Missione Italia: interesse nazionale e politica estera

La missione dell’Italia in un tempo completamente nuovo? Non può prescindere dall’Europa e dal multilateralismo. Ne ho parlato a Milano il 22 ottobre, rispondendo all’invito dell’ISPI all’ incontro L’Italia e la politica internazionale, con Giancarlo Aragona (presidente dell’ ISPI), Alberto Orioli (vicedirettore del Sole 24 Ore) e Danilo Taino (inviato speciale del Corriere della Sera).

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“L’Italia e la politica internazionale”: Enrico Letta all’ISPI, 22 ottobre 2012 from ISPI on Vimeo.

Cambiano i punti cardinali della politica estera italiana in un mondo in straordinaria e drastica trasformazione. Sullo sfondo il combinato disposto della globalizzazione, della rivoluzione tecnologica, dell’evoluzione demografica. Ma quanto incide la grande crisi economica sul nuovo ordine mondiale? Quale sarà il futuro dei rapporti transatlantici? E l’Europa? In particolare: l’Italia, la Francia e la Germania possono continuare a vivere come Stati-nazione indipendentemente dal contesto europeo e senza un reale peso in quello internazionale? La Grecia riuscirà a restare nella zona euro e a che prezzo?

Questi interrogativi, a ben vedere, sono tutti legati a doppio filo alla promozione dell’interesse nazionale italiano in tempi in cui il concetto stesso di sovranità è sempre più eroso, dall’alto e dal basso, da trasformazioni radicali. E tutti, in quest’ottica, conducono a un’unica risposta: la costruzione degli Stati Uniti d’Europa quale approdo indispensabile per mantenere un ruolo nell’ordine geopolitico globale. In tal senso, se la crisi ha avuto un risvolto positivo, questo è dato dall’opportunità di cogliere una sfida ormai obbligata e procedere a passo spedito verso l’integrazione politica dell’Ue.

Non abbiamo alternative. E non possiamo perdere tempo. L’anno prossimo si svolgeranno due campagne elettorali decisive: quella italiana, in primavera, e quella tedesca, in autunno. Si discuterà – esplicitamente o sottotraccia – di Europa. Perché questa è la vera prospettiva. L’unica in grado di consentirci di essere motore di un nuovo paradigma di società e di sviluppo. Auspicabilmente più duraturo, sostenibile ed equo di quello che l’ha preceduto.

Per saperne di più leggi “Nel nostro programma gli Stati Uniti d’Europa. Londra decida che fare” (Europa, 23 ottobre 2012) e “Dobbiamo dare lavoro ai giovani” (Affari italiani, 23 ottobre 2012).

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