Bombardano il futuro, ora il confronto è bloccato

Intervista rilasciata da Enrico a Giovanna Casadio, pubblicata su la Repubblica giovedì 30 giugno.

Enrico Letta: un provvedimento inaccettabile, quelle misure sono un’ipoteca sulla prossima legislatura. I tagli alla politica, la loro sforbiciata è del tutto virtuale, la nostra proposta è di togliere i vitalizi ai parlamentari

«Per un giudizio complessivo bisogna sempre aspettare il testo finale perché il diavolo, si sa, si nasconde nei dettagli… ». Enrico Letta e il Pd — il partito di cui è vice segretario—un’opinione però sulla stangata di Tremonti ce l’hanno, e netta: «Per noi è assolutamente negativa e anche pericolosa. Altro che non mettere le mani nelle tasche degli italiani, con questa manovra Berlusconi farà toccare il record di sempre della pressione fiscale in Italia».

Quali sono le ragioni della bocciatura, onorevole Letta?

«Non c’è nulla per spingere la crescita e creare posti di lavoro, anzi si prefigura un ulteriore impoverimento del Welfare che sarà pagato dalle fasce deboli. Una eredità che sarà durissima da gestire. È un provvedimento che mette l’ipoteca sulla prossima legislatura. Il governo Berlusconi decide oggi i contenuti economici del prossimo esecutivo».

E all’appello del presidente Napolitano – affinché ciascuno faccia la propria parte in una manovra di rientro del debito che l’Europa ci chiede – come risponde?

«Napolitano ha ragione. Noi siamo i primi a dire che l’obiettivo del pareggio di bilancio va raggiunto nel 2014: abbiamo le nostre idee e proposte su molti di quei temi. Però se Tremonti e Berlusconi decidono di procedere a colpi di decreto legge e voti di fiducia, ecco che il confronto è bloccato, tecnicamente impossibile. Fanno un’operazione in cui impegnano le politiche economiche future senza averle minimamente confrontate con l’opposizione, che è già maggioranza nel Paese. Del resto, l’attuale maggioranza di centrodestra è collassata nuovamente in Parlamento, sulla legge comunitaria, in cui avevano infilato norme anti-magistrati. Il minimo che dovrebbero fare è confrontarsi con noi. Capisco che così bloccano la discussione anche al loro interno, dal momento che sono lacerati».

Entriamo nel merito. È troppo pesante o troppo leggera questa manovra?

«Ha i carichi spostati sul 2013-2014, andrebbero quindi valutati i contenuti e l’asimmetricità rispetto al 2011-2012 è un fatto grave. È palese che il correttivo di un miliardo e 800 milioni per il 2011 è sottostimato, addirittura meno di quanto il governo stesso aveva annunciato. È facile prevedere che se la maggioranza esistesse ancora, in autunno dovrebbe di nuovo intervenire e per un motivo semplice: nei documenti contabili, il governo ha messo una previsione di crescita per il 2011 che – già nella realtà di questi primi sette mesi dell’anno – è scesa di un terzo».

La sforbiciata ai costi della politica è positiva, però?

«È del tutto virtuale, non se ne vede perora traccia. Il Pd chiama il governo alla sua responsabilità: ci vuole un contributo importante e simbolicamente chiaro. La nostra proposta è di togliere i vitalizi ai parlamentari. Se si chiedono agli italiani sacrifici per 47 miliardi, non possono essere rinfacciati privilegi ai politici».

E se l’aveste dovuta fare voi, la manovra?

«Un capitolo conterrebbe le liberalizzazioni vere, l’attenzione al lavoro per i giovani e una misura a costo zero per sbloccare il settore delle infrastrutture completamente fermo».

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