Berlusconi fa solo ammuina. Subito governo istituzionale

Intervista rilasciata da Enrico Letta a Pietro Perone pubblicata su Il Mattino venerdì 28 ottobre 2011

Un solo obiettivo: «Arrivare a Natale». Per Enrico Letta, vice segretario del Pd, la lettera di intenti presentata dal governo a Bruxelles  è solo un espediente per guadagnare un po’ di tempo. Con l’aggravante che viene evocato un tema, quello dei licenziamenti, «su cui non è permesso a nessuno di essere così generico. Sembra un po’ l’ordine impartito ai marinai borbonici all’epoca di Franceschiello, “facite ammuina”».

Nulla di condivisibile?

« È un libro di sogni che ha come unico traguardo riuscire a mangiare il panettone. Perché la tempistica e le cose scritte non tengono conto di un Parlamento in cui questo governo non è in grado di garantire la maggioranza come si è visto in questi giorni più volte, il centrodestra ha preso solo un altro paio di mesi di tempo, con il solo risultato di arrecare ulteriori danni all’Italia. Lo status quo è la cosa peggiore per un Paese che, come la Grecia, è rimasto sotto i riflettori dell’Europa. Nel frattempo Spagna, Portogallo e Irlanda hanno risolto i loro problemi come i mercati e l’Ue hanno certificato».

Ma in quel documento c’è qualcosa da salvare a partire dal tema dei licenziamenti?

«Il governo non può permettersi di evocare un tema come quello in modo così generico. Sono d’accordo con Ichino: si tratta di una materia che sicuramente può essere oggetto di confronto ma bisogna capire con precisione quali sono i punti di un’eventuale trattativa. Non è certo la facilità di licenziare il problema di oggi, piuttosto la priorità è dare lavoro ai giovani».

E riformare le pensioni?

«Anche su questo punto la lettera è paradossale, come se a Bruxelles non avessero conoscenza del sistema italiano. Un qualsiasi funzionario può verificare che quanto scritto da Berlusconi non è una riforma ma semplicemente la descrizione dell`attuale situazione italiana».

Pentiti di avere eliminato con il governo Prodi lo scalone-Maroni?

«Possiamo ragionare di tutti gli argomenti sul tappeto ma solo un minuto dopo che Berlusconi avrà lasciato Palazzo Chigi.  Un governo di responsabilità nazionale è più che mai essenziale e, per quanto riguarda le pensioni, la politica potrà affrontare questo argomento solo dopo aver risolto la questione della previdenza dei parlamentari. Altrimenti non avremo titolarità per parlare».

Governo Schifani o Gianni Letta?
«Il modello è Ciampi: a guidare deve essere una personalità in grado di fornire risposte nei settori dell’economia e con una forte credibilità europea. La nomina di Draghi alla guida della Bce testimonia infatti quanto l`Italia abbia leader riconosciuti all`estero. Non ho dubbi che il presidente Napolitano saprebbe indicare il nome giusto. Lo dico ai deputati del Pdl: abbiamo tempo fino a novembre per salvare il Paese, è quella l’ultima finestra utile».

Per tentare anche di cambiare la legge  elettorale prima delle elezioni?
«Quella attuale è la peggiore possibile. Ma se Berlusconi vuole andare alle elezioni a marzo, noi siamo pronti».

Con più candidati alla premiership come annuncia Renzi: primarie affollate?
«Il PD ha un solo leader legittimato dalle primarie, Pier Luigi Bersani. Detto ciò, il sindaco di Firenze, così come le altre iniziative generazionali, sono il prodotto di quel dinamismo che rappresenta un punto di forza del PD».

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