Dal Prof attacco sconcertante. Solo noi per l`autonomia Mps


Intervista rilasciata a Marcella Ciarnelli per l’Unità-

Onorevole Letta, come replica al premier dimissionario che ha detto che il Pd c`entra nella vicenda Monte Paschi?
«Dico che il Partito democratico non c`entra. Noi abbiamo la coscienza a posto su questa vicenda ed è stata sempre chiara la battaglia del Pd sul tema dei derivati e dell`eccesso di finanza. Qui stiamo parlando dei derivati, argomento che ha a che fare con una scelta molto precisa di cui i nostri atti in Parlamento sono la dimostrazione. Piuttosto segnalo che c`è stato un eccesso di disattenzione del governo di quegli anni, di Berlusconi. Sul tema dell`eccesso di finanza, dei derivati, sull`utilizzo della
finanza allegra o creativa, siamo stati sempre molto netti e rigorosi».

A cosa si riferisce il presidente Monti?
«Non si capisce. Anche perché, se vogliamo dirla tutta, l`anno scorso c`è stata una battaglia politica a Siena che ha portato ad una rottura nel consiglio comunale nel quale quelli che volevano l`autonomia
della politica dalla banca erano del Pd, in particolare il sindaco, quelli che volevano che invece la politica mettesse le mani sulla banca sono usciti poi dal Partito democratico e ora sono candidati
con Monti. Mi riferisco ad Alfredo Monaci. La scelta di un amministratore delegato come Viola e di un presidente come Profumo, persone che oggi stanno facendo il loro lavoro in piena e totale autonomia è, invece, del sindaco del Pd, Ceccuzzi, che ha fortemente voluto una forte autonomia. Per quanto ci riguarda
la battaglia è stata solo questa».

Ma il rapporto tra Monte Paschi e politica?
«Questo rapporto è un tema vero che ha a che fare con una questione particolare che non è la politica ma il municipalismo e il provincialismo di quella realtà. Cioè il fatto che, sbagliando, e io da toscano
quale sono mi sono sempre opposto a questa linea, negli ultimi trent`anni il Monte si è troppo rinchiuso nelle mura domestiche. I mercati globali obbligano una banca che abbia l`ambizione di essere forte e dinamica a non richiudersi nelle mura di una città medioevale. È stato detto molte volte, io
per primo, che una grande banca come il Monte non poteva rimanere da sola. La solitudine diventa una tomba mentre bisognava immaginare una articolazione di integrazioni internazionali o nazionali che portassero il Monte Paschi fuori dall`isolamento».

Una situazione antica?
«Questo problema c`era quando eravamo ancora nella prima repubblica, quando il Monte aveva un orientamento
politico legato alla Dc. Anche allora il condizionamento del municipalismo era forte e non andava bene perché questi sono ambiti giusti se sei una banca di credito cooperativo. Ma se sei la terza banca del Paese no. Comunque è un tema da affrontare ma non accettiamo bacchettate».

La polemica sui Monti bond e l`Imu?
«Buttare queste cose nella fornace elettorale è la cosa peggiore. Abbiamo fiducia nella Banca d`Italia, nella sua azione, e nei vertici per avere completa chiarezza su quello che è successo e quello che succederà. Ascolteremo con grande attenzione quello che il ministro Grilli dirà in Parlamento martedì, e diremo la nostra sul tema del rapporto banche e politica, dell`autonomia necessaria. Ma non si traggano da questa vicenda indicazioni di carattere generale che sarebbero sbagliate, perché Siena è una situazione particolare come ha sottolineato anche Giuseppe Guzzetti, il presidente dell`Acri, che ha invitato a non tirare conclusioni generali da una vicenda particolare. C`è voluto troppo tempo, per quell`eccesso di municipalismo, per capire che bisognava che la fondazione scendesse sotto il 50 per cento del
controllo della Banca. La linea di politica finanziaria del Pd è sempre stata quella che le fondazioni non avessero la maggioranza nelle banche. Questa nostra posizione vale anche per il caso di Siena ma i senesi non ci hanno mai dato retta. È proprio il tema della percentuale che ha visto sempre la fondazione detenere una quota troppo importante, la dimostrazione di quel municipalismo eccessivo ma che non c`entra nulla con questa vicenda. Quanto è successo poteva capitare in qualunque banca. Si tratta di capire
perché è successo e la Banca d`Italia deve fare la sua parte».

Ci sono i soggetti deboli?
«La prima attenzione deve andare a due categorie di persone. I dipendenti del Monte Paschi, trentamila famiglie, e i risparmiatori. Martedì solleciteremo interventi per salvaguardarli. Vorrei aggiungere
che non ci provi minimamente Berlusconi ad usare i dipendenti della banca come cinicamente usò nel 2008 i
dipendenti dell`Alitalia utilizzandoli solo per spot elettorali. Sono trentamila famiglie da tutelare e noi non consentiremo con lo siano. Non facciamo di ogni erba un fascio, non danneggiamo queste
famiglie e i risparmiatori, ma un danno al Pd non ci sarà perché noi siamo tranquilli».

Sull`apertura di Monti al Pd l, ma senza Berlusconi?
«Sono molto stupito, ma molto. È un`argomentazione che non regge per un motivo molto semplice: il Pdl senza Berlusconi, è stato dimostrato in questi mesi, non esiste. Ci hanno provato ma stavano
chiudendo: il Pdl è Berlusconi. Quindi quest`apertura è stupefacente perché quel partito è il portatore del populismo e antieuropeismo che rappresentano, in modo molto netto e chiaro, il motivo per cui noi abbiamo aperto a Monti. Su questi temi siamo certamente alternativi e credo dalla stessa parte della barricata dei centristi».

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