Mozione comune per sventare voto a ottobre

Intervista rilasciata a Carlo Fusi, pubblicata su il Messaggero, lunedì 25 giugno 2012

Ad un passo dal decisivo vertice di Bruxelles che può salvare l`Europa oppure farla deragliare. E l`Italia ci arriva divisa, visto che domani il Parlamento si esprimerà e manca una mozione unitaria della maggioranza. Di chi è la colpa? Enrico Letta, vicesegretario del Pd, sospira:
«Deve prevalere l`interesse nazionale e quindi è fondamentale dare a Monti la possibilità di andare a Bruxelles il più forte possibile. Il via libera anticipato alla riforma del lavoro è un fatto importante: occorre ora che non si strappi la tela attraverso un passaggio disarticolato sulle mozioni per l`Europa. Penso che siamo ancora in tempo e che ci sono tutte le condizioni per fare un documento unitario della maggioranza. Faccio un appello in questa direzione e spero proprio che venga raccolto».

Concretamente come intende muoversi il Pd per favorire uno sbocco unitario? 
«Colgo le affermazioni di Alfano come una spinta positiva. Se il segretario del Pdl dice, come ha detto, che il suo partito non vuole votare a ottobre né indebolire il governo e lascia intendere che le uscite di Berlusconi contro l`euro sono folklore, allora gli dico: tiriamone le conseguenze e vediamoci in aula per lavorare ad un testo unico».

Ma cos`è che davvero impedisce una mozione unitaria? Insisto: di chi è la colpa se non si raggiunge quell`obiettivo? 
«E` tutto in gioco di sospetti, di retropensieri. Io rovescio la domanda: perché non si vuole fare una mozione comune? L`unica risposta che mi viene in mente è che si vuole alzare talmente l`asticella delle richieste al governo italiano per essere sicuri che l`atleta Monti non la salterà. E questo prepara il terreno affinché il giorno dopo il vertice si possa dire che il governo non ha portato a casa quello che doveva portare e quindi fine corsa e si scende».
Sta sostenendo che c`è un gioco al rialzo per chiedere a Monti cose che non può ottenere? 
«Esatto. Quando invece al contrario io credo che si possa fare una mozione unitaria molto forte, non rituale, però di cose realistiche. Che peraltro consenta a Monti di fare la stessa cosa che fa la Merkel. La cancelliera arriva al vertice con alle spalle il voto largo del Bundestag: non solo della sua maggioranza ma negoziato anche con la Spd. Cosa che le consente anche di fare un po` il gioco delle parti, di dire cioè io vorrei ma il mio Parlamento mi vincola. Anche l`Italia dovrebbe fare lo stesso gioco ma per ottenere risultati efficaci, non per far saltare tutto».

Lei parla di risultati realistici. Quali sarebbero? 
«Le questioni chiave sono tre. Primo: l`impegno politico del Consiglio europeo che si tenga la Grecia dentro l`euro. Tema decisivo per l`Italia perché se salta la Grecia poi si rischia una reazione a catena che terremoterebbe anche l`Italia. Secondo: bisogna ottenere un impegno su una sorta di golden rule, cioè di regola con la quale si possa ammorbidire l`austerità ed escludere dai tagli politiche di investimento in ricerca e infrastrutture. Terza: attraverso questo ammorbidimento lanciare un grande piano europeo di investimenti negli stessi settori. Traduco politicamente: dobbiamo dimostrare che l`Europa sa trattare il fallimento del due per cento della sua economia, perché la Grecia questo rappresenta; occorre ammorbidire l`austerità perché in caso contrario la crisi sociale diventa crisi democratica e lo spostamento, già in atto, degli elettori verso rormazioni estreme antieuropee renderà i nostri Paesi ingovernabili. Osservo che Berlusconi si muove in questa direzione: dopo il presidente operaio e il presidente agricoltore ora ci tocca assistere al presidente grillino. Rimodulare l`austerità è fondamentale per salvare la democrazia in Europa facendo ripartire la crescita».

C`è un altro gioco in atto, anzi un balletto piuttosto inquietante: sulle elezioni anticipate. In cui ciascuno addossa all`altro la responsabilità per l`eventuale rottura. E` così? 
«Le parole di Berlusconi sono una bomba gettata tra le gambe di Monti. Mentre il premier convince la Merkel che siamo un Paese serio; tratta con gli altri; rassicura i mercati e si appresta ad andare a Bruxelles per un tuffo mortale carpiato con avvitamento che gli deve riuscire per forza, l`ex premier cosa fa? Gli spiega che la Germania deve uscire dall`euro. La cosa ha del grottesco ed è evidente quale sia l`obiettivo, visto che Berlusconi quelle considerazioni le ha fatte in una intervista al Wall Street Journal. Una cosa così è fatta per far saltare tutto. Insisto: prendo per buone le parole di Alfano che vanno in direzione opposta e ne approfitto per dirgli: siate conseguenti. La cartina di tornasole è la mozione unitaria sull`Europa. Aggiungo: si usi questa settimana per stringere sulla legge elettorale».

Anche li regna la confusione. L`intesa nella maggioranza ristagna e il pericolo che non si faccia nulla cresce. 
«E invece la riforma elettorale va assolutamente fatta. Non si può tornare a votare con il Porcellum staccherebbe definitivamente i cittadini  dalla politica. Le dico questo: penso che non siamo lontani dalla possibilità di un accordo»

Davvero? E quale? 
«Un meccanismo che consenta di eleggere una gran parte dei parlamentari attraverso i collegi uninominali. Con una parte di recupero proporzionale, come prevedeva il Mattarellum. E sbarramento al quattro per cento per tutti».

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