Domani giorno chiave con vertice di Roma

Per Enrico Letta, in visita a Bruxelles per la Summer school del Pd al Parlamento Ue, “il giorno chiave” per le ricette anticrisi è “domani con il vertice di Roma” tra Monti, Merkel, Hollande e Rajoy. “Speriamo – ha affermato il vicesegretario del Pd – che esca qualcosa di veramente grosso sulla crescita, l’unione bancaria e anche sulla golden rule”. “La golden rule – ha insistito – è veramente un modo utile per contrastare le gelate di austerità”.

Letta ha anche preso le difese della proposta avanzata dal premier Monti di un sistema automatico di intervento a sostegno dei paesi virtuosi che subiscono un innalzamento dello spread, proposta che non ha convinto la Commissione Ue. “Una risposta poco avveduta (quella della Commissione, ndr) perché invece ritengo possa essere un’ottima strada: è necessario – ha concluso – andare avanti con risposte ai problemi di tenuta sullo spread”.

Poi, parla della campagna elettorale, la prossima, “giocata sull’Europa” e sull’euro, chi dentro e chi fuori, e con il Pd, assicura “dalla parte di Monti e Napolitano, dalla parte di chi è pro Europa”. Sull’altro lato, assicura sempre l’esponente del Pd, “chi è contro l’Europa: Berlusconi, Bossi e Grillo”.

A margine dell’incontro con 200 giovani della Summer school del Pd in corso in questi giorni al Parlamento Ue, ha incontrato oggi gli eurodeputati del suo partito “per stabilire – ha spiegato – il modo con cui coinvolgerli attorno al fatto che vogliamo fare dell’Europa il tema centrale della prossima campagna elettorale”.

“Le parole di Berlusconi di ieri”, sull’utilità o meno di restare nell’euro, ha aggiunto Letta, “ci confermano che la campagna elettorale è iniziata e che l’Europa ne è il centro”. ‘Il cuore di tutto – insiste il vicesegretario del Pd – è Bruxelles come questo governo ci ha insegnato: il governo Monti vive della politica europea e anche quello che verrà dopo avrà al centro l’Europa”. Quanto agli altri attori del centro sinistra, Letta ha ricordato che tocca “a Vendola e Di Pietro scegliere da che parte stare, anche se mi sa che Vendola sta più di qua (con l’Europa, ndr), Di Pietro più di la”.

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