Se non ce la fanno

Articolo di Enrico pubblicato su Europa del 17 luglio 2010

L’ultimo caso è quello della Consob. L’organo di sorveglianza sui mercati finanziari, il luogo cruciale per la difesa dei risparmiatori e il corretto funzionamento del sistema è senza guida da venti giorni. Il Pd ha denunciato in questa settimana la questione in parlamento. Ultimo capitolo della lotta senza esclusione di colpi che divide palazzo Chigi e ministero dell’Economia.
Ormai esistono due governi. Uno guidato da Berlusconi, l’altro da Tremonti. Vanno avanti ognuno per conto suo, su strade antitetiche. Poi quando la forma e la sostanza li obbligano a dover concertare decisioni, scoppia il caso.
E, o vince Tremonti o tutto si impanta. La manovra è stato uno di questi casi. Ha vinto Tremonti su tutta la linea. Non ha concesso nulla di sostanziale al sistema delle autonomie locali sul quale principalmente viene scaricata la parte dei principali sacrifici. E questo nonostante il capo dell’altro governo, Berlusconi, si fosse speso per una soluzione meno traumatica. E sul maxiemendamento decisivo alla manovra, come sfregio finale, quello sulle quote latte, il vincitore ha anche accontentato, o finto di accontentare, Bossi, che fa parte del governo Tremonti contro Galan e Frattini, pilastri del governo Berlusconi.
L’altro caso che si trascina da tre mesi è quello dell’altro ministero economico, che dopo aver perso il ministro con le dimissioni di Scajola, si sta liquefacendo, smembrato per togliere definitivamente di mezzo i residui problemi di concorrenza col ministero dell’Economia. Infine il caso Consob. Altrettanto grave. Mai accaduto che l’Italia fosse priva della guida dell’organo che svolge un ruolo cruciale, in particolare in questo periodo di crisi finanziaria. Il Pd ha da giorni messo formalmente in mora il governo in Parlamento su questo tema. I più autorevoli commentatori stanno denunciando il caso. Dai due governi il silenzio. Frutto dell’ennesimo scontro tra linee diverse e antitetiche, come la vicenda del tentativo, poi abortito, di prorogare il presidente uscente Lamberto Cardia lascia intuire. A meno che entrambi i governi questa volta si siano trovati d’accordo sulla peggiore linea possibile; il soffocamento del ruolo delle Autorità indipendenti. Non è la prima volta che questi tentativi emergono. L’Autorità per l’energia e il gas ha rischiato più volte di saltare su emendamenti di maggioranza più o meno autorizzati dal governo. E lo stesso clima si respira sul tema dell’acqua e dei trasporti dove l’assenza di un’Autorità nuoce gravemente ai cittadini e al sistema tutto.
La Consob non può più aspettare. I due governi si riuniscano lunedì e tra i vari nomi che sono papabili ne scelgano uno senza perder tempo. Noi non molleremo la presa. Come non l’abbiamo mollata su Brancher e Cosentino, per intenderci.
Se viceversa tutto rimarrà fermo sarà l’ennesima dimostrazione che Berlusconi non è più in grado di guidare il paese. E dovrà passare la mano. Le soluzioni che il capo dello stato a quel punto individuerà e che noi concorreremo a sostenere saranno in condizioni di far uscire l’Italia da questa insostenibile situazione di degrado.

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