Berlusconi sta costando troppo agli italiani

Silvio Berlusconi sta costando troppo agli italiani, “è arrivato il momento di dire basta”: è quanto ha affermato Enrico nei lavori della direzione nazionale del partito. Enrico ha altresì fatto sapere che la direzione ha definito dieci punti per altrettante proposte per diminuire i costi della politica. Si tratta, ha spiegato, di misure che possono essere messe in atto addirittura entro il mese di luglio e dare quell’esempio di moralizzazione e sobrietà che non e’ stato trattato dalla manovra del governo Berlusconi. Enrico, ribadendo la posizione che domani il Pd terrà su Alfonso Papa, ha messo in guardia dal rischio che con un voto contraddittorio possa riaprirsi una stagione come quella del ’92 che è passata alla storia come Tangentopoli e con la crisi della politica. La direzione del partito in questo momento, ha spiegato Enrico che è sceso a parlare con i cronisti, è impegnata a parlare della riforma elettorale. “Abbiamo pronto – ha aggiunto – un decalogo sui costi della politica. Un decalogo fatto di cose concrete che si possono fare subito. Diciamo no ai grandi piani che vengono puntualmente rinviati e la riforma Calderoli in questo non rappresenta la risposta perché tra l’altro è una riforma costituzionale che richiede tempi lunghi”. “Le nostre dieci proposte invece – ha sottolineato Enrico – possono diventare fatti concreti entro il mese di luglio. Riguardano gli stipendi, i vitalizi, i rimborsi dei parlamentari e i costi complessivi della politica. In sostanza tutto quello che Berlusconi e il governo non hanno voluto mettere nella manovra, noi lo proponiamo e sfidiamo il governo e la maggioranza in questi ultimi giorni del mese di luglio. La maggioranza non può rispondere con un rinvio, devono dire di sì e discutere su queste proposte che sono essenziali perché senza di queste non è immaginabile che la politica possa chiedere sacrifici agli italiani. Noi su questo faremo una battaglia irrinunciabile”.

Enrico è poi passato ad un giudizio più ampio sulla situazione italiana dicendo: “Non si può andare più avanti così con un governo che ogni giorno rinvia le scelte, sui ministri, quelle di carattere istituzionale ed economico. La manovra non è stata sufficiente e noi diciamo al governo e alla maggioranza che così l’Italia non può andare avanti: troppo costa Berlusconi agli italiani di oggi e agli italiani di domani, perché le scelte che sono state fatte in questi giorni ricadranno sugli italiani di domani. Noi diciamo basta, c’è bisogno di aprire la crisi di governo subito e bisogna che luglio e agosto non siano mesi di vacanza, ma mesi per la soluzione della crisi di governo. Si vada ad un nuovo governo che sia in grado di dare risposte ai cittadini e ai mercati. Così non si può più andare avanti. Anche in questi giorni Berlusconi cerca soltanto di resistere, resistere, resistere, attaccato a Palazzo Chigi alla sua poltrona senza affrontare e risolvere i problemi degli italiani che ormai sono insostenibili”.

“Siamo pronti a discutere sui progetti di riforma costituzionale che, in linea con le nostre proposte, portino alla fine del bicameralismo perfetto e alla riduzione del numero dei parlamentari. Se il governo vuole fare sul serio, a partire dalla proposta di Calderoli, noi ci siamo. Però sia chiaro che, essendo materia di riforma costituzionale, servono tempi incompatibili con i necessari tagli ai costi della politica che il governo doveva mettere nella manovra e che, colpevolmente, ha omesso”. “’Per questo chiediamo che vengano subito discusse e approvate le proposte sulla riduzione dei costi della politica che possono essere varate nell’arco di pochi giorni, a partire dalla discussione sul bilancio della Camera e del Senato”.

Ad una domanda su Alfonso Papa e su quale sarà l’atteggiamento del Pd, Enrico ha risposto: “Domani ascolteremo le relazioni che verranno presentate, non crediamo che ci siano motivi per poter chiedere l’impunità per vicende che sono abbastanza evidenti. Il tema delle protezioni per i parlamentari è un tema che abbiamo già discusso e non credo che debba rientrare in una vicenda come questa. Una vicenda direi abbastanza scabrosa. Per quanto ci riguarda il nostro atteggiamento sarà lineare per la conferma della decisione già assunta dalla giunta. Chiediamo al Parlamento di non fare scelte sbagliate. Il Parlamento si ricordi il disastro che dopo scelte sbagliate iniziò nel ’92. Il Parlamento e la maggioranza non combinino un nuovo ’92 perché l’Italia ci ha messo anni per riprendersi da quelle scelte sbagliate”.

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