PD aperto e capace di rinnovarsi (video La7)

“Noi del PD siamo gli unici che applicano regole stringenti sulle candidature alle politiche, alle ultime elezioni siamo stati gli unici ad aver lasciato dolorosamente a casa delle persone che non si sono ricandidate perché erano in Parlamento da troppo tempo. Abbiamo messo nel nostro gruppo parlamentare, quello in cui c’è stato il maggiore rinnovamento, una quantità di giovani che è alla prima legislatura e faremo la stessa cosa anche dopo. Lo dico perché noi siamo quelli che garantiscono e garantiranno il maggior rinnovamento delle liste. Renzi, Zingaretti e Gasbarra? Sono tutte persone che mi fanno pensare che siamo un Partito che può fare grandi cose nel futuro per il Paese se è in grado di far fare a ognuno le esperienze giuste e dare stimoli. Se devo fare un ragionamento sul mio passato, io non ho dubbi: sono stato troppo timido. Oggi, col senno di poi, ci metterei più cattiveria e più aggressività”. Così Enrico Letta ospite ad (AH)iPiroso.

“Credo moltissimo al formalismo delle regole e agli statuti ma anche nel buonsenso che oggi ci dice che noi, dovendo battere Berlusconi, dobbiamo mettere insieme tutte le risorse che abbiamo a disposizione. Quindi la cosa peggiore che un Partito come il nostro può fare rispetto alle risorse più fresche e più giovani che hanno voglia di mettersi in pista è dire, con aspetti formalistici: voi non ci potete stare. Quindi sono convinto che troveremo le soluzioni finché tutti possano dare il loro contributo per non perdersi per strada o buttarli fuori dal Partito. Noi dobbiamo allargare le porte del Partito, se perdiamo questa volta la gente ci rincorre col forcone”.

“Il ministro degli Interni – aggiunge – invece di parlare deve lavorare per evitare che ottocento persone devastino una città; forse bisognava attivarsi con maggiore professionalità per evitare il blackout con i black bloc. Abbiamo chiesto che Maroni venga in Parlamento a spiegare punto per punto e poi ognuno darà le proprie valutazioni. Ogni domenica i poliziotti sono bravi a gestire centinaia di ultras che nelle curve d’Italia sfasciano le città o non le sfasciano, perché ci sono i poliziotti che son bravi ad evitare che le sfascino. Quando si organizzano queste cose c’è bisogno di una capacità di controllo maggiore. È complesso, me ne rendo conto”.

“C’è bisogno che la politica smetta di dire minchiate in momenti in cui le parole possono essere incendiarie: bisognerebbe che ognuno tornasse a fare perbene il proprio mestiere. Oggi uno legge che il capogruppo del Pdl se la prende con il Governatore di Bankitalia perché questi sabato ha cercato di dire parole di buonsenso che erano utili per calmare gli animi ed evitare che ci fossero problemi e gli si chiedono dimissioni e quant’altro. L’Italia è in una fase di impazzimento in cui le cose non riescono a stare al loro posto e a mio parere questo è uno dei problemi più grandi che abbiamo”.

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