Nomine del governo come Mubarak prima del crollo

“Berlusconi l’ha già fatto con Alfano, adesso lo fa con Tremonti, c’è da aspettarsi – aggiunge – che tra tre settimane tocchi a Frattini e poi alla Gelmini. Mi sembra un gioco che tutti conosciamo, abbastanza penoso anche per chi viene delfinato”. Così Enrico ha commentato a Trieste con i giornalisti, a margine di un appuntamento elettorale, la designazione di Giulio Tremonti da parte del premier Berlusconi quale suo successore. “Berlusconi – ha aggiunto – fa tutto questo soltanto perché tutto rimanga uguale, in una logica molto gattopardesca, senza rendersi conto che il suo tempo è finito. L’obiettivo è semplicemente sopravvivere”.

Per Enrico i nuovi sottosegretari dimostrano che Berlusconi è “come Mubarak prima di essere cacciato”. Enrico ha spiegato che l’obiettivo dei nuovi incarichi è “sopravvivere, sopravvivere, sopravvivere, è la benzina per andare avanti qualche settimana e tutto questo porta nuove spese allo Stato, non servono a nulla, sono messi lì a caso e con una logica di ricatto”. Nell’ipotesi che il Governo intenda nominare nuovi sottosegretari, il Pd – ha annunciato – si opporrà. È una scelta sbagliata – ha aggiunto – che denota la logica degli ultimi giorni di Pompei. A me sembra l’immagine di Mubarak che la settimana prima di essere cacciato nominava nuovi ministri e nuovi sottosegretari per cercare di resistere. Mi sembra una logica disperata”.

Enrico ha anche replicato all’appello di Pierferdinando Casini, che oggi ha chiesto di scegliere tra l’alleanza con la sinistra e il Terzo polo: “Un dialogo che consenta di fare una coalizione larga è l’obiettivo che il Pd persegue”.  Secondo Enrico, il dialogo “è importante perché vogliamo battere Berlusconi. Il rapporto con il Terzo polo è utile e ci vuole”.

E, riferendosi a Tremonti aggiunge: “Dal Ministero delle Finanze ci è giunta la notizia che ci sarà una manovra a giugno di otto miliardi di euro. Vogliamo sapere di quella manovra quali saranno i tagli e perché si farà la manovra che Tremonti ha sempre smentito di voler fare. Credo che la contraddizione sia evidente”.

“Leggeremo il decreto sviluppo, che per ora non c’è , per ora c’è solo la conferenza stampa e l’impressione è che sia propaganda”. Ha aggiunto Enrico commentando il varo del Decreto sullo Sviluppo economico. Enrico ha evidenziato che “ogni anno in campagna elettorale il governo fa ‘qualcosa’ sulla casa. Ma l’impressione è che sia propaganda e non cose concrete. Se volesse fare cose concrete, il governo interverrebbe sulle tasse sulla benzina, su cui ha già incassato un miliardo di euro di nuove tasse”.

Enrico si è anche soffermato sulla città di Trieste: “La città di Trieste non è riuscita a dialogare con Generali in modo fruttuoso. Le tre capitali europee dell’assicurazione – ha spiegato – sono formalmente Parigi, Francoforte e Trieste. Parigi e Francoforte lo sono anche sostanzialmente, Trieste no, perché non è riuscita a dialogare con Generali in modo fruttuoso”. Secondo Enrico è un “punto chiave” per la città giuliana, assieme alla ricerca scientifica. L’Università di Trieste che è “penalizzata dalla riforma Gelmini nonostante sia virtuosa. Siamo colpiti – ha detto, riferendosi al blocco del turn over all’Ateneo giuliano – dal fatto che alcuni decreti della riforma Gelmini finiscano per penalizzare l’Università di Trieste che pure è stata virtuosa fino ad adesso”.

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