Il Quirinale ci dà ragione questo esecutivo è al capolinea

Intervista rilasciata da Enrico ad Annalisa Cuzzocrea, pubblicata sulla Repubblica, lunedì 22 agosto

Una rivalsa. È così che il vicesegretario del Pd Enrico Letta accoglie le parole di Giorgio Napolitano sul linguaggio di venia che il governo ha il dovere di usare davanti alla crisi. «Siamo stati sbeffeggiati per mesi dai media e dalla maggioranza perché parlavamo di una crisi che veniva nascosta, ora il Presidente ci dà ragione». Però Napolitano è stato molto duro anche con l’opposizione, che imputa ogni criticità al governo e a chi lo guida. È un monito che il Pd deve raccogliere? «Dobbiamo fare nostro l’appello di Napolitano perché c’è un cambio di passo della crisi e con le normali categorie non la si affronta. Dobbiamo anche riconoscere in modo autocritico che molti dei guai degli italiani sono vecchi di vent’anni».

Lei ha chiesto un passo indietro del premier per un governo di unità nazionale. Questo non contraddice la richiesta di Napolitano di collaborare subito su alcuni punti fondamentali. Come si fa?

«Siamo su un doppio binario. Da una parte c’è l’oggi, un decreto che deve essere convertito e che dobbiamo cercare di migliorare in ogni modo. Nel domani invece vedo un governo senza benzina, che non è in grado di andare avanti. Il divario tra i discorsi di Bossi e quelli di Alfano è irrecuperabile. Per questo, l’unica strada è un governo di responsabilità nazionale con tutte le grandi forze politiche».

Con dentro Pdl e Lega?

«Con dentro chi vuole fare quel che serve per il Paese».

Quali sono le modifiche che considerate irrinunciabili per la manovra?

«La prima grande questione riguarda il fisco, bisogna definire subito il profilo di un’Italia più equa. Poi gli immobili, la scelta di togliere l’Ici sulla prima casa anche ai ceti più abbienti è stata iniqua e sbagliata. Così si è fatto un danno enorme ai comuni. Il terzo capitolo riguarda le liberalizzazioni, e parlo di farmacie, banche, ordini professionali.

È realistico il desiderio di cambiare la manovra o arriverà la mannaia della fiducia?

«L’appello di Napolitano postula che il governo non la metta, né alla Camera né al Senato. Noi lo sfidiamo a non farlo, e ad affrontare la discussione nel merito dei singoli provvedimenti».

Montezemolo dice che il Pd tace, che da voi non viene alcuna proposta liberale.

«Martedì presenteremo la contromanovra, con il capitolo sulle liberalizzazioni che è centrale. Gli dimostreremo che giochiamo in attacco».

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