Il Premier è il solito illusionista ma stavolta nessuno ci crede

Intervista di Enrico rilasciata a Paolo Russo, pubblicata su Il Mattino venerdì 6 maggio 2011

Stellette e mimetica, bulldozer e camion. Tornano i militari per scavare montagne di rifiuti. Non saranno proprio entusiasti i soldati dell’operazione «strade pulite», ma all’impropria funzione rispondono «obbedisco». Coro di polemiche, «manovra elettorale» l’accusa. E il Pd va giù duro. «Il solito Berlusconi, quello della bacchetta magica, che a una settimana dal voto si mette a fare l’illusionista». Enrico Letta, vice segretario del partito democratico nella metafora non usa mezzi termini.

Berlusconi prestigiatore?

«Siamo alle solite. Il gioco è riuscito altre volte, ma stavolta non sarà così, soprattutto a Napoli dove  le sue promesse hanno avuto i risultati che tutti vedono».

Il premier manda i soldati ma accusa anche le amministrazioni locali. In due anni nessun passo in avanti sul fronte degli impianti.

«Anche qui ci risiamo: scarica le colpe su altri. Il problema invece è proprio una seria assunzione di responsabilità, smettendola con i fuochi d’artificio. Mancava solo che annunciasse di aver comprato casa a Scampia e poi eravamo nello spartito Lampedusa. Dove i problemi sono rimasti. È il modello del populismo elevato all’ennesima potenza: scaricare responsabilità su altri , e colpire l’attenzione della gente, distinguendo sempre il suo ruolo come persona rispetto  alle reali responsabilità.

Cioè?

«Lui è a capo del governo. È il presidente del Consiglio dei Ministri. E deve assumersi le responsabilità del suo ruolo. I fuochi d’artificio di due anni fa non hanno prodotto effetti, altro che miracolo».

Quindi secondo lei è solo un’operazione elettorale?

«Illusionismo. E lo dimostra anche il decreto di oggi (ieri ndr). A una settimana dal voto ecco un altro provvedimento che ha a che fare con la casa, con la rinegoziazione dei mutui. Che poi i decreto non vada da nessuna parte come è accaduto con il piano casa rimasto poi impantanato. È il solito, insopportabile, modello».

Domani lei sarà a Napoli per un’iniziativa elettorale a sostegno di Morcone. I rifiuti, insieme alle «liste sporche» sono diventati i temi centrali della campagna.

«Con Morcone abbiamo fatto la scelta del migliore sindaco possibile per Napoli. Ha grande esperienza di amministrazione e grande capacità di “fare pulizia”. È una persona determinata, che non si lascia intimidire. È partito tardi per il caso delle primarie, ma alla fine sarà un vantaggio. La vicenda terminerà il 30 maggio al ballottaggio, e la sua candidatura continua a raccogliere consensi. Questo gli consentirà di arrivare lanciato  e con la freccia accesa in corsia di sorpasso negli ultimi giorni. Dobbiamo riconoscere che ha fatto un ottimo lavoro Andrea Orlando, dobbiamo essergliene grati».

Anche la crisi economica e in particolare la situazione del Mezzogiorno è centrale nella campagna elettorale. Su questo il governo ha varato una serie di interventi.

«Il “Def” e il Piano Nazionale Riforme di Tremonti sono documenti che postulano un governo di salute pubblica nei quali è scritto che gli obiettivi negoziati con Bruxelles non possono essere implementati da un governo che si regge sugli Scilipoti e sui nove sottosegretari che hanno  come obiettivo solo la sopravvivenza del governo».

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