Questo PD gioca all’attacco

Intervista rilasciata da Enrico Letta a Maria Zegarelli, pubblicata su l’Unità, giovedì 13 dicembre 2012. “Dobbiamo giocare all’attacco fino al giorno delle elezioni”.

«Dobbiamo giocare all’attacco fino al giorno delle elezioni». Enrico Letta pensa positivo, non si lascia spaventare dai tempi ristrettissimi e dalla complessità di questa nuova prova a cui il Pd sta per sottoporsi. Usa metafore calcistiche e dice che per rilanciare la partita i democratici devono puntare alle parlamentarie, partecipazione democratica dal basso per decidere quali dovranno essere i parlamentari del proprio partito. Pochi giorni per decidere tutto: regole, deroghe, quote da destinare alla segreteria… «Lo so, è un`impresa enorme, stiamo chiamando i nostri militanti ad uno sforzo pazzesco, ma questa è la strada giusta», commenta il vicesegretario PD mentre in Transatlantico i capannelli di deputati in allarme non si contano.

 

Un`agenzia di stampa titola: «Primarie, panico in Transatlantico». Verissimo. Letta, molto entusiasmo intorno alle primarie ma anche una certa preoccupazione da parte di alcuni suoi colleghi in Parlamento. «Non dobbiamo avere paura di aprirci al nostro popolo. Noi abbiamo deciso di giocare all`attacco anche questa fase cruciale della campagna elettorale, è questo il tema di fondo. Siamo usciti dalle primarie Bersani-Renzi con un grande vantaggio politico, oggi però il nuovo Berlusconi, la discussione attorno ad un maggiore impegno di Monti in politica, Grillo che avanza, rischiano di spostare l`attenzione e di logorare il vantaggio che abbiamo acquisito. Non possiamo pensare di fare quest`ultima parte del match in difesa e rischiare di ritrovarci il giorno delle elezioni con sorprese amare. Dobbiamo imporre il nostro gioco fino al giorno del voto».

 

Eppure le perplessità sui tempi ci sono. Le sembrano ingiustificate di fronte ad una campagna elettorale che non potrebbe durare più di una settimana? «Sappiamo che sarà difficile affrontare questa ulteriore prova, che dobbiamo chiedere ai militanti uno sforzo enorme, ma quale sarebbe stata l`alternativa? Liste bloccate decise dalla segreteria di partito? Se lo immagina quello che sarebbe successo? La decisione che abbiamo preso mi sembra la migliore: lasciamo che siano i nostri elettori a decidere chi dovrà andare in Parlamento, dal momento che la legge elettorale non è stata modificata. E questo farà bene a tutti: finalmente ci saranno parlamentari pienamente legittimati durante la prossima legislatura. Chi sarà eletto sarà un parlamentare vero, non “dimezzato” come ci si poteva sentire durante l`attuale legislatura. Questo ci darà una grande forza rispetto agli altri partiti che invece decideranno tutto nelle proprie sedi con il criterio “degli amici degli amici”».

 

C`è chi, come i renziani, critica la data. Praticamente a Capodanno. Non temete un flop? «Sono convinto che i nostri elettori verranno ai gazebo ed esprimeranno le loro preferenze. Non credo che in un momento di tale emergenza per il Paese il PD possa preoccuparsi per le festività. I tempi, d`altra parte sono questi: se si vota il 17 febbraio le liste si devono presentare tra il 10 e il 13 gennaio, non abbiamo grandi margini per le primarie. Per noi la priorità era e resta, lo abbiamo sempre detto, dare la parola agli elettori per scegliere i candidati dal momento che l`attuale legge elettorale non lo consente».

 

Le deroghe sono un tema piuttosto caldo. Come vi regolerete? «Noi abbiamo un faro: il nostro Statuto, che al riguardo è molto preciso. Lunedì la direzione varerà le regole alla luce di quello che prevede la nostra “Costituzione”. In quella sede si decideranno anche le deroghe, in assoluta trasparenza perché questo è il metodo migliore. Il PD sta assumendo sempre più quel profilo di cui ha parlato Alfredo Reichlin due giorni fa su l`Unità, “il partito della nazione”. Noi stiamo applicando quell`idea che è l`unica vincente».

 

Primarie di PD e Sel nello stesso giorno. Si può fare? «È una scelta intelligente e Nichi Vendola ha fatto bene a seguire la nostra decisione. Sarà un bagno di democrazia e partecipazione per i nostri rispettivi partiti e per la coalizione».

 

C`è accordo sulla platea di elettori? «Dire proprio di sì. Sarà all`incirca la stessa delle primarie del 25 novembre ma stavolta potranno votare anche gli iscritti al PD che non risultano nell`Albo della coalizione del centrosinistra. L`elettorato passivo non potrà che essere rappresentato dagli iscritti al nostro partito, oltre ad una quota, che verrà stabilita lunedì, riservata alla società civile anche al di fuori del PD».

 

È la vostra risposta all`antipolitica e alle parlamentarle di Grillo? «Credo che nella giornata di oggi ci siano state due notizie politicamente rilevanti: la frase di Grillo, “chi pensa e dice che sono antidemocratico lo caccio”, che è una frase di per sé antidemocratica, e il PD che mette i propri seggi parlamentari nelle mani dei suoi elettori. Noto un particolare nervosismo in questi giorni da parte di Grillo e credo dipenda dal fatto che ha capito che il PD sta giocando d`attacco mentre lui ha qualche problema a convincere la sua stessa base sulla reale democrazia che esiste nel Movimento 5 Stelle».

 

l giovani turchi chiedono ai big di sottoporsi alle primarie. «Per quanto mi riguarda non ci sono problemi. Sarà la direzione a valutare cosa sarà meglio fare».

 

Lei che è un montiano convinto, ritiene che il premier dovrebbe scendere in campo? «Monti sceglierà in piena autonomia cosa fare. Il PD ha fatto le primarie di coalizione per scegliere il proprio candidato alla Presidenza del Consiglio e si chiama Pier Luigi Bersani».

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