«Magistrati ineleggibili dove hanno lavorato». I paletti del Pd sulle liste

Una proposta di legge per far sì che i magistrati non possano candidarsi dove esercitano o hanno esercitato la propria funzione. È la proposta sottoscritta da Enrico, da Guglielmo Vaccaro (primo firmatario), da Andrea Orlando e Donatella Ferranti. Di seguito l’articolo de «Il Corriere della Sera», a firma Dino Martirano, che dà un quadro più dettagliato della questione.

La candidatura in Puglia con l’Idv del dottor Lorenzo Nicastro, il pm barese che ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex governatore Raffaele Fitto (Pdl), non è piaciuta all’Associazione nazionale magistrati: «Non sono opportune candidature nei luoghi in cui il magistrato ha esercitato la giurisdizione o è stato titolare di delicate indagini», avverte il presidente Luca Palamara. Tuttavia ? oltre alle vibrate proteste del centro destra (il deputato Francesco Paolo Sisto, l’avvocato di Fitto, parla di «scelta imbarazzante per i cittadini») ? ora scende in campo anche il Partito democratico che addirittura annuncia una proposta di legge ? firmata dal vicesegretario Enrico Letta insieme ai deputati da Andrea Orlando, Donatella Ferranti e Guglielmo Vaccaro ? che intende vietare alle toghe di candidarsi nella città in cui hanno esercitato le funzioni giurisdizionali.

Esattamente quello che ha fatto il dottor Nicastro ora difeso dal suo leader di riferimento, l’ex pm Antonio Di Pietro, che parla di « segnale di discontinuità con il passato». E anche il governatore uscente Nichi Vendola non ha dubbi: «Faccio il candidato presidente emi sono limitato a dire niente ladri; ho dimenticato di dire niente guardie ma io preferisco le guardie ai ladri». Questo dice il candidato presidente che ha vinto le primarie contro il dalemiano Boccia ma, a Roma, i vertici del Pd si sono subito mobilitati per mettere una toppa a una mossa di Di Pietro che ha creato non poco imbarazzo.

Ecco perché Enrico Letta ha chiesto subito al responsabile giustizia Andrea Orlando e al capogruppo in commissione Donatella Ferranti un’iniziativa legislativa ad hoc per limitare le candidature di giudici e pm: «E’ molto importante», spiega il vice segretario del Pd, «che l’Anm abbia preso le distanze perché queste sono scelte che si ritorcono contro la credibilità della magistratura». Ora, però si tratta di vedere quali saranno i limiti tracciati dalla proposta di legge del Pd: il distretto di corte d’Appello o l’intera regione? La prima ipotesi, per esempio, non vieterebbe al dottor Nicastro di presentarsi alle regionali pugliesi a Lecce. E questa sarebbe una soluzione a metà di un problema che esiste.

Il tema incompatibilità è da tempo all’ordine del giorno della VI commissione del Csm. Spiega il «togato» Giuseppe Maria Berruti: «Non è stato compiuto alcun illecito ma questo sistema non va. Perché nessun magistrato può pensare di capitalizzare in politica ciò che ha fatto da magistrato».

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