«Fini aggredito, va difeso. Governo finito, domani sarà sfiduciato»

Intervista di Enrico rilasciata a Andrea Carugati pubblicata su «l’Unità» il 28 settembre 2010

«La compravendita non consentirà a Berlusconi di durare Fa la morale sulle società offshore ma vorrei ricordargli che lui ne ha 64…»

«La crisi di governo è inevitabile e domani verrà fuori plasticamente in Parlamento. Sono settimane che la rottura è sotto gli occhi di tutti, Berlusconi deve prenderne atto domani in Aula, la compravendita che è in corso ancora in questa ora sono solo piccoli ribaltini che non gli daranno la forza politica per andare avanti». Enrico Letta, numero due del Pd, non mostra dubbi sulla tenuta della maggioranza. E non esita a schierare il Pd a difesa di Fini: «Per noi è chiarissimo chi è l’aggressore e chi l’aggredito, chi è il difensore delle regole democratiche e chi l’eversore».

Eppure si dice che il voto di fiducia alla Camera non ci sarà…

«Berlusconi è terrorizzato dall’idea di lasciare palazzo Chigi, evidentemente teme chissà cosa. E cerca di fare un governo balneare con il soccorso dei vari Nucara. Ma anche Marcegaglia ormai ha invocato la fine di questa commedia e questo la dice lunga.. .La logica vorrebbe che ci fosse un voto di fiducia: ormai i finiani votano sistematicamente contro il governo. Il voto di fiducia è necessario, e solo il disprezzo per le regole di Berlusconi può fargli pensare di non votare ».

E il Pd come intende muoversi?

«Abbiamo in mente 4 tappe: le dimissioni del governo, un governo istituzionale per cambiare la legge elettorale, la costruzione del nostro progetto per l’Italia che passerà dalle assemblee nazionali di Varese e Napoli, a ottobre e dicembre. E infine il voto a primavera. In questi passaggi è chiaro che Berlusconi e Fini non sono sullo stesso piano».

Si spieghi.

«Dobbiamo difendere il presidente della Camera dall’attacco squadrista che sta subendo».

Ma il video di Fini l’ha convinta?

«È stato un gesto di grande sincerità. E poi si vedéva che voleva picchiare pi duro, e che si è frenato per rispetto del suo ruolo istituzionale. E poi, scusi: è possibile che la morale a Fini sulle società off-shore gliela faccia uno che ne ha 64?».

Conferma contatti tra voi e Fini per un governo istituzionale?

«Sulla legge elettorale dobbiamo discutere anche con lui».

E con Berlusconi?

«Si è tirato fuori da ogni possibilità di dialogo, è su un altro pianeta».

Volete cambiare la legge elettorale contro il Pdl?

«Serve una larga maggioranza e la cercheremo, con la Lega si può ragionare».

Bossi lo volete sfiduciare per le frasi contro i romani…

«Ha detto cose insostenibili, bisogna farla finirla con la storia che ai leghisti tutto è concesso. Ma sulla legge elettorale non dobbiamo dare a nessuno, nemmeno alla Lega, l’alibi per tirarsi fuori».

Ma Fini può essere un vostro alleato?

«È una prospettiva molto lontana. Ma non accettiamo il metodo dei dossier con cui Berlusconi crede di poter distruggere chi sgarra. Lo dico anche a Di Pietro: prendersela ora con Fini è un modo per aiutare Berlusconi».

A proposito: Di Pietro è ancora un vostro alleato del nuovo Ulivo?

«Dovrebbe fare più squadra. Spero che voglia essere nostro alleato, ma a volte mi sembra che la sua ragion d’essere sia lasciare Berlusconi al suo posto…».

Ma non rischiate di appiattirvi troppo su Fini, di lasciargli il ruolo del principale avversario del Cavaliere?

«Non credo, e lo dicono anche i sondaggi: Finii voti li prende dal Pdl».

Che ne pensa delle decine di migliaia di giovani con Beppe Grillo. Rischia di portarvi via parecchi voti…

«Giuseppe Civatiha scritto cose intelligenti sull’Unità: dobbiamo essere attenti, è un nostro diretto concorrente. Ma bisogna parlare a quegli elettori, non fare improbabili accordi con Grillo».

E cosa gli potete dire a questi ragazzi disillusi?

«Che Berlusconi si batte col 51%, se no sono solo belle frasi. E vince la destra, come in Piemonte».

Un altro appello al voto utile?

«Non solo. Ci faremo carico di molte loro preoccupazioni, come i costi e la trasparenza della politica».

Veniamo al Pd. Dopo una settimana di turbolenza tutto risolto?

«Sono fiducioso, in direzione abbiamo fatto un passo avanti, le parole di Veltroni e Fioroni sono state utili. Vedo davanti a noi un Pd stretto intorno a Bersani, ma come una squadra in cui ognuno può giocare la sua partita. Una squadra piena di campioni, a partire da Veltroni e Franceschini che non devono stare in panchina».

Ma le primarie le farete o no? Candide rete Bersani?

«Prima dobbiamo costruire il perimetro della coalizione. Poi le convocheremo. Il Pd deve candidare Bersani. Se c’è qualcun’altro che vorrà farlo lo farà, non siamo una caserma. Ma tutti i sondaggi dicono che Bersani è il più forte».

Resta convinto delle primarie per scegliere i parlamentari? Sull’Unità abbiamo già raccolto 30mila firme.

«Certamente. Si lascia scegliere il capolista al partito e gli altri vengono votati dagli elettori in aree sub-regionali per non penalizzare le aree meno popolate».

Rischiano di saltare molti onorevoli…

«Se non rappresentano i loro territori è giusto così, faranno altro».

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