Con Monti riforme, equità e crescita

“Sosterremo il governo Monti e le manovre finanziarie che presenterà, ma chiederemo che ogni intervento abbia elementi di profonda equità e una forte spinta alla crescita”. Lo ha detto Enrico Letta a Grand’Italia – Conferenza nazionale per il lavoro autonomo e la micro e piccola impresa, in corso sabato a Monza.

“Uscire dalla crisi – ha detto all’inizio del suo intervento – deve essere la priorità per tutti. L’economia dell’Europa brucia e se la politica italiana si perde dentro discussioni su vertici e non vertici non facciamo quello di cui c’è bisogno”.

“Mercoledì scorso è cambiato tutto – ha continuato – perché per la prima volta l’asta dei Bund tedeschi non è andata secondo le aspettative. Questo significa che i tedeschi non possono farcela da soli. O ce la fa l’Europa tutta insieme, oppure nel futuro del G7 non ci saranno Paesi Ue. L’Italia deve fare la sua parte con riforme adeguate, ma la risposta forte alla crisi deve arrivare soprattutto dall’Europa”.

Dunque, ora più che mai occorre ‘più Europa’: “Più integrazione, più coraggio politico. Come quello necessario per far sì che almeno i 17 Paesi, tra i 27 che la compongono, si dotino di istituzioni politiche comuni. Senza che gli altri, a cominciare dalla Gran Bretagna, ostacolino questo processo”.

“La crisi europea – ha chiosato – ha assunto le gravi dimensioni attuali, anche per l’incapacità di rispondere, dipesa anche dall’assenza dell’Italia. Quando da noi c’era il governo Berlusconi, i vertici si facevano a due: Merkel e Sarkozy. Da quando c’è Monti  i vertici si fanno a tre”.

Vendendo poi al tema della Conferenza Letta ha aggiunto: “Dobbiamo fare autocritica sulle modalità con le quali il Pd ha affrontato sinora la questione dell’impresa e dello sviluppo. Siamo stati un po’ sott’acqua su questi temi, ma da oggi si riparte. Anzitutto facendo chiarezza sul termine ‘PMI’ perché la politica per le piccole imprese, “non può essere assolutamente la stessa per quelle medie. Tra le misure per rilanciare l’Italia, ci devono essere riforme, non solo per la formazione, ma anche per garantire investimenti in
infrastrutture in grado di risanare il territorio. Per questo – ha concluso – chiediamo con forza al ministro dell’istruzione Francesco Profumo di restituire centralità agli istituti tecnici”.

“Il Paese è in una fase nuova – ha infine commentato a margine dell’incontro, a proposito delle recenti polemiche interne al PD e al caso Fassina – siamo tutti in una terra incognita. È quindi naturale che si discuta. Lo si fa in tutto il mondo e in tutta Europa ed è naturale che avvenga anche in un partito aperto e democratico  come il Pd”.

Il video dell’Intervento

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