Dramma straziante, subito corridoi umanitari

Di fronte a questo dolore, alla perdita di tante vite innocenti, a un dramma così profondo e straziante, tutto il resto passa in secondo piano.  Quanto accaduto a largo di Lampedusa ci inchioda a una responsabilità enorme. Cos’altro deve accadere per obbligare le istituzioni tutte a un impegno senza precedenti nella gestione di questa emergenza? Al di là del mare, lontano dalle piccole disfide quotidiane su cui la politica italiana si divide, si consuma una rivoluzione che è ormai diventata epocale e che non possiamo immaginare di affrontare con un Parlamento e un governo impegnati spasmodicamente in ben più misere e volgari priorità. Milioni di figli di nessuno che fuggono dalla miseria e dalla guerra alla ricerca di una vita semplicemente dignitosa, un terremoto geopolitico potenzialmente più destabilizzante, nella sua portata storica, della fine della guerra fredda. La classe dirigente di questo Paese ha il dovere, etico e politico, di non mettere più la testa sotto la sabbia e di contribuire, all’interno dell’Unione europea e della comunità internazionale, a trovare soluzioni coraggiose in grado di rispondere alle sfide che ci attendono. Domani mi aspetto dal ministro Maroni un intervento all’altezza del compito che riferisca nel dettaglio dell’affondamento di questa notte. Non ci sono più alibi, né distinguo che tengano. Noi siamo disposti a collaborare da subito e in modo sistematico a tutte le iniziative necessarie, a partire dall’istituzione dei corridoi umanitari richiesti da tempo dalla Caritas, dai gesuiti e dalle altre associazioni attive in questo campo.

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