Manovra è necessaria ma va spiegata alla gente

Quella presentata alle Camere è una manovra “necessaria ma va spiegata alla gente e non ci si può rinchiudere nei palazzi: occorre discutere con le categorie, i sindacati, le imprese, i lavoratori e le amministrazioni locali”. Ne è convinto il vice segretario del PD, Enrico Letta, oggi in Sardegna per una serie di incontri sul territorio.

“Va spiegato ciò che abbiamo fatto per cambiarla, ciò che avremmo voluto fare e ciò che si può ancora fare. Molte impronte digitali a noi piacciono, perché sono riformiste, puntano a sviluppo e crescita e vogliamo valorizzarle”. È il caso della modifica dell’Irap, che, secondo Letta, “viene risistemata e diventa favorevole a chi dà lavoro, in particolare per i giovani e le donne. È stato rotto il tabù sui capitali scudati: lancio un appello al governo per riconsiderare la questione della Svizzera, magari trovano un’intesa per tassare quei capitali che sfuggono al fisco italiano”.

Il vice segretario del PD valuta positivamente anche la posizione del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, sulle frequenze Tv: “in questo momento non si possono regalare le frequenze Tv a nessuno, fosse anche la Rai”.

Per evitare il rischio di elezioni anticipate, però, che potrebbero portare “l’Italia nel baratro”, occorre “siglare un nuovo patto politico tra il governo e le tre forze politiche che hanno deciso di condividere il sostegno a questo esecutivo nazionale, per portarci all’orizzonte del 2013”. L’ipotesi è quella di formalizzare l’esistenza di una maggioranza di responsabilità nazionale da non confondere con l’opposizione formata dalla Lega e dall’Idv, partendo da un confronto unitario con l’Europa per “dire No al Merkozy”. “Dobbiamo entrare nella logica di una maggioranza vera, altrimenti il governo non avrà altri tre mesi di vita. Cominciamo col rivedere la legge elettorale e senza aspettare la sentenza della Corte Costituzionale. E apriamo – dice – una discussione su quale Europa vogliamo”.

“Non bisogna sottovalutare il fatto che si siano persi 150 voti – sottolinea Letta ricordando l’ultima votazione sulla manovra -. Non minimizzo questo passaggio che in un mese si è passati da una maggioranza di 550 per il voto di fiducia ai 402 di venerdì sera, quando c’è stato il primo sì alla Camera”.

Secondo il numero due del PD, è stato un “segnale inquietante che non va sottovalutato perché siamo di fronte ad uno scenario da brividi, con la prossima asta dei titoli di stato a febbraio con i tassi di interesse elevati”. Per Letta è una questione che riguarda tutti. “Riguarda il PD – spiega – e soprattutto il Pdl perché le gazzarre in Aula della Lega e il sostegno al governo Monti sono incompatibili e il pranzo di oggi con il Carroccio è preoccupante. Il Pdl – conclude Letta – deve averne la consapevolezza e formalizzare questo all’esterno. Non si torna indietro e si può solo andare avanti, oggi c’è di mezzo la salvezza del Paese”.

E riferendosi all’intervista al ministro del Welfare apparsa ieri sul Corriere della Sera: “Non è con le interviste che si affronta il tema del mercato del lavoro”. Su questo argomento, secondo Letta, occorre rispettare un ordine che passa attraverso “la riforma degli ammortizzatori sociali, del costo del lavoro, il rilancio del lavoro per giovani e donne e la questione della flessibilità in uscita”.

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