Ci muoviamo sulla linea del Colle, responsabili per salvare Paese

Intervista rilasciata da Enrico a Valentina Conte, pubblicata su la Repubblica lunedì 11 luglio

Responsabilità nazionale. Modello Prodi-Ciampi. Napolitano come stella polare. L’opposizione è pronta a scendere in campo, dice Enrico Letta, vicesegretario del Pd. Pronta anche ad un governo di salvezza nazionale.

La situazione è tesa.

«Di grandissima preoccupazione. Ne siamo consapevoli, più del governo. L’ultima volta chel’Italia havissuto un venerdì così nero era nel ’92, quando la lira uscì dallo Sme».

Come rispondete?

«Ci muoviamo sulla linea indicata da Napolitano, fatta propria da Bersani e Casini, sabato a Bologna. Il Pd si candida ad essere il country party, il partito dell’Italia. E per farlo costruiamo un’opposizione alla Prodi-Ciampi, intermini di rigore e salvezza del Paese».

Basterà?

«L’attacco di venerdì non è stato generico, ma legato all’impressione che il governo italiano ha finito la benzina. Ora è il momento che l’opposizione scenda in campo. Lo faremo presentando, domani, gli emendamenti alla manovra. E ci impegneremo perché sia approvata nei tempi».

In che modo?

«Niente ostruzionismi. Diremo sì o no. Se metteranno la fiducia, voteremo no. Ma per respingere la speculazione occorre che la manovra sia approvata. Entro agosto ci sono 30 miliardi di titoli pubblici da rinnovare».

Non pensa che l’entità da 40 miliardi, ma solo 25 assicurati dall’attuale decreto, sia insufficiente ad azzerare il deficit?

«Il balletto delle cifre di questi giorni – prima 40, poi 47, addirittura 68 e ora 25 – è indicativo della scarsa credibilità del governo. E, certo, i mercati hanno capito che si tratta di una manovra da governo Leone, da esecutivo balneare, da aumenti della benzina. Si raccattano soldi un po’ ovunque. Al contrario, è arrivato il momento di cominciare a parlare di privatizzazioni. Penso a Poste, Ferrovie, Eni, Enel, Finmeccanica e alle 20 mila aziende partecipate degli enti locali. Ma alla manovra manca l’anima, la strategia. Per questo abbiamo chiesto che il governo si dimetta un minuto dopo la sua approvazione».

Per dare spazio a un governo di responsabilità?

«Per noi la strada maestra sono le elezioni subito. Ma ci fidiamo del presidente Napolitano. Sarà lui a indicare il voto o un governo di salvezza nazionale che termini la legislatura e difenda i conti. Siamo agli sgoccioli. Berlusconi è alla fine. E a noi interessa salvare il Paese».

Sarete concilianti sulla manovra?

«La responsabilità nazionale non significa accettare tutto a scatola chiusa. Domani presenteremo le nostre proposte».

Ad esempio?

«Il capitolo crescita e sviluppo manca del tutto. Bisogna rilanciare su liberali7la7,ioni, privatizzazioni e infrastrutture. Poi modulare l’imposta sui titoli. Rivedere il patto di stabilità per gli enti locali. Toccare le pensioni solo dopo aver tagliato i vitalizi dei parlamentari. E ripulire la manovra dalle “marchette”, come quella sulle quote latte. Guardando al dopo».

Ovvero?

«Sarà un’estate di lavoro per il Pd. Intanto lanceremo il nostro “Progetto Italia” alle Feste del Pd. E poi stiamo preparando delle proposte per rimettere in piedi la politica industriale».

Secondo quali direttrici?

«Calare due nuovi campioni nazionali, con una golden share pubblica e una gestione manageriale. Da una parte il Polo delle reti italiane, che unisca Terna e Snam Rete Gas scorporata da Eni, sul modello inglese. Sarebbe un gigante europeo. Dall’altra parte I’Ans, I’Azienda nord servizi, grande come Eni ed Enel, sul modello tedesco, che raggruppi tutte le ex grandi municipalizzate del Nord. Una politica choc per il Paese».

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