Per un’Europa diversa

“L’Unione Europea deve essere molto diversa da quella in cui viviamo oggi”, più efficiente e meno retorica. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, intervistato dal canale radiofonico BBC4, a poco più di una settimana dal suo incontro bilaterale con il premier David Cameron, in agenda il 16 e 17 luglio prossimi.


Letta, nel colloquio, ha anticipato che il messaggio col quale giungerà a Londra sarà incentrato sulla necessità di rilanciare “le riforme per un’Europa più vicina ai cittadini”, ribadendo, una volta ancora, che per l’Italia è fondamentale avere la Gran Bretagna come Stato membro”.

Rispondendo poi alle domande di John Humphrys, il presidente ha confermato di voler proseguire con “il programma di riforme strutturali” con particolare riguardo nei confronti della riduzione del costo del lavoro.

Partiti: troppi privilegi e troppi politici. “Certo, uno dei punti principali del nostro lavoro è quello di mirare alle riforme e uno dei problemi della politica italiana è che ci sono troppi privilegi per i politici, e troppi politici – ha sottolineato il presidente del Consiglio – si tratta di un problema di credibilità del sistema politico. Ecco perché abbiamo avanzato delle riforme per cambiare il sistema”.

Non è un governo tecnocratico. Nessun problema di ‘legittimazione democratica’ per se stesso come inquilino di Palazzo Chigi e per il suo esecutivo. All’intervistatore di Bbc4 che gli ha chiesto se non senta il rischio di passare più per un ‘tecnocrate’ che un leader politico, il presidente del Consiglio ha risposto ribadendo di avere molta fiducia sul cammino futuro e rivendicando che “prima di tutto abbiamo un largo consenso in Parlamento ed anche molto buono nel Paese”.

Aiuti UE all’Italia? No, con conti a posto la crescita arriva. “Ci troviamo in un periodo in cui tutti i Paesi hanno dei problemi, ma l’Italia ha un deficit strutturale inferiore al 3%” ha ricordato Letta rispondendo a una domanda sull’ipotesi di un salvataggio europeo, pur ammettendo che il Paese “ha un alto debito e ha bisogno di crescita”. “Sono sicuro che basterà continuare nel nostro programma di riforme strutturali, ho fiducia nella nostra economia e nel fatto che le riforme daranno dei risultati positivi”, ha concluso. “La crescita arriverà , l’Italia è al primo posto in Europa per ‘consolidamento fiscale’”.

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