È quello che il mondo dice di noi

Intervista rilasciata da Enrico a La Stampa pubblicata venerdì 10 giugno

La violenza del titolo dell’Economist è purtroppo lo specchio di quello che pensano all’estero», commenta il vicesegretario del Pd, Enrico Letta. «Quante volte ho incontrato all’estero chi mi chiede: “Perché lo tenete? Nel mio Paese non succederebbe”. Berlusconi è imbarazzante per tutti, non a caso nessun presidente straniero considera positivo fare una foto con lui. Ma l’Economist ha sempre messo in evidenza anche il fatto che l’Italia risorse e talenti li ha».

In questo servizio lo ribadisce: abbiamo tutte le cose che servono per ripartire.

«Mario Draghi diventerà governatore della Bce: ciò dimostra che il Paese ha talenti e forza per giocare la sua partita. Ma, referendum o no, altri due anni con Berlusconi abbarbicato nel bunker di Palazzo Chigi sono un costo che l’Italia non può pagare».

Anche l’Economist suggerisce un cambio di governo…

«Ci vuole un cambio di governo e di maggioranza. Berlusconi ha riempito di fuochi d’artificio il Paese garantendo però il più bieco conservatorismo: l’esecutivo che sostituirà questo avrà un compito ancora più duro di quello che ebbe Prodi nel ’96 e nel 2006».

Adesso se ai referendum vinceranno i sì Berlusconi potrà dare la colpa anche alla stampa straniera…

«Il referendum non ha impatto diretto sulla politica interna, ma il governo deve andare a casa a prescindere dal referendum: cos’altro deve succedere dopo questo schiaffo del più prestigioso settimanale internazionale, mai indulgente col centrosinistra?».

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