europa a due velocità

“Brexit”, lo spettro alla fine dell’Europa

brexit

Il Fatto pubblica la sintesi della “Dorothy Rowe Memorial Lecture” tenuta al Magdalen College all’Università di Oxford il 25 novembre: “Dobbiamo creare un’Europa a due cerchi, che consenta la convivenza tra chi, come la Gran Bretagna, non vuole ulteriore integrazione e chi, come i paesi dell’Euro, deve integrarsi politicamente ed economicamente. Due cerchi non vuol dire due velocità, che danno l’idea di tempi diversi per raggiungere la stessa meta. Dobbiamo ricostruire il quadro europeo acquisendo che le mete sono diverse”.

Rilanciare un’Europa a due velocità

European union

Mirare subito a un’Europa a due velocità. Sul binario meno veloce, l’Unione attuale a 28 Paesi membri, senza ulteriori processi di integrazione comunitaria, per favorire una piena e convinta permanenza al suo interno della Gran Bretagna. Sull’altro, l’Europa dei 19 Paesi che oggi formano la “zona euro”. Quest’ultima dovrebbe, al contrario, proseguire e accelerare il percorso di integrazione, allargandolo ad altri ambiti di policy.