Il patto Berlusconi-Lega avrebbe effetti nefasti per il Sud

Intervista rilasciata da Enrico Letta a Nando Santonastaso, pubblicata su Il Mattino, lunedì 18 febbraio

Non è sorpreso Enrico Letta, vicesegretario del Pd, della proposta di Monti di un confronto tv tra i leader delle principali coalizioni: «Bersani – dice – è stato il primo a dire che il confronto lo voleva fare e se ce ne fossero le possibilità saremmo pronti. È stato Berlusconi a dire di no nel timore di dare spazio alle sue spine nel fianco, Giannino e Grillo, che gli stanno erodendo voti specie in Lombardia».

Si giocherà in Lombardia la vittoria al Senato? «È sicuramente una regione chiave e le preoccupazioni espresse anche ieri da Berlusconi dimostrano che il Pdl è in difficoltà. Io sono reduce da due giorni trascorsi in Lombardia e sono molto ottimista, cresce a vista d`occhio il consenso per la coalizione di centrosinistra».

La Lega ha giocato la carta della macroregione del Nord: può influire sul voto in quelle regioni? «Questa operazione della Lega avrà la stessa sorte del cosiddetto parlamento di Mantova e dei ministeri a Monza: tutto è finito nel nulla come le ronde padane. La storia di trattenere il 75% delle tasse come se avessero una bacchetta magica è solo propaganda elettorale. Mi piacerebbe chiedere ai pidiellini del Sud se sono consapevoli che Berlusconi e Maroni hanno firmato questo tipo di accordo».

E secondo lei al Sud esiste questa consapevolezza? «lo vedo una maggiore attenzione nei nostri confronti e soprattutto una grande paura: c`è già stato un grande spostamento di risorse dal Sud al Nord dovuto all`attrazione leghista sul governo Berlusconi. Il pareggio al Senato e la vittoria di Maroni in Lombardia provocherebbero conseguenze nefaste per il Mezzogiorno».

Al Mattino, il leader di Fli Fini ha detto che senza una maggioranza bisognerà pensare ad un governo di programma. «Non credo che ce ne sarà bisogno. L`attuale le: :e elettorale, che noi vogliamo rottamare – e con le primarie siamo stati gli unici ad avere rottamato nei fatti il Porcellum – assegna comunque forti premi di maggioranza. Dalle urne uscirà una maggioranza chiara di centrosinistra in grado di governare».

Ma lo rottamerete il Porcellum in caso di vittoria? «Lo abbiamo detto subito. Nel primo Consiglio dei ministri presenteremo la proposta del doppio turno di collegio e il dimezzamento del numero dei parlamentari».

Intanto Grillo riempie le piazze: non vi preoccupa? «Le piazze dei grillini sono piene di curiosi, non di grillini. Grillo è astuto, mescola lo spettacolo e la politica, e francamente non ci spaventa. Penso che ad essere preoccupato debba essere solo Berlusconi».

Ma stando ai sondaggi il Movimento 5 stelle rischia di superare il 20%… «Anche secondo me Grillo è oltre la soglia del 15% ma di più non so dire. Comunque vada, è già chiaro che queste elezioni passeranno alla storia nazionale ed europea come quelle in cui un movimento populista avrà un risultato così forte. In nessun altro Paese ci sono rappresentanze analoghe. Mi auguro che il comportamento dei grillini in Parlamento sia più costruttivo di quanto faccia il loro leader con le sue invettive».

Meglio i grillini di Grillo? «Spero proprio di sì. Sono persone normali a differenza del comico che è soprattutto un furibondo distruttore, pieno di astuzie che lisciano il pelo una volta agli evasori fiscali e una volta a quanti, soprattutto al Nord, si oppongono all`integrazione degli immigrati in Italia».

Torniamo al Sud: Berlusconi rilancia l`idea del Ponte sullo Stretto… «E noi ribadiamo la nostra assoluta contrarietà. Vogliamo usare quelle risorse per le piccole opere infrastrutturali che al Sud sono infinitamente più necessarie. E inoltre garantire occupazione ai giovani e sviluppo della ricerca attraverso il credito d`imposta, investire per migliorare le scuole e le palestre e utilizzare i fondi Ue sulla scia di quanto ha fatto il ministro Barca in questi mesi».

E la rimonta del Pdl? «Non ci credo e non ci sarà. Berlusconi è l`alternativa a noi, ha fatto una campagna elettorale di pessimi contenuti, riproponendo una politica sbracata e poco credibile. È stata impressionante la nettezza con la quale il leader di un partito alleato del Pdl in Europa, il tedesco Schauble della Cdu, ha chiesto agli italiani di non votarlo».

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