Letta al TG3: “Ora abbassiamo gli stipendi dei parlamentari”

Lo slittamento di 24 ore della chiusura in Commissione degli emendamenti alla manovra è una notizia positiva. Si sta lavorando con il governo e credo che si troverà una soluzione per le tre questioni su cui stiamo facendo battaglia.
Primo: alzare la soglia di indicizzazione delle pensioni sull’inflazione.
Secondo: la fascia dei nati nel ’51-52 deve avere un aumento spalmato in scalini e non 6 anni di colpo.
Terzo: l’ICI. Bisogna che i monoproprietari non siano colpiti dalla tassa sulla casa, specie quelli con famiglia numerosa.
Oggi Bossi dichiara che il governo è quasi morto. Ricordo a lui e a tutti che, se siamo in queste condizioni, è anche perché la Lega ha tenuto in vita un esecutivo che ci ha portato quasi al fallimento. La realtà è che viviamo un’emergenza assoluta, drammatica. Che l’Italia abbia rischiato davvero il fallimento non lo hanno capito tutti. E quando uno Stato fallisce succede quanto sta avvenendo ora in Grecia: pensioni dimezzate, risparmi che non si ricreano, lavoro che svanisce. Una condizione insostenibile. Da quando si è insediato il governo Monti, invece, l’Italia non è più parte del problema. Siede piuttosto al tavolo di chi cerca una soluzione.
Sugli stipendi dei parlamentari la Commissione Giovannini deve fare in fretta. Aprile è troppo lontano, bisogna chiudere in qualche settimana. Per tornare a rendere credibili  le istituzioni, dobbiamo infatti dare subito un segnale agli italiani facendo sì che gli stipendi si adeguino alla  media europea.

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