Schifani faccia mea culpa

«Schifani faccia un pubblico mea culpa sulla vicenda del sen. Di Girolamo. Il presidente del Senato oggi si straccia le vesti, ma non mi risulta che abbia biasimato la maggioranza di centrodestra quando lo salvò». Lo ha detto Enrico, ricordando che l’anno scorso la maggioranza Pdl-Lega «respinse in modo compatto, con Schifani a presiedere l’aula, la posizione della giunta per le autorizzazioni e le immunità».

«Il centrodestra scopre adesso chi è il sen. Di Girolamo. Scopre che è stato candidato dal Pdl e che Pdl e Lega lo hanno salvato quando la frode documentata della sua elezione e la richiesta di arresto furono respinte con sdegno. La maggioranza fa finta di non conoscerlo, dimenticando che l’anno scorso ne operò il salvataggio». Enrico ha definito «inquietante la situazione del Paese, dove la corruzione e gli atteggiamenti disinvolti sono diventati la regola».

«La corruzione è la piaga del Paese, ma l’Italia si riprenderà se eviteremo di cadere nell’immagine devastante di Paese corrotto che ha sulla stampa internazionale», ha sottolineato Enrico che ha rilanciato la sua proposta di «una sessione parlamentare di Camera e Senato che prenda le mosse dalla relazione del presidente della Corte dei Conti sulla corruzione triplicata» e ha sfidato il governo ha ritirare il ddl sul processo breve: «Ritirino il disegno di legge pro-corruzione che, con uno slogan da campagna elettorale, hanno chiamato processo breve. Non accettiamo di essere presi in giro – ha concluso. Gli italiani non accettano di essere presi in giro».

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