Dalla parte di Napolitano

Articolo di Enrico Letta, pubblicato su Europa giovedì 21 giugno 2012.

Forse è il caso di lasciar da parte sfumature e mezze misure. E ribadire con nettezza dove stiamo, e dove gli elettori ci possono trovare. Noi stiamo dalla parte di Napolitano e stiamo dalla parte di Monti.

Sembra assurdo che sia necessario ripeterlo ancora. Lo sviluppo degli eventi di questi anni e di questi mesi ci ha visti infatti lineari e coerenti. E direi determinanti per la svolta che consente oggi all`Italia di giocare il ruolo da protagonista in Europa e nel G20. E non ci si può far prendere la mano dalla evidente e reale fatica della società e dell`economia italiana di questo tempo per imputare tutto ciò al governo in carica e alle scelte coraggiose del Presidente della Repubblica.

Cosa sarebbe dell`Italia oggi senza le scelte di Napolitano e senza l’azione di Mario Monti?

A questa domanda dovrebbero rispondere tutti coloro, rappresentanti della politica, del sistema economico e dei media, che stanno in questi giorni svolgendo un`azione incessante di indebolimento dell`equilibrio istituzionale basato sul triangolo tra Quirinale, palazzo Chigi e partiti di maggioranza. E irresponsabilmente ci riempiono di parole, riflessioni, teoremi, furbizie e indignazioni che stanno avvelenando i pozzi.

A tutti questi ripetiamo che noi stiamo semplicemente lì. Dalla parte di Napolitano oggetto di un`ignobile campagna denigratoria basata sul nulla come le note del Quirinale hanno puntualmente dimostrato. E dalla parte di Monti, impegnato a ospitare Merkel, Hollande e Rajoy il 22 a Roma per pilotare una via d`uscita alla crisi europea per il vertice del 28 e 29. Sembra incredibile che l`Italia sia a tal punto protagonista e che allo stesso tempo proprio in Italia si stia tentando di reinterpretare la vecchia storia della tela di Penelope.

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