Un nuovo governo entro Ferragosto. Il Pd è pronto

Intervista rilasciata da Enrico a Maria Zegarelli pubblicata su l’Unità venerdì 5 agosto

«È stata la giornata più drammatica che l’Italia abbia vissuto negli ultimi anni. La giornata in cui si è definitivamente chiarito che non è un’ossessione delle opposizioni ma un fatto che ormai ha assunto carattere europeo: le dimissioni di Silvio Berlusconi sono diventate la priorità per il Paese». Enrico Letta, vicesegretario Pd, a conclusione di un giovedì nero per le borse europee e per quella italiana ancora di più, traccia la linea da cui ripartire. C’è bisogno di un nuovo governo. Subito, entro ferragosto, «un SuperCiampi» perché oggi, spiega, l’Italia rischia come mai prima.

Le borse vanno in tilt Milano più delle altre. Che cosa sta succedendo?

«Quello che è accaduto alle borse è strettamente legato al discorso del premier dell’altro giorno alle Camere. Il tonfo italiano in borsa, si parla di un meno 6% e le borse europee in difficoltà dimostrano come il problema Berlusconi abbia ormai assunto dimensioni che vanno oltre il nostro Paese. Sarei davvero curioso di sapere se Angelino Alfano è ancora convinto che i governi non li fanno i mercati».

Lei sta dicendo che la tempesta dei mercati ha a che fare con II discorso di Berlusconi?

«Sto dicendo che i mercati hanno ribadito l’assoluta mancanza di credibilità di questo governo e di questa maggioranza. Berlusconi nel suo discorso ha indicato una desolante assenza di strategie se non quella di restare incollato alla sua poltrona per motivi solo personali, legati ai propri interessi. Il peggioramento delle borse di oggi (ieri per chi legge, ndr) ha fatto sì che lo spread italiano si associasse a quello spagnolo. Ma attenzione, l’Italia non è la Grecia: se non trova soluzione alla sua crisi si trascina dietro tutto l’euro perché il nostro Paese vale il 20% dell’area dell’euro e non il 3%. L’Europa e i mercati sono entrati in fibrillazione quando hanno capito che l’Italia è come una barca senza timoniere che sta andando sugli scogli».

Sarà anche così, ma Berlusconi ha ribadito che resterà ai suo posto fino al 2013 e la Lega ha suggellato II patto. Quindi, come si affronta la crisi?

«Chiedendo le dimissioni del presidente del Consiglio. Non sono d’accordo con la tesi di Casini di queste ore che dice è inutile chiederle perché tanto Berlusconi non si dimette. Per dare sicurezza ai mercati bisogna che ci sia un nuovo governo entro Ferragosto. La settimana prossima dobbiamo essere tutti a Roma, per le consultazioni per un nuovo governo».

Un governo politico?

«C’è bisogno di un governo “superCiampi”, politico e di larga intesa. Bisogna affidarsi all’istituzione che in questo momento rappresenta l’Italia migliore: il presidente della Repubblica. È Napolitano che deve intervenire».

Oggi le parti sociali hanno incontrato prima II governo e poi le opposizioni. Secondo il presidente del Consiglio è andato benissimo, secondo voi?

«Sottolineo un particolare: le parti sociali non hanno voluto incontrare il governo senza la garanzia di poter incontrare lo stesso giorno anche l’opposizione. Se non sbaglio è la prima volta che succede una cosa del genere. Sa cosa significa? Che le parti sociali non si fidano del governo e non a caso. Nel loro documento hanno chiesto interventi che lo stesso Berlusconi con il suo discorso alle Camere ha negato. Ad una domanda di attivismo, ora e subito, si risponde con il vuoto. Questo è un comportamento irresponsabile. La casa non rischia di bruciare: in parte è già bruciata».

Bersani dice che il Pd ha le sue proposte. Sareste pronti ad affrontare una tale emergenza Insieme alle altre opposizioni?

«Le tre opposizioni parlamentari già in queste ore hanno iniziato a lavorare mettendo nero su bianco le declinazioni dei titoli generali dell’incontro avuto con le parti sociali. Noi abbiamo idee chiare su come razionalizzare la spesa pubblica; fare la riforma fiscale; intervenire sulle rendita alleggerendo il lavoro; tagliare i costi della politica; far ripartire le infrastrutture; privatizzare e liberalizzare. Con un nuovo governo si può fare, ma Berlusconi si deve dimettere. Questa crisi non può diventare un mezzo di blindarlo».

L’Economist descrive Berlusconi come “un coniglio pietrificato davanti al fari della macchina”.

«Mi sembra un giudizio benevolo: non è paralizzato, è inchiodato a Palazzo Chigi per difendere i suoi interessi personali e le sue aziende».

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