Sacrifici e niente riforme. Federalismo è già morto

Intervista rilasciata da Enrico a Maria Zegarelli, pubblicata su «l’Unità» di mercoledì 26 maggio.

Nessuna posizione pregiudiziale sulla manovra, discuteremo sul merito delle misure, ma la condizione posta da Pier Luigi Bersani resta: «Silvio Berlusconi deve metterci la sua faccia». Enrico Letta, numero due del Pd, dopo aver parlato con i sindacati e le associazioni degli imprenditori, sia grandi che piccoli, segna il confine del dialogo con la maggioranza.

Dopo due anni il governo ammette che c’è la crisi e chiama il Pd al senso di responsabilità. Pronti al confronto?

«Per ora siamo di fronte ad annunci, alcuni dei quali di pura propaganda e, come ci ha insegnato il passato, spesso dietro i loro annunci si nascondono diavolerie. Noi non abbiamo un atteggiamento pregiudiziale, discuteremo nel merito tenendo fermi due punti: il richiamo del presidente della Repubblica al senso di responsabilità e la denuncia verso le politiche di questo governo che per due anni ha negato la crisi e oggi scopre una realtà completamente diversa».

Napolitano ha richiamato anche all’equità delle misure. Da quello che emerso è una manovra equa?

«Da quello che sappiamo finora emerge la previsione di un condono mascherato e già questo basta per farci emettere un giudizio negativo. L’altro aspetto che emerge è che oggi ammettono quello che noi del Pd diciamo da due anni per quanto riguarda il fisco: hanno smantellato una serie di norme che contrastavano l’evasione fiscale e oggi sono costretti ad annunciare un cambio di rotta. Berlusconi, di fatto, rilancia le norme di Padoa Schioppa e Visco. Detto questo, la manovra, affannosa, è priva di riforme strutturali che sono indispensabili, a partire da quelle del fisco, del welfare e degli ammortizzatori sociali. Napolitano ha giustamente invitato a varare misure eque ma fino ad ora si parla di un blocco degli stipendi dei lavoratori dipendenti e di condono. Non ci vedo nulla di equo».

Come vanno d’accordo lotta all’evasione e condono edilizio?

«Non vanno d’accordo, sono due segnali contrapposti».

Gli amministratori degli Enti locali dopo l’incontro a Palazzo Chigi hanno definito insostenibili i tagli previsti. Un colpo al federalismo?

«La verità è che con questa manovra si decreta la morte del federalismo fiscale e la Lega farebbe bene a non sottovalutare questo aspetto. È inimmaginabile costruire un percorso al federalismo fiscale alla luce di questi pesanti tagli annunciati proprio per gli enti locali».

Gianni Letta ha evocato lo spettro della Grecia…

«Quello che oggi chiede sacrifici è lo stesso governo che ha tolto l’Ici sulla prima casa alla parte più ricca della popolazione. Siamo a questo punto a causa di una grave sottovalutazione della crisi e davanti a cifre non esatte perché questa manovra non sarà di 24 miliardi ma di 36».

Come 36 miliardi? Che vuol dire?

«I dodici miliardi di questo anno essendo strutturali si ripeteranno anche l’anno prossimo e quelli successivi. Quindi nel biennio saranno 24 ai quali ne aggiungeranno altri 12 nel 2011. Una manovra così imponente rende ancora pi marcata la sottovalutazione nei mesi scorsi della situazione economica. Solo una settimana fa Berlusconi parlava di ottimismo».

Bersani insiste: Berlusconi deve metterci la faccia o niente dialogo.

«Ha ragione. Berlusconi non può parlare di altro e spandere ottimismo mentre le misure drastiche sono lasciate a Tremonti e all’opposizione. Questo è un atteggiamento inaccettabile: il confronto può avvenire soltanto con un presidente del Consiglio che mette la propria faccia accanto alla parola sacrifici».

La maggioranza sta chiedendo anche a voi dl metterci la faccia.

«Il loro non mi sembra un atteggiamento di apertura al confronto. Mi auguro che non vogliano mettere la fiducia sulla manovra, se poi pensano di poter fare da soli facciano pure e se ne assumano la responsabilità, come per i gravi errori commessi fino ad ora».

Il Pd riuscirà ad avere una posizione unitaria in parlamento, considerato che già adesso ci sono sfumature diverse a partire da Follini?

«Discuteremo nel merito delle questioni e alla fine faremo di tutto perché il Pd sia unito».

L’Idv annuncia intransigenza, Casini invita al senso di responsabilità. Opposizione divisa sulla manovra?

«Cercheremo di avere contatti con l’Italia dei valori e l’Udc, l’auspicio è che tutta l’opposizione parli una lingua la più simile possibile. Noi non perdiamo di vista neanche per un attimo la situazione internazionale e la necessità di tenere sotto controllo i conti pubblici, con questo spirito affrontiamo una discussione nel merito delle misure che il governo vorrà adottare, ma come Pd ci batteremo per il rispetto delle regole e per un principio di equità che non può venire meno, soprattutto ora. Il governo, da parte sua mostri responsabilità avviando le riforme strutturali non più rinviabili».

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