Le controproposte del Pd: meno accise sulla benzina.

Intervista rilasciata da Enrico a Lina Palmerini, pubblicata su Il Sole 24 Ore il 5 maggio 2011.

ROMA.«Si parla di casa, ergo, ci sono le elezioni». Enrico Letta, vicesegretario del Pd, non riesce a prendere sul serio le misure del Governo e pensa, invece, che sarà «dolorosa la manovra di giugno, dopo le amministrative». Ma lo snodo politico vero guarda oltre il 15 maggio. «Sia il Def e soprattutto il Pnr redatti da Tremonti legano l’Italia al vincolo esterno di Bruxelles con piani molto onerosi che solo un Governo di salvezza pubblica può attuare, non un Esecutivo che si regge sui responsabili».

Allora è propaganda elettorale?  Ma questa accusa vale per tutti, anche l’opposizione va al voto..

È ormai un punto fisso della strategia di Silvio Berlusconi inventare delle misure ad hoc sulla casa a ridosso del voto: è il modo più diretto per obbligare i cittadini a pensare a quello che sta facendo il suo Governo visto che la grande maggioranza ne possiede una. Dunque, la premessa necessaria è che trovo squalificante approvare un decreto a meno di 15 giorni dalle amministrative. Ricordo bene quando fu varato il piano casa, anche allora si era a una settimana dal voto. Temo che si tratterà ancora di annunci mentre la manovra vera – indiscrezioni parlano di 7-8 miliardi – arriverà a giugno. Cioè, dopo le urne.

Saranno annunci ma cosa c’è che non va nella rinegoziazione dei mutui a tasso variabile?

La fascia di cittadini potrebbe essere più ampia, ora parliamo di fasce di redditi fino a 30mila euro. Introduciamo, invece, la libertà di scelta dell’assicurazione che oggi è decisa dalle banche e che spesso aumenta i costi. O la portabilità dei conti correnti bancari, come avviene per i mutui. Misure che andrebbero messe insieme in un pacchetto di liberalizzazioni. Ma la vera operazione è su un altro capitolo, quello su cui le tasse sono aumentate vertiginosamente.

La benzina?

Esatto. Solo negli ultimi quattro mesi abbiamo pagato un miliardo di tasse in più, oggi la benzina costa 1,6 euro. Un’enormità. Noi proponiamo la clausola di restituzione della quota di accise che supera una certa soglia.

C’è una misura condivisibile nel decreto?

Leggeremo il testo definitivo e diremo i nostri «sì» e «no» sul merito. Sin da ora, però, posso dire che c’è una grande assente, quella che per il Pd è la priorità: la disoccupazione giovanile. Lo sa che al Sud ormai un giovane su due nè studia nè lavora? E sa che l’80% dei neo-ingressi al lavoro è fatto di contratti flessibili di sei mesi? Cominciamo ad affrontare questo dramma senza inclinarci all’impostazione che siamo in una società tutta di precari – cosa non vera – ma riconoscendo che la flessibilità è diventata la regola per i giovani.

Nel decreto è previsto un bonus per chi assume disoccupati e misure per i precari della scuola, non è d’accordo?

Faremo molta attenzione alla norma sui precari e su tutto ciò che riguarda la scuola, è una nostra battaglia da tempo. Per quanto riguarda i disoccupati, la nostra idea è più strutturale: un “contratto d’avvenire”, cioè tre anni di tasse zero per chi assume i giovani senza lavoro. Ma vorrei parlare di un’altra grande assenza nel decreto: le infrastrutture. Dare autonomia finanziaria ai porti; fare contratti di programma per gli aeroporti, ora quasi nessuno – su 47, che sono troppi – ne ha stipulati; fare nuove convenzioni autostradali e dare il via a investimenti privati sono tre contro-proposte per ridare fiato a un settore che mette in moto tutta l’economia.

Nel frattempo il Governo ha varato il decreto Parmalat. Il tema dell’italianità lo condividete?

La vicenda di Parmalat mostra che nonostante l’aggressione del Governo – un decreto e il tentativo di creare una cordata – non si è riusciti a sortire alcun risultato. Credo che il tema non sia solo quello di impedire ad altri di venire in Italia ma creare dei campioni nazionali in grado di avere la taglia giusta per giocare d’attacco all’estero. Credo che la mano pubblica debba dedicarsi a questo obiettivo creando già un polo di reti mettendo insieme Terna e Snam Rete gas scorporandola da Eni.

Quanto costano le contro-misure Pd? Se voi dite al Governo che fa propaganda, c’è chi replica che l’opposizione non deve fare i conti con la finanza pubblica.

Direi mezzo miliardo. Molte sono a costo zero. Il centro-sinistra resta sulla linea del rigore e di questo diamo atto al lavoro – necessario – di Tremonti.

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