Scuola e lavoro, le nostre priorità

Mancano due settimane alle votazioni in cui si sceglierà il capo del governo per i prossimi cinque anni. Il dibattito è acceso più che mai. Anche Procida vuole essere partecipe nelle attuali elezioni. Enrico Letta, capolista del Partito Democratico alla Camera dei Deputati nelle Marche e in Campania, intervenuto con un comizio-dibattito sull’isola analizza concretamente alcuni punti salienti del programma del PD includendo non poche critiche e frecciate agli altri candidati.

I problemi principali analizzati sono legati a: scuola, lavoro e politica.

Per quanto riguarda la questione scolastica la riforma Gelmini è stata ingiusta, per non aver capito e interpretato i veri bisogni della scuola, perchè molti insegnati non giudicano la propria professione un lavoro ma una missione al fine di educare le future generazioni. Ma il grande impegno non è corrisposto con un’adeguata retribuzione.

Per la questione lavoro, bisogna analizzare più fattori: disoccupazione, lavoro nero, precarietà. Anche Il PD è sensibile alla questione tasse e lavoratori, Con la diminuzione delle tasse sul personale lavorativo sono garantiti stipendi più adeguati, con una conseguente riduzione della disoccupazione e del precariato; restituendo dignità al lavoratore. Anche per il commercio si potrebbe creare nuova occupazione con l’incentivazione degli scambi commerciali con un ampliamento delle infrastrutture portuali italiane e non far arrivare le navi solo nei porti dell’Europa dell’Est o sulle coste dell’Africa del Nord; permettendo all’Italia di intervenire attivamente e non essere più considerata solo “una banchina in mezzo al Mediterraneo”.

L’intervento del PD nella politica prima di tutto chiede l’abolizione dell’attuale sistema elettorale sostituendolo con una nuova legge, che comprenda un meccanismo di doppio turno stile francese e inoltre si chiede la riduzione del numero dei parlamentari. Restringendo il campo di analisi da questioni nazionali alla questione provinciale, il governo non risolverà il problema con gli accorpamenti (ad esempio l’unione Pisa – Livorno sarebbe impossibile dato il profondo astio tra le due città; ma anche in Campania sia gli abitanti di Avellino che di Benevento hanno apertamente manifestato il loro dissenso). C’è bisogno, certamente, di un ente di secondo livello che controlli l’operato e metta d’accordo i vari comuni; ma che non sia eletto.

In ultimo Letta da un breve giudizio sugli altri candidati. La Rivoluzione di Ingroia e il Movimento cinque stelle di Beppe Grillo sono “accusati” di disperdere voti e quindi andare a favore di Berlusconi. Il PDL a dicembre non aveva possibilità di mettersi in corsa, ma con l’accordo con la Lega e con “il patto” di una ridistribuzione nella regione Lombardia del 75% delle tasse, Berlusconi è quasi riuscito a raggiungere un vasto numero di consensi. L’elettore deve valutare attentamente questi elementi prima di scegliere.

In conclusione, per far sì che ci sia ancora un futuro, il PD chiede agli italiani di ricordare tutto ciò che accaduto durante il governo di Berlusconi, per non ripetere gli stessi errori. I giochi si stanno avviando alla conclusione spetta ora agli italiani valutare e scegliere il miglior capo del governo.

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