Dieci parole per la svolta

Articolo di Enrico pubblicato su «Europa» il 4 febbraio 2011

“Com’è possibile che non riusciate a farlo cadere?”. Questa è la domanda che ci assilla e che ci viene ripetutamente posta, in questo tempo crepuscolare della vita istituzionale del nostro paese. Noi ci battiamo in aula, raccogliamo firme in piazza, incrociamo le nostre lame nei dibattiti televisivi. Eppure non basta. I sondaggi cominciano a muoversi ma l’impressione è che manchi ancora qualcosa. Che manchi un elemento determinante per far detonare la voglia di voltar pagina, che pure sta montando nel paese.

Berlusconi, con una mossa disperata, tenta di rilanciare una ricetta per la crescita, che in questi due anni è completamente mancata. Ma ormai è troppo tardi per tutto. Questo governo ha perso qualsiasi credibilità, sia nel nostro paese che in Europa. Anche la propaganda non può più fare breccia. Abbiamo tutti la sensazione che non siamo lontani dalla svolta.

Percepiamo anche che rapidamente, dopo che quel momento sarà arrivato, le cose cambieranno repentinamente. Pressoché senza accorgercene. Nell’arco di poco tempo, quasi nessuno in Italia sarà più stato berlusconiano, secondo uno stile ben noto nella nostra storia.

Ma quella svolta ancora non c’è. E se qualcosa manca non v’è dubbio che questo non vada ricercato nella determinazione o nell’abnegazione con cui tutti, ad ogni livello, ci stiamo battendo.

Oggi e domani l’Assemblea nazionale del Pd, a Roma, può completare questa ricerca e consegnarci l’ultimo elemento. Accanto alla volontà – che non è mai mancata – e all’unità – ora ritrovata – è necessario il progetto. Un quadro cioè di idee, programmi ed emozioni che dovremo poi comunicare efficacemente al paese e ai nostri compagni di strada. I gruppi di lavoro oggi e, domani, il dibattito e le conclusioni di Bersani hanno la missione del progetto da definire e consegnare agli italiani. Dalle idee per far ripartire la crescita a quelle per un patto per il sapere e la cultura, da un welfare a misura di famiglia ad un servizio pubblico efficiente e di qualità. Discuteremo animatamente e manterremo il filo coi contenuti delle Assemblee di Roma e di Varese. Bersani lancerà domani il Progetto per l’Italia che preciseremo insieme nelle prossime settimane attorno alle Dieci Parole; esse ci guideranno nel percorso che nel paese faremo per convincere tutti che non siamo solo impegnati a far cadere Berlusconi ma anche decisi a guidare l’Italia, con idee giuste, fuori dalla palude in cui si trova.

Sappiamo che senza questo progetto Berlusconi non cadrà. E senza questo progetto noi non riusciremo a candidarci credibilmente a governare. Sappiamo che questi due giorni saranno decisivi per noi e per l’Italia.

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