Forza riformista per riconciliare italiani con politica

«Una forza politica che voglia far riconciliare gli italiani con la politica, racconta la verità e corregge gli errori. Un centrosinistra che voglia ricomporre questa frattura deve svolgere questo ruolo». Così Enrico sullo stato dell’arte relativo alla costruzione del progetto del partito. Rifacendosi alla favola «Il Paese senza errori» di Gianni Rodari («sono in una fase della mia vita in cui mi occupo di addormentare i bambini piccoli» – ha spiegato) ha proseguito «penso che in un paese come il nostro in cui è tutto un bombardamento di emozioni, la responsabilità profonda di un’area come la nostra è cogliere la differenza per diventare Governo alternativo del Paese. Da tre 3 mesi – ha ribadito – in pratica dalla manovra di Tremonti, in questo Paese non c’è più un atto di governo che venga assunto, dalla nomina del ministro dello sviluppo economico ad atti più concreti quali, per fare un esempio, la privatizzazione della Tirrenia. Non si può andare avanti così e la costruzione dell’alterativa è essenziale». Alla domanda se, in questo contesto sia più facile parlare con Casini che con Di Pietro «è molto faticoso con Di Pietro – ha risposto Enrico – per il quale conta più un discorso ‘di pancia’, ho l’impressione che la ragione sociale di Di Pietro sia l’esistenza di Berlusconi, senza di lui però non so cosa potrebbe raccontare al Paese. Noi no – ha insistito – una politica che si è arrovellata attorno ad una persona finisce per essere X Factor, però penso che Casini non possa continuare a stare in mezzo, tanto più che si va incontro ad un nuovo 1946, ad un nuovo referendum monarchia/repubblica».

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