Berlusconi vuole arrivare al Quirinale: alleanza larga per impedire questo shock

Intervista rilasciata da Enrico a Umberto Rosso, pubblicata su «La Repubblica» di domenica 8 agosto

“L’allarme democratico è ormai al livello più alto. Berlusconi vuole il Quirinale e ci andrà se riesce a vincere anche le prossime elezioni. Prima tornerà a fare il premier e poi si farà eleggere dalla sua maggioranza presidente della Repubblica. Sarebbe il fatto più traumatico nei 65 anni di vita della nostra democrazia. Va impedito, a tutti i costi”.

In che modo Enrico Letta?

“Con l’alleanza più larga possibile, da mettere in campo subito in Parlamento per dar vita a un governo di transizione basato su tre questioni: riforma elettorale, gestione del debito pubblico e rilancio della crescita, bonifica morale a partire dalla legge sul falso in bilancio. Per battere Berlusconi alle Camera. E che poi provi, questa grande alleanza, a batterlo che nel Paese alle elezioni”.

Berlusconi non può ricucire con Fini?

“Il patto proposto a Fini è un trucco. Berlusconi vuole provocarlo per rovesciargli poi addosso la responsabilità della rottura. Non a caso ha piazzato proprio il tema giustizia al punto numero uno della verifica di settembre. E poi basta vedere il trattamento alla Boffo riservato al presidente della Camera, un assalto da squadristi”.

Nel grande fronte anticavaliere, che ruolo giocano Fini e Casini?

“Sono determinanti, interlocutori chiave. Lo so, mi rendo conto che la presenza di Fini per alcuni può essere urticante ma non ne possiamo prescindere nella battaglia per liberarsi dal premier. Se Di Pietro si mette a fare il controcanto più a Fini che a Berlusconi finisce che fa il gioco del Cavaliere”.

Però senza Di Pietro i numeri non li avreste comunque.

“Ma io spero che metta da parte gli interessi di bottega. Gli rivolgo un appello: qui non si tratta di acchiappare un 25 in più per il tuo partito. Oggi la sfida è mandare a casa per sempre Berlusconi. E lo dico anche a Vendola: invocare elezioni subito solo perché spinti dalla voglia di tornare in Parlamento è poca cosa rispetto alla posta che oggi è in gioco”.

Dal Terzo Polo a Vendola, tutti insieme per liberarsi di Berlusconi?

“Del berlusconismo che sta distruggendo la nostra democrazia. Noi del PD siamo molto determinati nel ricercare l’alleanza più vasta ma allo stesso tempo con patti chiari. Se no la liberazione dura poco. Dobbiamo non solo sconfiggere il premier ma anche farlo dimenticare”.

Comunque, allo stato dell’arte, anche così i numeri in questo Parlamento non ci sono. Tentate di imbarcare anche la Lega?

“La slavina che si è messa in moto coinvolgerà anche altre forze. Molto importanti, da questo punto di vista, sono state le parole di Pisanu, che è persona molto seria. La maggioranza perderà altri pezzi. Del resto, nella Lega affiorano i mal di pancia sulla ricandidatura di Berlusconi, il nome di Tremonti viene speso più di quello del presidente del Consiglio”.

Anche nel PD per la verità. Dove c’è chi pensa al governo di transizione, chi vuole il voto, chi un esecutivo alla Ciampi…

“Bersani e tutti i dirigenti del partito sono uniti e convinti di una cosa soprattutto: su qualsiasi altra questione in questo momento fanno premio la necessità e la possibilità di chiudere la pagina del berlusconismo”.

Chiamparino e Vendola sono già in pista per le primarie.
“E’ prematuro ma per me il candidato numero uno è il segretario del partito, Bersani. Il sindaco di Torino ha posto comunque questioni concrete, le affronteremo nell’assemblea nazionale dell’8-9 ottobre”.

Se la grande alleanza non funziona, ha un piano B, tipo scaricare Di Pietro e puntare su Fini e Casini?

“Il piano B non c’è. Sa di sconfitta. Bisogna digerire Fini e Casini e se Di Pietro non ci sta aiuta Berlusconi”.

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