Pronti alla responsabilità sulla manovra

Intervista rilasciata da Enrico a Francesco Riccardi, pubblicata sull’Avvenire, domenica 10 luglio.

“Da venerdì con l’attacco ai mercati è cambiato tutto. Questa è l’ora della massima responsabilità e noi siamo pronti a fare la nostra parte. Se il governo rinuncia al ricorso alla fiducia possiamo concordare alcne fondamentali modifiche e far approvare velocemente la manovra dal Parlamento. Enrico Letta, vicesegretario del PD, non nasconde la preoccupazione per il rischio che l’Italia sta correndo – “siamo tornati con i PIGS allineati come rischio alla Spagna e con un livello di spread dei titoli pubblici simili a quello che un anno fa avevano Portogallo e Grecia”- Senza però rinunciare a chiedre le dimissione del Governo: “Un minuto dopo il sì alla manovra Berlusconi deve salire al Quirinale per dimettersi perché la responsabilità di questa situazione è sua. Se questo passo non è esplicato il confronto è impossibile.

Onorevole Letta, avete giudicato molto negativamente il decreto sui conti pubblici. Fin dove assicurate la vostra disponibilità?

Il giudizio negativo resta. Una manovra triennale come questa che incide assai poco sul 2011-12 e moltissimo sul 2013-14 richiederebbe già di per sé un confronto con l’attuale opposizione, che un domani potrebbe trovarsi a governare. A maggior ragione ora diciamo all’esecutivo ‘mettete da parte il ricorso alla fiducia, che fatalmente annulla tutti gli emendamenti, concordiamo alcune modifiche necessarie e poi garantiamo l’approvazione del provvedimento in tempi brevi. Se c’è la volontà politica il risultato si raggiunge.

Per farlo, siete disponibili a fissare un incontro tra il premier e Bersani, magari già lunedì?

Non è necessario, in realtà. La manovra è in Parlamento e lì si possono fare confronto e accordo. Martedì presenteremo i nostri emendamenti al decreto, che possono essere la base della discussione. Responsabilità oggi significa dire all’Europa e agli investitori internazionali: ‘qualunque governo verrà dopo questo, manterrà la linea di rigore sui conti pubblici, centrerà gli obiettivi di pareggio e cercherà di favorire la crescita economica?: ecco il nostro impegno.

Quali sono i primi tre punti della manovra da modificare?

L’imposta sui depositi titoli. Sui depositi titoli. Non si può tassare allo stesso modo l’anziano che ha messo da parte 10mila euro di azioni e lo speculatore che compra e vende titoli per centinaia di migliaia di euro. Serve una maggiore equità e progressività di tutte le imposte. E poi le norme sulle pensioni. Premettendo che qualsiasi intervento sulla previdenza si può compiere solo dopo che siano stati superati i sistemi vitalizi dei parlamentari. Infine, i tagli agli enti locali che vanno radicalmente rivisti.

Allora non avete più come priorità assoluta le dimissioni del governo?

È evidente che con la manovra da convertire e un attacco speculativo in atto, mettere al sicuro i conti pubblici diventa prodromico al cambiamento di pagina politica. Noi crediamo che il Parlamento debba approvare la manovra con le modifiche necessarie e poi un minuto dopo il premier dovrebbe salire al Colle per rassegnare le dimissioni.

Perché siano indette subito nuove elezioni o per dar vita a un governo tecnico?

Ci fidiamo delle valutazioni che compirà Napolitano sentendo tutte le forze politiche. La nostra prima scelta rimangono le elezioni. Anche perché liti continue e l’assoluta mancanza di prospettiva di questo governo sono la causa principale degli attacchi speculativi. È ora di cambiare completamente pagina.

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