Primarie antidoto contro il populismo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Intervista rilasciata da Enrico Letta a Massimo Degli Esposti, pubblicata su QN domenica 9 settembre 2012

CERNOBBIO (Como). Il vicesegretario Pd: «Il pericolo è il populismo. Io sto con Bersani»

LE PRIMARIE come antidoto all’antipolitica. Primarie «per la prima volta dall`esito incerto», primarie nelle quali «Bersani si mette a rischio, sfidando l`antipolitica sul suo terreno preferito, che è l`attaccamento alle poltrone». Perciò, conclude Enrico Letta, «io lo appoggerò». Parole dell`ex enfant prodige del Pd, l`uomo che fu ministro del governo D`Alema appena trentenne e che per età e moderazione ha poco da invidiare allo sfidante Matteo Renzi, da anni ospite fisso del Workshop Ambrosetti a Cernobbio. «Mi fa piacere aggiunge – che anche qui sia emerso il rischio di una delegittimazione democratica, e degli sforzi che tutti dovremo fare per scongiurarlo».

Bastano le primarie?
«No. Come ha detto Napolitano, e come il Pd pensa da tempo, è altrettanto importante una legge elettorale che tolga ai partiti il meccanismo di autoriproduzione del potere. Ma primarie vere come saranno le nostre di novembre sono una straordinaria arma per dimostrare che la democrazia sta con noi, mentre Grillo è un padrone. Sono pronto a scommettere che, dopo, il grilliamo dimezzerà i suoi consensi».

Questa ossessione per Grillo…
«Come abbiamo visto qui a Cernobbio, il vero pericolo è il populismo. Non importa di quale colore e con quali argomenti. Perciò aggiungo che a mio parere le primarie farebbero bene anche al Pdl. E faranno bene anche a Renzi che finalmente avrà l`opportunità di passare dalla fase della distruzione a quella della costruzione. Bersani gli ha dato questa opportunità, avrebbe potuto non farlo».

Sarà un bene anche per il Pd, oppure lo dilanierà?
«In questa landa desolata della politica italiana per due mesi finalmente si discuterà di programmi
e di alleanze. Sarà quindi una fase molto positiva per il partito che dovrà mettere in campo le migliori idee per il futuro».

Perché, allora, non si candida anche lei?
«Non voglio alimentare divisioni inutili. Come ho già detto, io sono con Bersani».

Vincerà?
«I sondaggi sono molto incerti. Io mi auguro che vinca Bersani, ma sono altrettanto convinto che Renzi potrà giocare un ruolo molto importante all`interno del Pd, che è la sua casa. Anche per questo non sto con chi lo demonizza».

Si parlerà anche di alleanze…
«Per me gli interlocutori restano Vendola e Casini, entrambi forti e credibili. Ho apprezzato molto il recente lavoro di Casini per mettersi al centro di una politica di chiaro stampo europeo».

Qualunque sia la legge elettorale?
«Dico che in ogni caso le alleanze vanno definite prima del voto affinché gli elettori sappiano in partenza chi si candida a governare il Paese».

Sulla base dell`agenda Monti, sollecita Napolitano…
«Certo, gli impegni assunti con l`Europa vanno rispettati. Ciò non vuol dire commissariare il prossimo governo. Per questo dico che l`Italia deve salvarsi da sola, senza chiedere aiuti alla Bce. Così il futuro governo Bersani avrà la sovranità per aggiungere all`agenda Monti, più speranza e più sociale».

Un Monti-bis, come tutti chiedono qui a Cemobbio?
«Qui l`anno scorso si fecero le prove generali del governo Monti. È naturale che questo mondo continui a invocarlo. Ma come ha detto Napolitano, è fondamentale ridare fiducia agli elettori, ribadire che a scegliere sono loro, non i salotti buoni. Se poi dopo le elezioni ci troveremo di nuovo in una condizione straordinaria, si adotteranno soluzioni straordinarie».

Il suo bilancio di due giorni di dibattito?
«Oltre al fortissimo intervento di Napolitano, voglio citare il consenso unanime per l`opera di Mario Draghi che facendo assomigliare la Bce alla Fed, fa assomigliare l`Unione europea agli Stati Uniti. Poi mi ha impressionato Romano Prodi, consegnandoci un grande progetto di rilancio dell`industria italiana. Direi che torno a Roma con una speranza in più».

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