Primarie? È ipocrisia, Berlusconi si ricandida

Per Enrico c’è dell’ipocrisia in coloro che “in queste ore stanno magnificando le sorti del Pdl post-berlusconiano” parlando di rinnovamento e primarie. Perché è un Popolo della Libertà “che non c’è. Il Pdl è Berlusconi, è proprietà privata di Berlusconi”.

“Con tanta enfasi – ha aggiunto a margine di un incontro sulla manovra economica, organizzato dal Pd lombardo al grattacielo Pirelli – i rappresentanti del Pdl stanno parlando in questi giorni di rinnovamento e di primarie. Ma di che cosa stanno parlando se è chiaro a tutti che Berlusconi sta lavorando a una sua candidatura alle prossime elezioni politiche?”.

“Siamo oltre la follia e anche l’ipocrisia che riguarda tutti coloro che in queste ore stanno magnificando le sorti del Pdl post-berlusconiano che non c’è perché il Pdl è Berlusconi, è proprietà privata di Berlusconi. Questa è l’immagine che il Pdl sta dando di sé”.

“Il governo deve andare a casa – ha proseguito – e ci deve essere al suo posto un governo di responsabilità nazionale guidato da un’alta personalità che faccia uscire l’Italia dalle secche. Noi chiediamo che sia il governo a dimettersi perché un governo non può andare avanti con un premier e un ministro dell’Economia che sono al divorzio. Crediamo sia insostenibile questa situazione ed è insostenibile soprattutto l’atteggiamento del presidente del Consiglio che sottovaluta la crisi che il nostro Paese sta vivendo”.

“L’uscita di Berlusconi da Palazzo Chigi e la sostituzione con un governo con tutte le forze politiche responsabili impegnate varrebbe 100 punti di spread, cioè migliaia di euro per le famiglie italiane e le casse pubbliche”.

“Il rapporto tra Berlusconi e la Lega è un rapporto abnorme, malato, incomprensibile perché la Lega si sta suicidando per tenere in vita Berlusconi. Ci si chiede sinceramente – ha concluso Enrico – che cosa ci sia di politico in tutto questo e i dubbi sul fatto che la natura di questo rapporto non sia di natura politica sono dubbi così evidenti che diventa molto difficile pensare diversamente”.

Enrico si sofferma anche sulla situazione lombarda. Per far ripartire il Paese e la Lombardia – dice – “c’è bisogno di persone che interpretino il ruolo di guida come una missione, 24 ore al giorno. Invece abbiamo un premier che, come dice lui stesso, fa il premier a tempo perso e un presidente della Regione locomotiva d’Italia che anela a occuparsi d’altro. Noi vogliamo denunciare questo stato di cose”, indirizzando una stoccata al governatore Roberto Formigoni: “Non pensi di salvarsi da questa situazione chiedendo le primarie nel Pdl. Alle scorse elezioni, si è candidato alla presidenza della Regione per cinque anni, ci aspettiamo da lui che si occupi di questo e non pensi ad altro”.

Secondo Enrico, inoltre, in questa situazione di crisi “in cui i 60 giorni che abbiamo alle spalle hanno inciso più di quanto abbiano fatto i 60 mesi precedenti”, anche “la politica deve fare la propria parte”. “Insieme ai rappresentanti della società, dell’imprenditoria e del sindacato, la politica si deve assumere la responsabilità di riflettere e, poi, di agire”.

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