L’Italia ce la farà anche senza gli aiuti europei

Intervista rilasciata da Enrico Letta al quotidiano tedesco Handelsblatt, pubblicata domenica 2 settembre  2012

Come giudica la situazione dell’Italia, secondo Lei il paese è tornato all’altezza degli occhi tra i partner in Europa?  Il vero spread dell’Italia l’anno scorso era tra guida politica e fondamentali economici (più solidi di quanto la debolezza politica facesse pensare). È stato decisiva l’azione del presidente della Repubblica Napolitano e Mario Monti ha riportato credibilità. Oggi l’Italia può dare il suo contributo a far uscire l’Europa dalla crisi e arrivare a tappe ravvicinate finalmente all’Europa federale. La crisi europea si risolve solo col passo finale verso gli Stati Uniti d’Europa. Nessun europeo da solo se la caverà in un mondo dominato dai Brics e dagli Usa. Certo non l’Italia, ma nemmeno la Germania.

L’Italia avrà bisogno di ricorrere agli aiuti della BCE? L’Italia non ha bisogno di ricorrere agli aiuti europei. Anzi l’Italia sta ora spendendo risorse proprie nell’ordine di decine di miliardi di Euro per dare il suo contributo agli aiuti europei a Irlanda, Portogallo, Grecia, Cipro e Spagna. Il problema e’ che lo spread non misura la realtà effettiva delle cose e genera conseguenze negative sulle finanze italiane. Non c’è motivo di economia reale perché oggi ci siano 400 punti base di differenza tra Italia e Francia per esempio.

Comincia a funzionare il cammino delle riforme del governo Monti nonostante le casse vuote e le tensioni sociali che stanno aumentano?  Le casse non sono vuote e le ultime aste dei titoli di stato sono andate molto bene cosi come i dati del gettito fiscale. Le riforme di Monti sono socialmente molto faticose ma oggi ci rendono credibili. Il nostro sistema pensionistico è oggi e per il futuro più rigoroso di quello tedesco e di quello francese!

Quale riforma è secondo Lei di assoluta priorità per il Paese? La riforma fiscale è improcrastinabile. Più durezza nella lotta all’evasione fiscale, meno tasse su chi investe e crea lavoro per i giovani e più tasse su chi tiene ferma la ricchezza.

Che cosa non funziona, quali sono i problemi? Il principale problema italiano rimane l’irrisolto divario Nord-Sud. Dalla Germania dovremmo importare la ricetta magica che ha applicato per l’integrazione est-ovest.

Ci saranno elezioni  già quest’anno? Siamo ormai alla fine della legislatura e votare a dicembre o a marzo cambia poco. Il vero tema su questo è cambiare la legge elettorale per ridare cosi potere di scelta effettiva ai cittadini, quel potere che era stato loro privato dalla precedente legge voluta dal Governo Berlusconi.

Secondo Lei, ci sarà un secondo governo Monti? Si andrà ad un confronto elettorale tra due progetti politici alternativi; centrodestra guidato da Berlusconi e centrosinistra guidato da noi del Pd attraverso il nostro segretario Pierluigi Bersani. Gli elettori decideranno. Son sicuro comunque che Monti non tornerà a fare il professore e avrà ruoli fondamentali nell’Italia dei prossimi anni.

Leggi l’intervista integrale sul sito di Handelsblatt

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