Il Pd si prepari la caduta di Silvio non è lontana

Intervista rilasciata da Enrico a Marco Ventimiglia pubblicata su «l’Unità» domenica 27 marzo

«Usciamo da questi tre giorni dopo aver respirato tanto ossigeno,  con la sensazione che siamo veramente vicini allo “switch off”, a quel “dopo” che ha rappresentato  il filo conduttore dei nostri dibattiti». È un Enrico Letta particolarmente soddisfatto  quello che congeda i suoi ospiti sull’assolata riva del Lago d’Iseo dopo la conclusione del “Nord Camp”, l’appuntamento voluto dal vicesegretario del Pd che quest’anno ha assunto una valenza particolare incrociandosi con l’eccezionalità del momento politico ed internazionale.

Uno switch off che è stato inteso in vario modo. Qual è l’interpretazione autentica?

«Io lo intendo come una cosa che travalica la fine dell’era Berlusconi, perché con l’uscita di scena del premier  si chiuderà di fatto anche la seconda Repubblica e noi democratici dobbiamo essere fin d’ora protagonisti, senza subire gli eventi ma cercando di essere ancora più sul territorio, popolari nel senso letterale della parola: in mezzo al popolo».

Visto da Nord Camp, questo può apparire un Paese che cerca di evolvere. Ma fuori c’è un’altra Italia…

«È vero, c’è anche un’altra Italia, quello che temo è che sia assuefatta a tal punto da accettare di avere un premier condannato in primo grado. Questo non deve accadere, così come il Pd non deve farsi trascinare da una caduta di Berlusconi che ritengo ormai vicina. Occorre ricordarsi che cosa accadde in Italia quando venne giù il Muro di Berlino: la Dc pensò che l’unica cosa da fare era festeggiare, invece bisognava cambiare, e in fretta. Quel che successe dopo lo sappiamo».

Tema portante della giornata è stata la giustizia. L’avvocato Gaetano Pecorella, parlamentare Pdl, ha ammesso candidamente che la prescrizione breve è fatta per Berlusconi.

«E la cosa mi ha impressionato non poco, tanto più che si tratta di un’affermazione fatta non da un pasdaran del premier, ma da un apprezzato protagonista che anche qui  ha esposto delle tesi interessanti».

Il pm di Milano, Francesco Greco, è stato invece molto duro definendo incostituzionale la prescrizione breve e parlando di una riforma con cui «si vuol passare da mani pulite a mani libere». Condivide?

«I giudizi di Greco fotografano la realtà delle cose. La riforma della giustizia non è altro che un tentativo di rivincita di Berlusconi sulla magistratura. Per questo la nostra posizione deve essere netta, con la massima determinazione dei democratici nell’evitare che il provvedimento vada avanti».

Sono state diffuse anche delle interessanti rilevazioni effettuate dall’Ipsos di Nando Pagnoncelli. Gli italiani pensano che il peggio della crisi debba ancora venire e solo uno su 10 ritiene positiva la situazione economica. In un Paese normale l’opposizione vincerebbe anche con il cavallo di Caligola.

«Beh, quando sarà il momento ci presenteremo davanti agli elettori con qualcosa di ben più consistente… In ogni caso i sondaggi già adesso parlano chiaro. Qualunque sia la coalizione comprendente il Pd, è destinata a prevalere sul centrodestra. Questo Berlusconi lo sa benissimo, e non a caso la parola elezioni è scomparsa dal suo vocabolario».

La statistica non fa sconti neanche al Pd. Molti dei suoi elettori affermano che non esiste una reale alternativa a Berlusconi.

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