Necessario cambiare il Porcellum o Pd farà primarie a ogni livello

Intervista rilasciata da Enrico Letta a Goffredo De Marchis, pubblicata su la Repubblica, venerdì 20 gennaio 2012

Il paletto principale del Pd è fissato: «I partiti non nominano più i parlamentari, devono essere i cittadini ad eleggerli», dice il vicesegretario democratico Enrico Letta alla vigilia dell’assemblea nazionale del partito. «Tutto il resto si può mettere sul piatto. Sapendo che l’assetto bipolare è nel nostro atto di nascita come in quello del Pdl». Anche lo sconvolgimento dell’alleanza “naturale” con Idv e Sel «che dipenderà da come Vendola e Di Pietro si muoveranno rispetto ai temi dell’economia, dell’Europa e della società, non certo dal sistema di voto».

Un altro punto fermo sulla legge elettorale e le riforme, per Letta è la lealtà alla coalizione di governo:
«Se il Pdl pensa di poter fare un accordo con noi senza il Terzo polo significa che non vuole cambiare il Porcellum. La nostra risposta è no».
E se il confronto fallisce e rimane il Porcellum?
«In questo caso il Pd la sua scelta l’ha fatta da tempo. Nel documento dell’ultima assemblea nazionale è scritto chiaramente che noi faremo le primarie per le liste elettorali. E se le parole non bastano, il Pd organizza già le primarie per le elezioni regionali della Toscana dove sono in vigore le liste bloccate. Ma il messaggio che deve passare è un altro: è indispensabile cambiare il Porcellum. Stiamo attenti non dare per scontato che non ce la faremo».

Ma è possibile.
«Chi vuole cambiare la legge ha dalla sua parte il capo dello Stato che gioca un ruolo molto importante e la forza dell’opinione pubblica. E il Pd è in grado di esercitare una forte pressione per arrivare al risultato».

Una volta sepolto il referendum non è tutto più difficile?
«Abbiamo superato da tempo il livello del discredito. Siamo ormai al disprezzo dei cittadini per la politica e uno dei fattori scatenanti è il Parlamento dei nominati. Basta vedere la differenza di legittimazione di cui gode un sindaco eletto direttamente e quella dei parlamentari scelti dai partiti. Chi ha a cuore il ruolo della politica non può non tenere conto di questo disprezzo».

Belle parole. Poi ci sono le alleanze, gli interessi particolari. Il Pd si fida del Pdl, al quale il Porcellum fa così comodo?
«Penso che il Pdl non possa tirarsi fuori. Per convenienza, se non altro. L’idea inerziale di poter ricostruire un’ asse con la Lega è destinata a scontrarsi con la politica di tutti i giorni. Il governo Monti scaverà un fossato tra Bossi e Berlusconi perché il sostegno all’esecutivo non è compatibile con l’opposizione furibonda e incredibile della Lega».
Un’intesa a tre chiuderà la vostra alleanza con Idv e Sel?
«Quell’intesa non dipende dalla legge elettorale. Ma dagli atteggiamenti verso i problemi reali. Dopo il governo Monti nulla sarà come prima. Chi pensa che, finita quell’esperienza, si ricomincia come prima fa male i suoi conti. A destra come a sinistra».

Commenti

Lascia il tuo commento

Lascia il tuo commento