«Ma adesso Bersani è più forte»

Intervista rilasciata da Enrico a Carlo Bertini su «La Stampa» il 17/09/2010

«Mettersi a fare ora un concorso per il nome di chi può guidare l’alternativa a Berlusconi è un percorso sbagliato: prima viene il progetto per l’Italia, poi l’alleanza e solo poi la scelta del leader». Reduce da un comizio alla festa del Pd di Padova «dove tutti imploravano: non dividetevi, non dividetevi», Enrico Letta non nasconde di essere preoccupato per le conseguenze che le critiche di Veltroni possono produrre nell’elettorato.

Teme sia stata ormai ferita la Ieadership di Bersani?

«No, al contrario si è rafforzata, perché di fatto la minoranza del partito si è divisa in due ed una parte sostiene il segretario che dunque ora è più forte. E la sua è la leadership di un Pd che vuole essere guida di una coalizione che va costruita. E sarebbe un errore se il Pd abdicasse a questa ambizione. Se la perde, viene meno la sua ragion d’essere».

Ma Veltroni non è il solo a pensarla così: anche la Finocchiaro ha detto che non si scandalizzerebbe se venisse cercata una personalità esterna ai partiti.

«Io rovescio l’agenda: prima l’assemblea nazionale di Varese con il progetto per l’Italia, con la nostra idea alternativa di fisco, di sostegno alle piccole imprese, di scuola. Attorno a questo, costruire la coalizione con chi ci sta e poi insieme, con le primarie, deciderà chi sarà il leader».

Secondo lei che sbocco darà Veltroni al suo Movimento, insomma che intenzioni ha?

«Due giorni fa alla riunione del Coordinamento ha fatto un discorso molto costruttivo. Ma dico: attenzione, perché la trasposizione di quelle cose nel frullatore mediatico trasmette un solo messaggio. E cioè che appena si dividono Berlusconi e Fini, si divide anche il Pd. E questo il regalo più agognato dal premier come di mostrano le reazioni dei berlusconiani entusiasti per le uscite di Veltroni. Per il resto non voglio credere che vi sia il disegno di spaccare il Pd e distruggerlo. Continuo a sperare che la discussione interna ci aiuti e so bene che ci sono molte cose da migliorare. Però nella corteccia dell’opinione pubblica questo si traduce in un regalo immenso che Berlusconi non merita».

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