Legge elettorale: impegno forte per cambiarla entro 3 mesi (video)

“La legge elettorale la vogliamo cambiare non perché l’hanno fatta gli altri, ma perché a nostro avviso il cuore della delegittimazione della politica è in quella legge elettorale. Dobbiamo cambiarla perché è l’inizio del ritorno di una politica moderna”.  Lo ha detto Enrico Letta nel suo intervento all’assemblea nazionale del Partito Democratico, invocando anche una riforma “nei prossimi tre mesi”. Letta ha continuato: “Noi il Porcellum lo cambieremo a partire dalla possibilità che i cittadini eleggano i loro parlamentari. È il messaggio che dobbiamo lanciare da questa assemblea. E riteniamo che l’iniziativa del capo dello Stato sia stata fondamentale per rilanciare l’azione. Se non si cambia, noi faremo le primarie dei parlamentari, come ha detto ieri Bersani”. “Noi la legge elettorale dobbiamo cambiarla in modo netto e forte nei prossimi tre mesi – ha aggiunto – deve essere un impegno forte. Anche per un segnale di centralità del Parlamento, perché altrimenti ha ragione chi dice che non ha senso il Parlamento”. Letta ha parlato anche di liberalizzazioni: “Dovremo migliorare il provvedimento in Parlamento: ci sono passaggi in cui dobbiamo passare dalla logica dell’aggiungere numeri ai monopolisti a dire che è il monopolio che deve cambiare. Letta ha lodato l’intervento del governo Monti in tema di liberalizzazioni e ha sottolineato la continuità con le politiche del governo Prodi e dell’allora ministro Bersani, ma ha precisato: “In Parlamento ci opporremo a chi vuole frenare le liberalizzazioni e che sta da una parte diversa rispetto a noi. Dobbiamo valorizzare alcune cose che ci sono nel provvedimento, come la proposta delle imprese a un euro, come pure bisogna risolvere a tutti i costi il tema dei pagamenti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. Quanto all’asta delle frequenze tv, ha affermato: “Non abbia timore, perché la scelta che il governo fa su quel tema è buona e giusta. Era sbagliata la scelta precedente”. Infine, sugli scioperi in Sicilia: “Dobbiamo molto interrogarci su quello che sta accadendo in Sicilia in queste ore: è il senso di una impotenza e di una reazione a questa impotenza. Motivazioni sicuramente giuste, che si sono trasformate in una cosa assolutamente inaccettabile”. “Sono rimasto abbastanza scioccato – ha aggiunto – dalle parole del governatore della Sicilia che ha detto che sono iniziative giuste. Di fronte a iniziative di questo genere la politica è sconfitta”.

Il video con l’intervento integrale:

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