Al superministro Ue un budget per la crescita

el repIntervista di Alberto D’Argenio a Enrico Letta pubblicata su la Repubblica dell’11 febbraio 2016

La creazione di un ministro europeo del Tesoro è «la strada giusta» per salvare l’euro. È questo il giudizio dell’ex presidente del Consiglio Enrico Letta. Che però avverte: per essere efficace il nuovo capo delle finanze europee dovrebbe rappresentare solo i paesi dell’eurozona, dovrebbe rispondere al Parlamento europeo per avere legittimità democratica e dovrebbe avere un proprio bilancio per incidere su crescita e occupazione.
Presidente, come giudica l’iniziativa di Mario Draghi, rilanciata dai governatori di Francia Villeroy de Gallhau e Germania Jens Weidmann, di un ministro del Tesoro? «E’ un importante passo in avanti in una fase come quella attuale nella quale si sta schiudendo una porta attraverso la quale si intravede l’opportunità di cambiare in meglio la costruzione europea che, rimasta in mezzo al guado, sta vivendo il suo tempo più difficile. Bisogna evitare che la porta si richiuda e siccome i cambiamenti passano per proposte concrete, il progetto del superministro del Tesoro è la strada giusta».
Non vede alcun rischio? «Non bisogna sbagliare l’approccio e soprattutto è necessario indicare subito perché e con quali strumenti può dare effetti benefici per cittadini e imprese ed evitare i disastri accaduti nell’Europa del Sud in questi anni di crisi».
Dovrebbe rappresentare solo l’eurozona o tutta l’Unione? «E’ fondamentale che questa figura sia tutta interna all’area dei paesi dell’euro. Deve essere cioè, come ha scritto ieri Scalfari, il ministro del Tesoro dei 19 e non di tutti i 28. Deve essere il primo passo verso l’Europa a due cerchi che rappresenta l’unica soluzione positiva per il futuro e per evitare il Brexit. Un cerchio largo con Gran Bretagna e altri che vogliano condividere alcune politiche, dal mercato unico al commercio internazionale, senza volere integrarsi di più. E un cerchio ristretto, quello dei 19, con l’obiettivo di una più stretta integrazione per rendere finalmente vincente la scelta della moneta unica».
Che poteri dovrebbe avere il nuovo ministro? «Dovrebbe essere una figura riconoscibile dalla pubblica opinione, autonoma e dotata di forti poteri. Dovrebbe incarnare in sé l’equilibrio virtuoso delle due polarità su cui si regge l’idea di Europa, la Responsabilità e la Solidarietà, un’unione virtuosa di valori tedeschi e latini».
In pratica cosa significa? «Incarnare la Responsabilità vuol dire che il super Ministro deve controllare e bloccare i bilanci dei paesi che fanno deficit e debiti eccessivi perché è chiaro che con la stessa moneta chi è irresponsabile danneggia gli altri. L’incarnazione della Solidarietà vuol dire invece che deve gestire un Fondo Monetario Europeo per aiutare i paesi in difficoltà, abbattere le disuguaglianze ed evitare le crisi. Dovrebbe anche disporre di un bilancio dell’eurozona per iniziative per la crescita e contro le crisi sociali, come la disoccupazione giovanile. Potrebbe ad esempio lanciare l’Erasmus dell’apprendistato, un milione di borse da dare a giovani che svolgano, terminati gli studi, un anno di apprendistato in un altro Paese per poi tornare a casa avendo imparato un lavoro e una lingua».
A chi dovrebbe rispondere? «Deve essere riconosciuto dai cittadini come espressione della sovranità popolare. È necessario quindi che risponda ad un Comitato Parlamentare che potrebbe essere composto da parlamentari europei dei paesi dell’eurozona completato magari dai presidenti delle commissioni bilancio dei Parlamenti nazionali».

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