Bene Napolitano, ma ora il patto istituzionale è finito

Intervista rilasciata da Enrico ad Alessandro Di Matteo, pubblicata su Il Secolo XIX il 16 luglio 2011

“Il premier è stato tenuto ‘nascosto’ per tre giorni: avrebbe danneggiato il Paese. Altre prove di coesione? Pronti a larghe intese, senza il Cavaliere”.

Il PD ha fatto la sua parte, ora tocca al Governo dimostrare responsabilità. L’umore di molti parlamentari democratici è nero, la manovra non piace proprio ed è dura andare a spiegare ai propri elettori che non è stato possibile dare battaglia in Parlamento. Il vice-segretario del partito, Enrico Letta, replica ai malumori dicendo che “è stato giusto fare così” , ma poi aggiunge che ora che le opposizioni hanno fatto la loro parte è il momento di prendere atto che “il Paese è senza guida” e che l’unica cosa che non si può fare è continuare con questo governo che chiede aiuto solo nei momenti neri.

Letta, è una manovra approvata in tempi rapidissimi, non avete alzato barricate in Aula.

“La manovra è persino peggiorata, è fatta veramente in stile Prima Repubblica, è una manovra balneare: si raccattano soldi dai giochi, dai ticket, dalla benzina … . Manca l’anima, manca una strategia per tornare a crescere. Il nostro è un no che non ha alternative, visto quello che il governo ha presentato. Siamo stati responsabili a garantire tempi rapidi per l’approvazione, ma non ci sentiamo corresponsabili di quello che è stato approvato. E soprattutto diciamo che ora il governo se ne deve andare, già lunedì devono lasciare. Berlusconi ha dimostrato totale incapacità di guida”.

Bersani ha detto che questa è l’ultima volta che vi assumete responsabilità con questo governo. E se riparte la speculazione?

“Per me lunedì il governo se ne deve andare. In Parlamento non ci sono in calendario provvedimenti di natura economica che possano richiedere atti di coesione, è il momento giusto perché il Premier si dimetta. La speculazione colpisce l’incertezza. Meglio una situazione chiara! O elezioni subito, o un nuovo governo, entrambe le soluzioni darebbero molte più certezze di questo esecutivo”.

Napolitano ha detto che serviranno altre prove di coesione…

“Siamo pronti a un governo di “larghe intese” guidato da un personaggio autorevole. Loro adesso si sono salvati miracolosamente, ma le prossime settimane non si preannunciano tranquille e non si può immaginare di continuare così. Voglio sottolineare una cosa clamorosa: il patto tacito siglato da tutti gli autori istituzionali in questa ultima settimana per tenere il presidente del Consiglio fuori dalla scena politica perché la sua sola presenza avrebbe portato altri guai al Paese. Questa è la dimostrazione che la nave è senza timoniere, non è possibile continuare così. E contesto anche la tesi di chi, come Cicchitto, sostiene che con la crisi non si può andare a elezioni … Io dico: ci si renda conto che così non è possibile continuare”.

Il voto è la ‘strada maestra’. Ma non pensa che la speculazione ripartirebbe con il Paese impegnato in campagna elettorale?

“i mercati vogliono chiarezza e le elezioni sono elemento che dà certezza ai mercati, perché dopo ci sarebbe una guida per il Paese. O si va a votare, o si crea un governo di larghe intese a guida autorevole”.

Anche perché la linea della responsabilità è vissuta con sofferenza da molti vostri parlamentari: evitare la battaglia in Aula di fronte a una manovra di lacrime e sangue è difficile da spiegare ai vostri elettori…

“Napolitano  ha fatto bene a chiedere a tutti responsabilità. Noi l’abbiamo avuta ed è stato giusto così: siamo contrari alla manovra ma bisognava approvarla subito per dare una risposta rapida ai mercati. Anche perché l’Italia è un grande paese europeo, l’attacco al nostro Paese è un attacco all’euro, se salta l’Italia salta l’euro. E ora, partendo dalla compattezza e dalla responsabilità dimostrata dalle opposizioni in Parlamento c’è la grande opportunità di ripartire”.

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