Non-scelta Terzo Polo è passo avanti importante

“La non-scelta del Terzo Polo, tenuto conto il percorso che ha fatto e da dove viene, la considero una scelta: la scelta di considerare prioritaria la necessità di far cadere il governo e bloccare questa maggioranza di centro-destra che sta guidando il paese. È un passo avanti importante”. È l’opinione di Enrico intervistato stamane da Radio Città Futura. “Il centro-sinistra sbaglierebbe a pensare, dopo questo voto, di aver raggiunto l’autosufficienza, perché non è così – aggiunge Enrico – soprattutto in alcune regioni del Mezzogiorno come la Campania e la Calabria. Per questo – afferma – è importante continuare questo percorso tra centro-sinistra e Terzo Polo. Non dobbiamo fare l’errore di preparare un’alleanza che governi con pochi voti di scarto, esposta a tutti i ricatti: c’è bisogno di un patto di governo solido, in grado di affrontare le emergenze di carattere economico e sociale del paese”. Ma Enrico  è scettico sulla possibilità che una vittoria di Pisapia a Milano apra una crisi di governo: “Mi sembra difficile che Berlusconi molli – spiega – vedo piuttosto un esito simile a quello del 2005-2006, quando il governo perse tutte le amministrative ma non riuscì a far altro che tentare di sopravvivere. Più che Berlusconi è la Lega che mi sembra molto attaccata al potere romano”. Le parole pronunciate ieri dal leader della Lega, Umberto Bossi, su Pisapia “suonano – aggiunge – come una conferma della linea Santanchè-Lassini, con la quale il centro-destra ha perso rovinosamente al primo turno”. “È la dimostrazione che c’è una grandissima confusione nel centro-destra – ha proseguito Enrico – perché la Moratti dice di aver cambiato linea e Bossi invece la scavalca sull’estremismo”. Secondo Enrico “da tempo nella Lega c’è un problema di leadership: si nota una confusione di linea, di indicazioni, uno zigzagare inconcludente – conclude – che lascia colpiti”.

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