Manovra, tuteleremo le specialità

Intervista rilasciata da Enrico ad Alessandro Papayannidis, pubblicata sul Corriere del Trentino, sabato 27 agosto.

In Parlamento il PD sarà coerente. Nella manovra finanziaria le autonomie speciali dovranno essere rispettate. Enrico Letta, vicesegretario del PD, e fondatore di veDrò, l’Italia al futuro, il think tank che si riunirà da domenica a mercoledì alla centrale Fies a Dro, si dice fiducioso sull’impatto che la manovra del governo avrà sulle casse del Trentino.

Tra poche ore si apre Vedrò. Voi da anni guardate al futuro, cercando di giocare d’anticipo; ma il futuro, da un po’ di tempo a questa parte, arriva più velocemente del previsto. Quali risposte pensate di poter offrire in questo nuovo scenario?

E’ vero, tutto si è accelerato. E anche Vedrò che pure in questi anni ha rappresentato un laboratorio di idee innovative, dovrà tenere conto di questa clamorosa accelerazione: questo significa che in questa edizione dovremo discutere anche del futuro di Vedrò stesso. I tempi, in altre parole, sono diventati sostanza. Dovremo rifletterci: perciò questa sarà un’edizione speciale.

È in discussione la riproposizione in Trentino della manifestazione?

No, ci mancherebbe.

State pensando a una nuova formula?

Non è tanto una questione di formula, si tratta piuttosto di capire come rendere ancora più utile lo strumento Vedrò. Ci siamo sempre proposti di parlare di cose che avverranno tra dieci anni, ma queste cose stanno già accadendo. I gruppi di lavoro si concentreranno anche su come adattarci a questa nuova situazione.

L’edizione di quest’anno è dedicata al tema del Caos. Una forza ancestrale, ma mai così d’attualità. Come declinerete il problema?

In tutte le sfere della vita si ha la sensazione di aver perso il filo. Questo è il dato da cui partiremo nelle nostre riflessioni.

Il Caos è un elemento universale, che i giovani subiscono più di altri. I 30 giovani su 100 che in Italia non hanno un lavoro, e non sono i soli, si chiedono: di fronte a questo Caos, da dove si comincia?

Si comincia dalla politica. La situazione in cui ci troviamo è figlia di un cortocircuito tra un mondo che vive in tempo reale e una politica che, a livello nazionale e internazionale, funziona attraverso istituzioni figlie del Novecento. Le decisioni sono lunghe e complesse, non al passo con i ritmi del mondo. Per questo sono favorevole alla creazione degli Stati uniti d’Europa, un soggetto politico in grado di governare meglio i processi che oggi non possiamo presidiare con efficacia. Un’Europa che abbia un presidente eletto dai cittadini.

Non bastano gli Eurobond, per lei occorre anche la politica.

Gli Eurobond sono uno strumento utile, ma la visione dev’essere più ampia.

Qual è il messaggio che vorrebbe lanciare a Vedrò?

Un messaggio in linea con l’appello lanciato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al meeting di Comunione e liberazione di Rimini. Dobbiamo parlare con il linguaggio della verità. E dobbiamo mostrare coesione nazionale: bisogna essere molto uniti nel momento in cui emerge la necessità di una risposta straordinaria di fronte alle difficoltà.

Vedrò si svolgerà durante l’iter al Senato della manovra bis del governo. Rispetto al decreto approvato dal consiglio dei ministri, circolano ipotesi di modifiche anche radicali. Qual è il suo auspicio?

Mi auguro che la discussione cambi questa manovra, con l’apporto di tutti: spero che la maggioranza non si chiuda a riccio e che non ponga la questione di fiducia. Molti senatori non potranno essere presenti in Trentino proprio perché saranno a Roma a discutere il provvedimento. Le commissioni del Senato hanno vincolato l’ok alla manovra ad alcune clausola, tra cui il rispetto degli statuti speciali di autonomia.

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, si è infuriato. Il Pd nazionale come si pone su questo punto?

Noi saremo coerenti: abbiamo sempre sostenuto il rispetto delle specialità e i nostri senatori, negli ultimi giorni, stanno operando in tal senso. Per il Pd è un punto fermo, in questi giorni ho parlato diverse volte con Lorenzo Dellai di questa manovra.

Le uscite di Zaia?

I leghisti faranno ciò che vogliono.

Ci sono buone probabilità che il rispetto degli statuti di autonomia venga inserito definitivamente nel testo?

Sì, sono fiducioso che questi emendamenti passino.

Veniamo a Dellai. Ogni anno si discute del suo futuro a livello nazionale, ma ora il 2013 è più vicino. Lei ha criticato la scelta del governatore trentino di schierarsi con Alleanza per l’Italia, che Dellai stesso, ormai, ha ridimensionato.Dove si collocherà Dellai tra due anni?

Deciderà Lorenzo. Lui proviene da una delle migliori esperienze del centrosinistra, un centrosinistra largo. Proveremo a trovare le modalità giuste affinchè questa esperienza si traduca a livello nazionale.

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