«Sì a un’altra compagine ma non nel perimetro Pdl»

Intervista di Enrico rilasciata a Lina Palmerini, pubblicata su «Il Sole 24 Ore» il 4 dicembre 2010

Siamo al 14 dicembre, Berlusconi viene sfiduciato, il Pd cosa chiede al Colle?

Di costruire un governo sul modello Ciampi’93, o meglio, un super-Ciampi visto che oggi la situazione, dal punto di vista economico, è molto peggio. Siamo in piena tempesta finanziaria e già due sono statele vittime Grecia e Irlanda – ora tocca al Portogallo mentre i prossimi sulla lista sono Spagna e Italia. In questo quadro non possiamo permetterci lo scioglimento anticipato delle Camere e cinque mesi senza governo. A maggior ragione con lo spread tra i nostri titoli e i bond tedeschi che aumenta e, soprattutto, con l’Europa che si appresta a varare nuove regole – più stringenti – sui debiti pubblici E l’Italia sarà la prima a cui si chiederà il rigore.

Dunque un governo Draghi o Monti?

Non faccio nomi, non spetta a me. Dico solo che avremo bisogno di un governo di responsabilità nazionale, di taglio europeo, fortemente orientato alla salvaguardia economica e finanziaria del Paese. Questo è il modello a cui, certo, non basterà una maggioranza di 317 voti.

Come si trasforma la maggioranza numerica dei 317 in una maggioranza politica?

Con l’uscita di Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi. II passo indietro del premier o un voto di sfiducia, libererà quella parte più sensata e responsabile del Pdl che parteciperà a una nuova fase politica catalizzando in Parlamento ulteriori consensi per un nuovo governo.

E se il governo dovesse restare nel recinto del Pdl? Letta, Tremonti o Pisanu: il Pd chi voterebbe?

Non penso possa decollare un Governo limitato a quei confini né, credo, che l’esito di Enrico Letta «Servirebbe un superCiampi, un modello di responsabilità nazionale per cui non basterebbero 317 voti a Montecitorio» questa crisi possa risolversi dentro il peri-mento del centro-destra. Per capirci, non può nascere un Governo Berlusconi ma senza Berlusconi C’è bisogno di una maggioranza ampia e solida e di un Esecutivo in grado di rassicurare i mercati per affrontare l’emergenza economica e le prossime tappe che ci imporrà l’Europa con le nuove regole di governance.

E se il premier avrà la fiducia? Come ne uscirebbe ilPd?

Quando si tratta di Silvio Berlusconi non si può mai vendere la pelle dell’orso prima del tempo. Come si vede in queste ore, lui non mollerà e cercherà di trascinare tutti nel baratro. Ma, ripeto, noi guardiamo a quella parte del Pdl più responsabile per cambiare fase. Come ne uscirebbe il Pd conta poco rispetto a quanto costerebbe al Paese l’instabilità di questo Governo e un voto anticipato.

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