Siamo l’unica alternativa alla crisi della politica

Intervista rilasciata da Enrico Letta a Maria Zegarelli, pubblicata su l’Unità martedì 22 maggio 2012

Ha appena concluso la diretta negli studi del Tg1 e sta per entrare in quelli de La7. Enrico Letta, vicepresidente del partito democratico, risponde al telefono e commenta: «Ha sentito? Adesso vogliono far passare il messaggio che queste elezioni sono andate male per tutti tranne che per Grillo». Al Tg3, ha appena finito di dire che è Pier Luigi Bersani il candidato premier naturale del centrosinistra alle politiche del 2013. Una risposta, questa, diretta soprattutto al primo cittadino di Firenze, Matteo Renzi, tornato a chiedere le primarie ad ottobre.

Anche lei come Bersani ritiene che il Pd le abbia vinte senza se e senza ma, a parte Parma e Palermo? «Non è che lo diciamo tanto per dire: ci sono i risultati, lì, sotto gli occhi di tutti e ha ragione Bersani a rivendicare questa vittoria. Su 177 Comuni il centrosinistra vince in 92. La Lega perde sette ballottaggi su sette e il Pdl si è spappolato, eppure è in corso un tentativo di raccontare una verità diversa. Vogliono accomunarci al Pdl nel crollo della politica: non è così, noi siamo l’alternativa come dimostrano i risultati in tantissimi Comuni».

Il punto è che fa notizia la vittoria del candidato del Movimento 5stelle a Parma.
«Non dobbiamo assolutamente sottovalutare quello che è successo a Parma ma quel dato non può cancellare il risultato generale. Parma è un brutto campanello di allarme sul quale dobbiamo riflettere tutti e non soltanto il Pd».

Ma si può ancora affermare che quello ai grillini è solo un voto di protesta o è un fenomeno un po’ più complesso di così?
«Non sottovaluto il Movimento5stelle e resto convinto, non lo dico da oggi, che ci sono delle risposte che vanno date subito: cambiare la legge elettorale, restituendo la possibilità ai cittadini di scegliere i parlamentari; dimezzare i finanziamenti alla politica ed emanare quanto prima la legge sulla corruzione. Se non facciamo subito queste cose Parma rischia di diventare l’Italia. Non è un caso che da tempo Bersani chieda di intervenire in questo senso. Quanto all’analisi del voto su Parma va sottolineato che in quella città gli elettori di centrodestra hanno votato Grillo e non il nostro candidato e anche questo non è un bel segnale».

Grillo sul suo blog ricorda che i suoi candidati hanno vinto facendo campagna elettorale con 6mila euro. Non sarà anche questo un modo di fare politica che piace sempre più agli elettori?
«In quanto a sobrietà il Pd non ha nulla da imparare da alcuno e meno che mai da Beppe Grillo. Tutti i nostri militanti che tengono in vita le feste del Pd sono la dimostrazione che siamo un partito che vive di partecipazione e del volontariato di tante persone per bene. Poi, non c’è dubbio che i cittadini in questo momento chiedono sobrietà e non a caso hanno punito il Pdl e la Lega ma anche in questo caso inviterei a non generalizzare e a fare delle distinzioni».

Perde la Lega e perde il Pdl. Per il Pd quali sono le indicazioni che arrivano da queste elezioni? Grillo dice che dopo Stalingrado punta a Berlino, cioè le politiche.
«Il primo tema fondamentale, ripeto, è la legge elettorale anche se mi rendo conto che può sembrare un argomento “politichese”. Se non la cambiamo il rischio è che cresca l’antipolitica e non ce lo possiamo permettere. Quanto a noi del Pd dobbiamo subito mettere in campo il progetto dell’alternativa puntando sui grandi contenuti, penso ai temi dell’Europa, del lavoro, della cultura, della crescita e dei giovani. Abbiamo fatto un ottimo lavoro in questi mesi, adesso è il momento di tirare le fila e delineare il Paese che vogliamo».

Il sindaco di Bari, Emiliano, in realtà è convinto che quello che serve sia la lista civica nazionale. Che gli risponde?
«Alleati e alleanze anche non tradizionali credo che possano essere utili e positive, non ci vedo niente di male, ma preferirei non affrontare il tema dei contenitori, perché il vero tema sono i contenuti. C’è l’assemblea di luglio e lì dovremo presentare il nostro progetto, un messaggio forte per il Paese in grado di restituire fiducia e speranza al Paese e dopo queste elezioni la responsabilità che abbiamo è ancora più grande».

Renzi rilancia le primarie a ottobre. Alla luce dei risultati delle primarie su queste amministrative, che valutazione fa?
«Consiglierei di fermarci a commentare i risultati di queste amministrative: Bersani si conferma come l’unico candidato premier. Questo risultato elettorale, che è molto significativo, consolida la sua candidatura perché il prossimo governo ruoterà attorno all’unica grande forza politica che oggi esiste in Italia, il Pd. Non c’è nessuna altro partito che cresce in maniera considerevole, il Pdl non c’è più, la Lega ha perso lì dove aveva consolidato negli anni il suo consenso elettorale. Siamo noi il perno attorno al quale si dovrà costruire l’alternativa e il nostro segretario è il candidato migliore».

Renzi non mollerà sul punto. Non crede che prima o poi il tema vada affrontato?
«Il Pd è un partito nel quale la discussione interna non è mai mancata. Ci sono le sedi e i momenti in cui farlo, lo faremo se questo è quello che verrà chiesto. Ma questo non mi sembra il momento di discutere della premiership».

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