente e sono convinto che ci sia la volontà di fare scelte subito per sostenere la lotta alla disoccupazione giovanile&#8221;. Così il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, nella conferenza stampa tenuta a Varsavia al termine dell&#8217;incontro con il premier polacco Donald Tusk.  </p>
<p><a href="http://www.enricoletta.it/video/la-disoccupazione-giovanile-incubo-di-tutti-i-leader-europei/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>Venerdì il decreto, poi subito il piano lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 09:42:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione www.enricoletta.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<em>AVVENIRE</em> riporta le linee d'azione del governo decise durante il raduno di Spineto voluto dal Presidente del Consiglio. Stop all'Imu e fondi per la Cig, affrontando il nodo delle risorse. Obiettivo del piano lavoro 100mila assunzioni tra i giovani.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-10408" alt="Il governo Letta a Spineto" src="http://www.enricoletta.it/wp-content/uploads/2013/05/Spineto_4.jpg" width="401" height="246" /><em>Nicola Pini per AVVENIRE, 14 maggio 2013</em></p>
<p>Arriverà venerdì prossimo il decreto del governo sull&#8217;Imu e la cassa integrazione in deroga. Al termine del &#8220;ritiro&#8221; con i ministri nell&#8217;abbazia di Spineto, il premier <strong>Enrico Letta </strong>fissa la data di approvazione del Dl rinviato la scorsa settimana mentre allarga ad altri due temi forti la <em>road map</em> dei primi cento giorni di governo per quanto riguarda l&#8217;economia.<br />
<strong>Due obiettivi</strong> dei quali il primo ministro si è limitato a dare solo i &#8220;titoli&#8221; in conferenza stampa: <strong>più lavoro per i giovani</strong>, e un pacchetto di «agevolazioni fiscali» per aiutare «gli italiani che vogliono fare»: insomma, par di capire, <strong>incentivi fiscali e burocrazia più leggere per chi investe e assume</strong>.<br />
Il governo guarda quindi già oltre la scadenza di venerdì e punta, come ha detto il ministro del Lavoro <strong>Enrico Giovannini</strong> nell&#8217;incontro, a spianare il terreno per arrivare a 100mila nuovi posti per i giovani. Nel piano, per ora solo abbozzato, si prevede tra l&#8217;altro una sorta di staffetta fra giovani e anziani, con l&#8217;ingresso di due neo occupati con contratti atipici a fronte del pensionamento di un &#8220;vecchio&#8221; lavoratore.</p>
<p>Restando al lavoro dei prossimi giorni, le «difficoltà tecniche» relative al decreto Imu-Cig<br />
descritte dal ministro Saccomanni non sono ancora risolte. Per quanto riguarda l&#8217;imposta sulla casa il provvedimento, oltre a sospendere il pagamento delle prima rata sull&#8217;abitazione principale, punta ad estendere gli sgravi agli immobili delle imprese. Richieste in tal senso arrivano anche da albergatori e commercianti. Di per sé il passaggio non richiede una copertura finanziaria immediata che sarebbe poi trovata nell&#8217;ambito delle riforma complessiva preannunciata per settembre. In realtà, data<br />
l&#8217;esiguità delle risorse, l&#8217;estensione dei benefici (gli immobili di impresa nel 2012 davano un gettito di 6 miliardi) potrebbe pregiudicare quel taglio radicale sulla prima casa (vale in tutto 4 miliardi l&#8217;anno) chiesto dal Pdl (mentre il Pd punta a una rimodulazione parziale, limitata ai ceti mediobassi).</p>
<p>La partita vera si giocherà a settembre,ma il passaggio del decreto non è ininfluente sull&#8217;esito definitivo e i partiti lo sanno.<br />
Secondo Palazzo Chigi, la riforma dovrà ricomprendere, oltre alla riscrittura dell&#8217;Imu, anche la Tares sui servizi e misure sugli affitti e i mutui capaci di arrestare il crollo del settore immobiliare e dare maggiori chance ai giovani di accedere al bene casa.<br />
Da oggi i tecnici dei ministeri saranno al lavoro in vista del Cdm di venerdì per &#8220;pesare&#8221; le diverse ipotesi di tagli fiscali, e assicurare ai Comuni l&#8217;anticipo del gettito mancato (operazione che dovrebbe coinvolgere la Cassa depostiti e prestiti). Poi toccherà a governo e maggioranza decidere. Sull&#8217;Imu,<br />
come sul rifinanziamento della Cig in deroga per il 2013. In questo caso però i soldi vanno trovati subito e i sindacati continuano a contrastare l&#8217;ipotesi di prenderli dai fondi già a bilancio destinati alle politiche per l&#8217;occupazione a agli sgravi di produttività.<br />
L&#8217;obiettivo del governo è di trovare almeno un miliardo di euro (per i sindacati nel serve uno e mezzo) rinviando ai prossimi mesi eventuali altre tranche. C&#8217;è chi non esclude poi che già nel primo pacchetto<br />
entrino altre spese inderogabili, come il finanziamento delle missioni estere o gli esodati.<br />
Sul nodo coperture è impegnato soprattutto il ministro dell&#8217;Economia <strong>Fabrizio Saccomanni</strong><br />
che nel vertice di Spineto ha detto ai colleghi di non voler essere «il ministro dei tagli» e ha chiesto massima collaborazione per trovare «le risorse necessarie a realizzare il programma di governo», preannunciando tra l&#8217;altro una nuova <em>spending review </em>per colpire gli sprechi.</p>
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		<title>Il Governo proporrà l&#8217;abolizione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 17:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione www.enricoletta.it</dc:creator>
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		<category><![CDATA[abolizione finanziamento pubblico partiti]]></category>
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		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Letta]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra i nostri valori ci sono la difesa delle istituzioni e il rispetto dell'autonomia della magistratura sempre e comunque.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Intervento del Presidente del Consiglio, Enrico Letta, all&#8217;Assemblea Nazionale del Partito Democratico.</p>
<p>&#8220;Tra i nostri valori, e lo riconfermo qui, ci sono la difesa delle istituzioni e il rispetto dell&#8217;autonomia della magistratura sempre e comunque, qualunqe cosa accada&#8221; ha detto Letta.</p>
<p><iframe id="yd" src="http://www.youdem.tv/v/254157" height="320" width="400" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
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